• Claudio Biolchini

Gli Highlander sopravvissuti alla rivoluzione

Big men che non tirano da fuori. Chi ancora resiste, come e perché.


FOTO: NBA.com

Abbiamo avuto modo di parlare dell'evoluzione della pallacanestro più volte, ormai.


I più colpiti da questo spietato cambiamento sono i lunghi, a cui ormai viene richiesto uno skills set praticamente identico a quello di un'ala, o addirittura di una guardia - ammesso che i ruoli contino ancora qualcosa.


Ma qualche "highlander" c'è ancora. Quali e quanti sono questi giocatori? Qual'è stato il loro percorso e come sono riusciti a resistere al processo di rinnovamento?


Per convenzione, abbiamo considerato "non tiratori" i lunghi che tentano meno di 2 triple a partita.



In questa tabella, vediamo ordinati per efficienza i migliori "rollanti" tra i lunghi non tiratori, considerando un minimo di due possessi a partita. Di questi quindici giocatori, solamente tre hanno avuto una convocazione all'All-Star-Game: Rudy Gobert, Bam Adebayo e Domantas Sabonis, tutti quest'anno. Se prendessimo lo stesso campione di giocatori tra i migliori in isolamento, 14 su 15 sarebbero All-Star...


Il minimo comune denominatore in questo elenco, è l'iper-atletismo. Se escludiamo Jonas Valanciunas e Domantas Sabonis, di scuola prettamente europea, tutti gli altri fanno della verticalità la loro principale prerogativa. Per un rim runner, la prima qualità necessaria è volare sopra il ferro.


Il primo nella classifica degli alley oop, Brandon Clarke, era considerato il più atletico tra i prospetti presenti all'ultimo draft, dopo Zion Williamson.



Quali, tra questi, può essere considerato l'uomo di riferimento della propria franchigia nella metà campo offensiva? Nessuno, o quasi - se vogliamo contare Williamson come cardine dei Pelicans, anche se è appena arrivato nella NBA. Viceversa, almeno 5 nell'elenco (Allen, Adams, Adebayo, Whiteside), e soprattutto Gobert, possiamo considerarli come alberi maestri della difesa del proprio team.


Le prime due qualità necessarie, se proprio non sai tirare? Finisher "volanti" e rim protector.


In questo grafico vediamo invece chi sono i big men non tiratori più validi in situazione di post, con almeno 2.5 possessi a disposizione di media a partita.



L'elenco si è ristretto notevolmente. Essere bravi in post è un'abilità più difficile da allenare rispetto ad essere dei buoni rollanti. Ritroviamo Valanciunas e Sabonis, nei gradini più bassi del podio, che compensano il loro atletismo sotto la media con capacità di 1vs1 vicino a canestro.


I due più giovani in questa lista, Ayton e Williamson, sono quelli che hanno più possessi a disposizione, ma hanno ancora tutto il tempo di imparare a tirare da fuori. Tra qualche anno potremmo non considerarli più di "vecchia scuola".


Rispetto all'immagine precedente, è comparso Andre Drummond, che a Detroit aveva a disposizione più di tre possessi a partita vicino a canestro, nonostante abbia fatto meglio solo del 48.6% dei giocatori NBA.

Steven Adams è passato dai 3.5 possessi della scorsa stagione ai 2.6 di quest'anno, un bel taglio. Per di più con un calo di rendimento: dagli 0.96 punti per possesso agli 0.87. Gioca meno possessi con meno efficienza, ed è praticamente una parte del suo gioco destinata a sparire.



Quanto credono i front office NBA in questi giocatori? Che contratti hanno firmato?


Solo Drummond e Steven Adams guadagnano sopra i 20 milioni a stagione, grazie però ad accordi siglati quattro anni fa, che adesso non riuscirebbero a strappare. Le loro oltre 500 presenze ci ricordano che sono dei veterani.


Harrell ha dovuto rischiare, investendo su stesso con un contratto a basso salario firmato nel 2018. Passerà all'incasso a luglio, ma niente gli è stato dato a scatola chiusa.


Sabonis stava per essere scambiato dai Pacers. La sua esplosione è stata improvvisa e si è guadagnato un prolungamento da 77 milioni in 4 anni, che partirà da luglio. In passato era stato scambiato senza troppi rimorsi da OKC.


Valanciunas ha un buon contratto, ma Memphis non è un top team e aveva tanti soldi da spendere: è stato confermato nel 2019 con l'intento di fare da esempio e appoggiare lo sviluppo dei giovani per la ricostruzione.

Quanto a Ayton e Williamson, sono dentro il loro rookie contract, con ovvi vantaggi per le rispettive franchigie.



Menzioni speciali


Assenti da questi ragionamenti più per questioni di quantità che di qualità, bisogna ricordare i due lunghi dei Los Angeles Lakers, JaVale McGee e Dwight Howard.


Ci si aspettava di più dalle loro carriere, e dopo qualche fallimento i due hanno ridimensionato le loro pretese economiche, rendendosi appetibili per le contender. McGee dal 2015/16 guadagna meno di 4 milioni di dollari a stagione, e ha ridotto notevolmente anche il suo minutaggio, massimizzando però il suo impatto. Howard era il miglior giocatore degli Orlando Magic che persero il titolo in finale contro i Lakers, da lì in poi solo fallimenti, fino al ritorno in California alla modica cifra di $ 2.564.753. Gioca meno di 20 minuti a gara, suo dato più basso in carriera, ma il suo peso si sente eccome.


Un anello per JaVale e Dwight non sarebbe una sorpresa.



Conclusioni


Il tempo per i lunghi non tiratori sembra agli sgoccioli. Chi non ha capacità balistiche ha molte meno probabilità di ottenere contratti vantaggiosi e di essere un uomo franchigia; o, al massimo, lo fa in un small market.


Chi ce l'ha fatta ha dovuto dimostrare sul campo il proprio valore dopo qualche anno a prezzo di saldo o è stato letteralmente "pescato", abbastanza indietro, al Draft (Harrell alla 32, Gobert alla 27, Adebayo alla 14, Sabonis alla 11, Whiteside ha giocato persino in Cina e in Libia dopo essere stato scelto con la 33).


Chi sembrava avere più pedigree degli altri ha fallito, e si è riciclato decimando ego e stipendio. Anche il recente passato, da Tim Duncan in poi, ci rimembra prime scelte fallimentari come Mike Olowokandi, Kwame Brown, Greg Oden ed Anthony Bennett.


Atleti che sembrano avere le fattezze fisiche dei vecchi centri di una volta, come Joel Embiid o Nikola Jokic, hanno grandi quantità di possessi in post, ma stanno seguendo l'evoluzione del gioco tirando anche da fuori; e, in caso del serbo, anche perché passatore leggendario.



Un altra eccezione è Bam Adebayo. Il lungo dei Miami Heat non tira da lontano, ma ha imparato ad essere addirittura un ball-handler, con conduzione in palleggio delle transizioni offensive, evoluzioni off the dribble e tiri in sospensione dalla media.



Rassegnamoci, non esisterà più un Shaquille O'Neal.




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