• Nicola Ripari

Gli Spurs sono una candidata "dark horse" per Bradley Beal

I San Antonio Spurs, nonostante le loro abitudini, potrebbero fare un’offerta interessante per la guardia dei Washington Wizards.



Questo articolo, scritto da Ethan Farina per Air Alamo e tradotto in italiano da Nicola Ripari per Around the Game, è stato pubblicato in data 17 gennaio 2021.



Dopo la conclusione della maxi-trade che ha sancito il passaggio di James Harden dagli Houston Rockets ai Brooklyn Nets, i rumors di mercato si sono spostati su un solo soggetto: Bradley Beal.


La stella dei Wizards, pur essendo uno dei migliori giocatori della Lega, si ritrova bloccato (ne abbiamo parlato qui) all’interno di una delle squadre meno desiderate dell'NBA. E se gli Spurs accorressero in suo aiuto?


Durante la preparazione di un suo articolo pubblicato su The Ringer, Kevin O’Connor ha intervistato 14 executive NBA in merito alle squadre da considerare come candidate "black horse" (a sorpresa) nella corsa all’ All-Star dei Wizards. I San Antonio Spurs sono stati tra i team citati più volte.


La leggendaria riluttanza degli Spurs a trade di questo tipo potrebbe precludere la realizzazione di uno scambio del genere; tuttavia, in questo caso, il timing per premere il grilletto sembra quello giusto. San Antonio ha un roster formato da ragazzi giovani e promettenti, che hanno impressionato in questo inizio di stagione, ma è privo di una superstar davvero in grado di alzare l’asticella.


È vero, ci sono stati momenti in cui Keldon Johnson e Lonnie Walker sono sembrati in grado di evolvere e trasformarsi, un domani, in giocatori da 20 punti a partita; ma perché accettare l’incertezza, quando a Washington si trova una certezza chiamata Bradley Beal?


I coach e i giocatori degli Spurs hanno dichiarato esplicitamente che il ritorno ai Playoffs non è solo un obiettivo, ma deve essere un’aspettativa. Se i texani vogliono realizzare questo progetto, scambiare per Beal potrebbe essere un ottimo punto di partenza.


Vediamo quali sono i giocatori che San Antonio potrebbe offrire, e analizziamo come diventerebbe la squadra con l’aggiunta della guardia dei Wizards.



San Antonio non sarebbe costretta a ipotecare il proprio futuro


Con l'incremento del salary cap, stiamo assistendo a un costante passaggio di consegne riguardante il record del giocatore più pagato di sempre. Questa escalation si sta verificando anche nel trade market: strapagare e fare offerte molto ricche (soprattutto in termini di asset) è diventata la norma.


Per conferma, basti guardare a cosa hanno dovuto rinunciare i Clippers per acquisire Paul George, o a cosa hanno dovuto mettere sul piatto i Rockets per ottenere i diritti di Russell Westbrook; e ancora, cosa hanno ricevuto in cambio gli stessi Rockets per Harden, e la super-offerta dei Bucks per ottenere Jrue Holiday.


Se si desidera ottenere una superstar, nell'NBA di oggi bisogna pagare un prezzo davvero alto.


Fortunatamente per San Antonio, una trade del genere, seppur molto onerosa, non pregiudicherebbe il futuro della franchigia: i nero-argento possiedeono un numero sufficiente di giovani talentuosi e di scelte al Draft da garantire negli anni a venire. Potrebbero quindi soddisfare le richieste dei Wizards.


FOTO: NBA.com

Gli Spurs dovrebbero rinunciare, con grande probabilità, ad almeno due o tre tra Devin Vassel, Lonnie Walker, Dejounte Murray, Keldon Johnson, Derrick White e Luka Samanic. Inoltre, viste le strutture delle ultime trade, San Antonio dovrebbe inserire almeno 3, per non dire 4 o 5, prime scelte al Draft.


Si tratta di tanta roba, certo. Ma per ottenere un giocatore del livello di Beal ne potrebbe valere la pena. E ritengo che gli Spurs dovrebbero essere interessati a trovare la giusta combinazione di giocatori e scelte per condurre in porto l’operazione.



Bradley Beal, un possibile nuovo upgrade


Bradley Beal è uno dei giocatori offensivamente più completi di tutta la NBA. Si tratta di un atleta in grado di trascinare da solo tutto l’attacco di una squadra, ed è una guardia con ottime capacità di creation. Senz’altro, si adatterebbe molto bene al sistema offensivo degli Spurs.


Il ridimensionamento del ruolo di DeMar DeRozan ha contribuito a migliorare ancora di più il gioco dell'ex Toronto Raptors. Lo stesso potrebbe dimostrarsi vero anche per Beal, dal momento che a San Antonio (finalmente) non avrebbe più l’obbligo di segnare 35/40 punti a partita. Grazie alla batteria di playmaker degli Spurs, Beal potrebbe sgravarsi dell’onere di condurre da solo la squadra e potrebbe concentrarsi maggiormente su alcuni aspetti del suo gioco.


L’unico lato negativo di uno scambio per Beal sarebbe la rinuncia da parte degli Spurs ad alcuni dei giovani difensori su cui è stato investito negli ultimi anni. L’incapacità difensiva dei Wizards è attualmente uno degli elementi più frustranti per Beal; ritrovarsi, in futuro, nella medesima situazione agli Spurs, non sarebbe ottimale.


Tuttavia, l'abbondanza di giocatori giovani e capaci dovrebbe consentire agli Spurs di non pregiudicare il livello della squadra e soprattutto di non svuotare il roster, in caso di trade. Con tutta probabilità gli Speroni rimarrebbero una squadra difensivamente migliore di quella attuale di Beal, anche dopo una trade onerosa.


Nonostante le possibili perdite, dovute a uno scambio, un nucleo composto da DeRozan, Beal e Mills dovrebbe essere sufficiente per riportare la squadra ai Playoffs. Se poi, in qualche maniera, gli Spurs fossero in grado di mantenere i diritti sulla propria scelta al Darft 2021, allora potrebbero ambire, con un po' di fortuna, a essere una delle migliori squadre della Conference.


FOTO: NBA.com

Sono perfettamente consapevole che una trade per Beal agli Spurs è molto improbabile. I Wizards non vogliono fare partire la loro stella e gli Spurs sono tradizionalmente allergici a fare operazioni così pesanti.


Ciò nonostante, gli Speroni possiedono gli asset giusti per fare uno scambio e portare la guardia di Washington in Texas: una mossa di mercato potenzialmente in grado di alterare il destino della franchigia per i prossimi dieci anni.


Senza dubbio non è mai una scelta semplice privarsi di un numero alto di giovani e scelte. Per San Antonio, ne varrebbe la pena?





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