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Giannis sulla difesa dei Bucks: "Troveremo la soluzione migliore"




Nella media availability di ieri, all'indomani di Game 1 e alla vigilia di Game 2 delle NBA Finals, è stato chiesto a Giannis Antetokounmpo un commento sulle scelte difensive dei Bucks e sul suo ruolo in un sistema poco collaudato durante questa stagione (e non solo).

"Mi sto abituando, e sono sicuro che troveremo la soluzione migliore".

In questo articolo potete trovare un'analisi approfondita della difesa dei Milwaukee Bucks in G1 contro Chris Paul e Devin Booker, e un'idea di cosa aspettarci questa sera nel secondo atto da coach Budenholzer.


Di seguito, invece, le parole di Giannis.



In Gara 5 e 6 contro Atlanta si sono visti alcuni cambi di tutti i giocatori, dall’1 al 5, nella vostra difesa; in Gara 1 contro Phoenix avete utilizzato quella tattica per più possessi. Senti di poter ancora impattare sul gioco degli avversari come difensore in aiuto, cosa in cui sei eccellente, anche in una situazione che non è usuale per voi in difesa?


“Quando si cambia su tutti i ruoli lo si fa per non farsi battere dal palleggio e lasciare che gli avversari prendano vantaggio. È difficile comprendere le situazioni in cui aiutare o meno, perché è più difficile prevedere quando la difesa stia per concedere un vantaggio. Quando si cambia senza sosta, sei lontano dalla palla e pensi - OK, quando devo muovermi per aiutare i miei compagni? Per esempio, quando gioco da centro o quando facciamo una difesa hedge, spesso so cosa può succedere, quindi posso anticipare e trovarmi più vicino alla posizione per aiutare.


In ogni caso, penso che abbiamo svolto un ottimo lavoro con gli switch 1-5 in Gara 5 e Gara 6 contro gli Hawks. Ci hanno aiutato molto. Tuttavia, non so come ci comporteremo nelle prossime partite. La nostra squadra dispone di ottimi difensori, che possono fare bene in uno-contro-uno e anche in casi di mismatch. Loro hanno giocatori forti, ottimi playmaker, che fanno quasi sempre la scelta giusta: semplicemente, dobbiamo cercare di rendergli la vita più complicata possibile. Che si tratti di pressare a tutto campo per stancarli, così da far peggiorare le loro scelte, o di cambiare su tutti i ruoli, ma creando un buon muro difensivo. Dobbiamo cercare di far prendere loro tiri difficili, senza che la difesa si sbilanci troppo.


Tornando alla tua domanda, capire quando aiutare e quando no, rimane difficile. Ma mi sto abituando a questo, e sono sicuro che troveremo la soluzione migliore”.