• Emilio Trombini

Grizzlies o Suns: chi ha lo young core più talentuoso?


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Recentemente, il rispettato giornalista dei Miami Heat, Nekias Duncan, ha creato un sondaggio su Twitter chiedendo alla gente se sono i Phoenix Suns o i Memphis Grizzlies ad avere un miglior nucleo di giovani. Il sondaggio si è concluso con poco meno di 2.500 voti, ed i Grizzlies hanno vinto con il 57%. Il risultato ha acceso una discussione su Twitter, con tifosi da ogni fan base che hanno detto la loro.

È giusto far notare che durante il sondaggio i Lakers stavano distruggendo i Suns. Il giorno successivo, mentre si concludeva il sondaggio, i Grizzlies perdevano una partita assolutamente alla loro portata contro i Kings. Questi fattori potrebbero aver condizionato un po' i voti.

Il risultato del sondaggio, comunque, ha dimostrato che i Grizzlies hanno più appeal che mai nell’ambiente NBA. L’arrivo di Ja Morant, insieme alla ricostruzione avviata dalla squadra, ha guadagnato l’interesse dei tifosi in tutta la nazione. Il dibattito su quale sia la squadra con più potenziale è interessante anche considerato le somiglianze tra loro.

E mentre il sondaggio si concludeva un po’ a senso unico, le squadre sembrano costruite in modo piuttosto simile. Ecco qui un raffronto.

Costruzione del roster

Comparando i roster delle due squadre, la prima cosa che si nota è che sono due tra le squadre più giovani della Lega. Entrambe hanno un'età media di 24 anni. Il giocatore attivo più vecchio del gruppo è Aron Baynes, 33 anni, che ha giocato un ruolo fondamentale per i Suns durante la sospensione di DeAndre Ayton. I giocatori più giovani sono invece Ja Morant e Jaren Jackson Jr, entrambi ventenni. I tifosi li vedono come le fondamenta per il futuro dei Grizzlies. Entrambe le squadre hanno nove giocatori in rotazione sotto i 25 anni, il limite di età per essere considerati giovani. A livello anagrafico, quindi, i due roster appaiono piuttosto simili.

Entrambe le squadre, poi, hanno un nuovo allenatore da questa stagione.

I Suns hanno firmato Monty Williams l’estate scorsa. Il front office considerava Williams il miglior coach disponibile, e lui non ha disatteso le aspettative finora. Ha portato stabilità ed è una delle ragioni della svolta di Phoenix. In passato è stato assistente allenatore di Nate McMillan dal 2005 al 2010 a Portland. Nel 2010 è diventato head coach dei New Orleans Hornets: il più giovane capo allenatore della Lega. Williams è rimasto in quel ruolo per cinque stagioni, raggiungendo i Playoffs due volte. Il suo record sinora da allenatore è 186 vittorie e 242 sconfitte.

I Grizzlies invece hanno firmato coach Taylor Jenkins a fine stagione dell’anno scorso. Ora è lui il più giovane allenatore nella Lega, alla sua prima esperienza. Jenkins è stato un assistente allenatore di successo in NBA ed in G League. Ha cominciato la sua carriera con Gregg Popovich a San Antonio, dove ha anche fatto da allenatore della squadra degli Spurs nella lega di sviluppo. Da lì Jenkins ha seguito Mike Budenholzer ad Atlanta e dopo a Milwaukee, facendo da assistente dal 2013 al 2019. Il miglior risultato ottenuto durante questo periodo è stato aver contribuito a rendere quattro giocatori degli Haws degli All-Star nel 2015.

Front Office

Entrambe le squadre hanno cambiato molto del loro Front Office quest’estate.

Il proprietario dei Grizzlies, Robert Pera, ha deciso che la rivoluzione giovanile doveva estendersi anche allo staff. Pera ha messo da parte il precedente General Manager Chris Wallace, poi ha licenziato l’allenatore JB Bickerstaff ed il Vice President of Basketball Operations John Hollinger. L’assistente GM Zach Kleiman, 30 anni, è stato promosso al ruolo di Vice President esecutivo. Quindi, Kleiman e Pera hanno firmato Jenkins per ricoprire il ruolo da allenatore, formando così il terzetto di proprietario, GM e allenatore più giovane della Lega.

Ci furono diverse reazioni iniziali, con alcune squadre convinte che l’organizzazione non sapesse bene cosa stesse facendo. E mentre questa rivoluzione giovanile è ancora agli inizi, sembra che il front office dei Grizzlies abbia guadagnato già il rispetto della Lega dopo un'estate di successo.

La squadra è stata in grado di chiudere parecchie trade, riuscendo a creare un roster solido e, allo stesso tempo, prepararsi per il futuro. Le trade con OKC e Phoenix hanno portato a Memphis Brandon Clarke, Josh Jackson e De’Anthony Melton. Uno scambio intelligente con Atlanta li ha liberati dal contratto di Chandler Parsons e ha portato a casa Solomon Hill. Poi, hanno firmato Tyus Jones e Jonas Valanciunas durante la free agency.

Considerato lo stato attuale di Memphis, credo che il front office rimarrà questo per un bel po’ di tempo.

I Suns hanno fatto molte trade simili. La prima mossa è stata quello di promuovere James Jones (Vice President of Basketball Operations per le ultime due stagioni) a General Manager. La franchigia ha anche aggiunto Jeff Bower come Senior Vice President e ha tenuto Trevor Bukstein come assistente del GM, formando così il proprio front office.

Durante le prime due stagioni, Jones si è diviso i compiti da GM con Bukstein. James è diventato popolare tra i proprietari per la sua capacità di creare buoni rapporti tra front office, giocatori e staff. Bukstein è a Phoenix dal 2010, ed assistente GM dal 2013. Bower, invece, ha il miglior curriculum dei tre, potendo vantare un’esperienza di 30 anni nella NBA.

Phoenix poi, come detto, ha fatto mosse interessanti durante l’off season. È riuscita prima ad assicurarsi Ricky Rubio, Kelly Oubre e Frank Kaminsky durante la free agency. Hanno poi aggiunto Aron Baynes, Cameron Johnson e Dario Saric via trade.

La proprietà ha una storia di rapidi cambi di staff, ma questo trend potrebbe finalmente cambiare dopo la scorsa estate.

"Young Core"

Dopo aver visto il dibattito scatenatosi a causa del sondaggio, Duncan ha posto la seguente domanda:

È un dibattito sempre comune nella NBA di oggi quello su chi abbia il miglior nucleo di giovani. E sembra che tutti abbiano un proprio concetto di giovane promessa. La miglior definizione in tal senso è quella di un giocatore che: 1) ha meno di 25 anni, e 2) ha meno di 5 anni di esperienza NBA. Il giocatore, inoltre, deve giocare almeno 12 minuti a partita.

Suns: guardie

Giocatori inclusi: Ty Jerome, Mikal Bridges, Devin Booker, Jevon Carter

Devin Booker è certamente a capo delle guardie giovani di Phoenix ed è anche il membro presente da più tempo. È un All-Star in erba e uno scorer affermato. Booker è stata una delle prime scelte da cui far ripartire la ricostruzione di Phoenix e la franchigia sta puntando a costruire una squadra attorno a lui. Devin ha accettato la sfida e sta mantenendo una media di 25 punti a partita nelle due ultime stagioni. Ed è uno dei sei soli giocatori ad aver segnato più di 60 punti in una partita nella storia NBA.

Mikal Bridges è un’ala versatile, 3&D specialist, capace di liberare spazio per Booker. Sta ancora maturando, ma sembra essersi adeguato bene al suo ruolo finora. Sta giocando meno minuti in questa stagione, ma continua a trovare il modo di contribuire nel gioco dei Suns e sta tenendo una media di 1.4 palle rubate a partita in 20 minuti di gioco; e, nonostante un calo in questo momento della stagione, ha mostrato un miglioramento nel tiro da fuori, tirando con il 36% da tre.

I Suns hanno poi preso Jevon Carter in una trade proprio con i Grizzlies. A 24 anni, Jevon è la guardia più “vecchia” della lista. Parliamo di un difensore tenace con un gioco offensivo ancora da migliorare, ma sembra che ci stia riuscendo. Le sue percentuali sono leggermente sopra la media, con 13 minuti a partita che potrebbero crescere nei prossimi mesi. Il suo ruolo nel futuro di Phoenix potrebbe essere incerto, ma la sua difesa dovrebbe consentirgli di guadagnare minuti in questa stagione.

Ty Jerome è l’unico rookie tra le guardie. Jerome ha giocato sia in G League che in NBA, quest’anno. È una guardia versatile, capace di giocare in entrambi i ruoli di guardia tiratrice e point guard. Al college è stato un giocatore chiave nella squadra di Virginia che ha vinto il campionato. Ha dimostrato le sue abilità da scorer, da passatore e ha difeso sempre con intensità. Anche se non ha avuto molte opportunità di dimostrarlo, Jerome potrebbe avere un ruolo più significativo per i Suns.

Ali

Giocatori inglusi: Cameron Johnson, Kelly Oubre Jr

Kelly Oubre Jr è stato acquisito in una trade la scorsa stagione, e ha poi firmato come free agent. Molte squadre lo hanno desiderato per il suo atletismo e la sua energia. Oubre è in grado di ricoprire molteplici posizioni e ha offerto a Phoenix una seconda opzione offensiva dal perimetro oltre a Booker. La sua versatilità in difesa, poi, è stata fondamentale per i Suns, permettendo alla squadra di cambiare in difesa senza problemi. Oubre è ora una minaccia offensiva che completa in modo soddisfacente la grande abilità di segnare di Booker ed è il secondo marcatore della squadra.

Cameron Johnson è una combo forward al primo anno. Era più che altro conosciuto per la sue doti da tiratore al college e ha traslato bene il suo gioco in NBA. Johnson, infatti, sta sparando con il 40% da tre con poco meno di 5 tentativi a partita. Non è ancora partito titolare, ma ha giocato ogni partita, con una media di 20 minuti. Johnson avrà bisogno di mettere su un po’ di peso per potersi confrontare alla pari con le altre ali NBA, ma ha il potenziale per diventare un’ala da quintetto base.

Centri

Giocatori inclusi: DeAndre Ayton

Phoenix ha preso Ayton con la scelta numero 1 nel Draft del 2018 e i Suns sono convinti che diventerà il loro centro del futuro. Ayton ha avuto un’ottima prima stagione, mantenendo una media di 16 punti e 10 rimbalzi a partita. È un centro piuttosto tradizionale e ha dimostrato di essere un buono scorer dal gioco in post. Ayton sembra proprio essere un potenziale giocatore franchigia e ha beneficiato molto dal nuovo gioco di palla perimetrale dei Suns. Va però detto che il suo ruolo all’interno del nuovo sistema è stato per ora limitato a causa della sospensione e dell’infortunio: sarà interessante constatare quanto potrà continuare la sua crescita di qui ad aprile.

Grizzlies: guardie

Giocatori inclusi: Ja Morant, De’Anthony Melton, Grayson Allen

La seconda scelta al Draft di quest’anno, Ja Morant, è un atleta esplosivo con doti tecniche eccezionali. I Grizzlies gli hanno affidato le chiavi dell’attacco, e la cosa sta già dando i suoi frutti. Morant ha rivitalizzato i tifosi e ha regalato a Memphis un’attenzione nazionale.

Ha portato stile in campo e si è inserito perfettamente nel contesto: è il candidato numero uno a Rookie dell’Anno ed è primo tra i giocatori del primo anno per punti ed assist.

Memphis ha poi acquistato De’Anthony Melton dai Suns via trade. Melton è un difensore d’elite con un gioco offensivo pronto a sbocciare e porta con sé energia e QI cestistico. Fortunatamente, è diventato velocemente uno dei preferiti dai tifosi a Memphis e, giocando a fianco di Ja, ha migliorato molto il suo gioco offensivo. Questa situazione ha permesso a Melton di vedere crescere il suo minutaggio con il progredire della stagione. È il migliore della squadra in Net Rating e sembra destinato ad essere un pezzo vitale del nucleo di giovani della franchigia.

I Grizzlies hanno preso anche Grayson Allen dagli Utah Jazz nella trade che ha visto partire Mike Conley. Allen ha aiutato molto quest’anno a dare una spinta alla second unit, infatti la sua combinazione di tiro ed atletismo gli ha permesso di essere il primo violino della panchina. Allen ha il talento per aiutare i Grizzlies ad essere competitivi nel futuro, se riuscirà a tenere a freno la propria emotività.

Ali

Giocatori inclusi: Marko Guduric, Dillon Brooks

Marko Guduric è un rookie che ha giocato professionalmente in Europa prima di arrivare in NBA. I tifosi lo conoscono per le sue doti da tiratore, ma finora ha faticato in NBA. Ad ogni modo, Guduric ha mostrato un gioco offensivo astuto che gli ha permesso comunque di essere utile. Il suo tiro da fuori sarà importante per i Grizzlies in futuro, e il ragazzo ha il potenziale per diventare un fattore partendo dalla panchina.

Dillon Brooks, invece, è un’ala al terzo anno che si è ritagliata un ruolo come terza opzione all’interno della squadra. Dopo gli infortuni della passata stagione, Brooks si è riaffermato legittimamente nella Lega come un scorer. Abile giocatore di isolamento, è qualcosa di molto utile nelle rotazioni di qualsiasi squadra ed è probabilmente il migliore del roster anche nel creare tiri per i compagni. L’aggressività di Brooks è stata ben accolta dalla squadra, che è 12-0 quando lui segna più di 20 punti.

Centri

Giocatori inclusi: Jaren Jackson Jr, Brandon Clarke

Jaren Jackson Jr è “l’unicorno” di Memphis. È il perfetto esempio di un centro moderno nella NBA, in grado di essere pericoloso dentro e fuori dal pitturato. È diventato uno dei centri più temibili al tiro nella Lega durante il suo secondo anno, ma può anche mettere giù la palla quando serve. È anche migliorato molto in difesa e sembra proprio essere il centro del futuro di Memphis.

Brandon Clarke è un rookie, considerato da molti come la "steal of the Draft" del 2020. I Grizzlies lo hanno preso in uno scambio al Draft, ed è facile capirne il motivo: è un atleta e un difensore eccezionale, con un gioco offensivo avanzato per la sua età. È stato molto efficiente ed è attualmente sesto in percentuale dal campo nella Lega. Brandon si è quindi ritagliato un ruolo fondamentale all’interno della squadra.

Confronto: il "giocatore medio"

Quando si confrontano i due gruppi di giocatori, bisogna guardare le statistiche individuali di ciascun giocatore e quanto e come il nucleo contribuisca al successo della squadra. Ho anche fatto una media delle statistiche individuali per “creare” il giocatore medio di ciascun gruppo. Questi giocatori medi fittizi sono praticamente identici.

Suns: età 23 anni, altezza 198 cm (6 ft. 6 inch.), 11.8 ppg, 4.5 rpg, 2.2 apg, 0.5 bpg, 44/29/80 come percentuali al tiro.

Grizzlies: età 22 anni, altezza 195 cm (6 ft. 5 inch.), 11.2 ppg, 3.4 rpg, 2.8 apg, o.5 bpg, 46/37/82 come percentuali al tiro.

Attacchi a confronto

I Suns hanno Devin Booker, uno dei migliori scorer della Lega. Booker ha una media di 26 punti a partita, 8 in più del secondo marcatore della squadra (Kelly Oubre). Lo young core dei Grizzlies, però, segna di più, con quattro giocatori in doppia cifra. Sorprendentemente, i giovani Grizzlies sono meglio anche nei tiri da tre punti, segnando il 77% delle triple della squadra (contro il 61% dei Suns) e mantenendo percentuali migliori.

In sostanza, mentre i Suns hanno i due migliori marcatori tra i propri giovani, i Grizzlies ne hanno 6 tra i top 10. La differenza di età tra i migliori marcatori delle due squadre è sostanziale: i due migliori di Memphis, Ja Morant e Jaren Jackson Jr, sono entrambi ventenni, mentre Booker e Oubre hanno rispettivamente 23 e 24 anni.

Insomma, mentre i Suns sono più avviati, i Grizzlies sembrano un attacco potenzialmente devastante in futuro.

La qualità dei Grizzlies

Morant e Jackson hanno mostrato lampi di onnipotenza nel loro breve periodo assieme.

Jackson, come detto, è diventato una vera minaccia da tre punti. Al momento è nella top 5 della percentuale dal campo tra i giocatori con più di 200 jumper presi. Ha già quasi raddoppiato i suoi tentativi da tre rispetto all’anno scorso ed ha aumentato il suo bottino dall’arco di ben 5 punti a partita.

JJJ ha anche dimostrato una maggiore sicurezza nel palleggio e nell’utilizzare la sua rapidità contro centri più lenti. È al passo per diventare uno dei tre soli giocatori nella storia NBA a concludere la stagione con più di 200 triple tentate, il 40% da tre e il 4% di block rate.

Morant, primo tra i rookie per punti e assist a partita, è una guardia elettrizzante che gioca come un veterano. È un atleta e playmaker d’elite. La sua velocità gli permette di finire al ferro con facilità e non ha per niente paura di attaccare, anzi, ha già affrontato alcuni dei migliori stoppatori della Lega.

Ma Ja è anche un ottimo creatore di gioco. È bravissimo ad attirare la difesa e a trovare l’uomo libero, come dimostra la sua media di 6.9 assist a partita. Nonostante i tifosi non lo considerino ancora un tiratore, Morant ha dimostrato di essere un affidabile quando la difesa si chiude nel pitturato. Tenta solo 2.3 triple a partita ma sta tirando con il 39%.

Dietro a Moran e Jackson, i Grizzlies hanno un gruppo offensivo molto solido. Dillon Brooks è uno scorer molto abile che può ricoprire facilmente il ruolo di terzo violino. Come Morant, Brooks è un molto sicuro dei suoi mezzi ed è in grado di lasciare sul posto i difensori. Sa segnare dal palleggio e in ricezione.

Brandon Clarke si è rivelata una buona opzione in attacco. Quando è stato draftato, era visto come un giocatore prettamente difensivo ma ha messo in luce il suo gioco offensivo dinamico, oltre che un buon tiro. Tremendamente efficiente, sta tirando con il 63% da due, il 40% da tre e l’80% ai liberi.

Difese a confronto

Storicamente, chi segue la NBA sa che i Suns sono famosi per il loro attacco e i Grizzlies per la loro difesa. In questa stagione nessuna delle due squadre è stata finora molto solida in difesa, ma i giovani Suns per ora sono stati migliori. Hanno contribuito di più, statisticamente, al successo generale della squadra in difesa. Vanno forte a rimbalzo, con una media di 31 rimbalzi a partita, che corrispondono al 72% del totale dei Suns. Inoltre, sono responsabili dell’83% delle rubate totali (6.5 a partita) e del 95% dello stoppate (3.6).

Memphis, però, ha maggiore potenziale difensivo. La squadra sta migliorando ogni mese e il suo Defensive Rating a dicembre è stato di due punti più basso di quello di novembre. Il rating dei Suns è invece aumentato di ben 13 punti, dopo l'ottimo avvio di ottobre.

Phoenix, inoltre, non ha alcun giocatore che potrebbe diventare un difensore d’elite, mentre i Grizzlies ben tre.

Un mostro a tre teste

Jaren Jackson ha fatto passi in avanti in difesa e sembra possa diventare la prossima ancora difensiva per Memphis. Con i suoi 211 cm (6 ft. 11 inch.) e la sua apertura alare di 224 cm (7 ft. 4 inch.), Jackson disturba i tiri dei suoi avversari. Dovunque. Questa stagione ha giocato finora 30 partite con almeno 1 stoppata a partita. I suoi problemi con i falli lo hanno limitato, ma sta riuscendo a migliorare anche in questo, e infatti il suo impatto difensivo è aumentato esponenzialmente. Con esperienza alle spalle, potrebbe rivelarsi come uno dei migliori centri della Lega in difesa.

Il numero dei rimbalzi di Jackson è ancora basso rispetto a quanto dovrebbe, ma le capacità ci sono. Lui e Brandon Clarke hanno già dimostrato di poter diventare un frontcourt difensivo d’élite, una volta che avranno messo su un po’ di massa.

La difesa di Clarke si è adattata bene al livello NBA. Brandon è sveglio, agile, veloce abbastanza da cambiare sulle guardie e atletico abbastanza da rimanere vicino alle ali sul perimetro. La sua statura modesta per un centro gli causa alcuni problemi in difesa con centri lunghi più grossi in post, ma rimedia sfruttando la sua verticalità.

Clarke, poi, è anche un intelligente rimbalzista e il suo QI difensivo è già oggi eccellente per un rookie. Contribuisce costantemente in difesa, aiutando e cambiando senza particolari problemi. Potrebbe diventare il prossimo membro del quintetto difensivo All-NBA che arriva da Memphis?

De’Anthony Melton si sta ritagliando un ruolo di difensore d’élite a Memhis e ha già ricevuto le lodi di Tony Allen, che è il miglior riconoscimento che una guardia giovane possa ricevere a Memphis.

La squadra sente sempre il suo impatto in difesa quando lui è in campo. È sempre pronto ad eseguire la lettura giusta in difesa e tiene sempre gli occhi aperti per una rubata o un intercetto. Da rookie l’anno scorso, Melton è diventato uno dei soli 8 giocatori nelle ultime 10 stagioni ad aver giocato più di 900 minuti mantenendo una steal percentage sopra il 3% e una block percentage sopra l’1.5%. E quest’anno è sulla buona strada per ripetersi. Anche per questo sembra il motore al centro della difesa dominante di Memphis del futuro.

Clarke, Melton e Jackson sono il mostro a tre teste della difesa di Memphis. E mentre c'è potenziale per tutti e tre di diventare difensori di primo livello in NBA, anche gli altri giovani sono solidi. Ja Morant ha sicuramente l’atletismo necessario per difendere sulle guardie e anche lui dovrebbe solo mettere su qualche chilo. Dillon Brooks è un difensore decente e ha dimostrato di saper stare sulle altre ali. Grayson Allen è molto aggressivo e ha già regalato delle stoppate da highlights in passato.

Conclusioni

L'importanza dello young core per queste squadre è sicuramente positivo per entrambe. E anche se il risultato finale del sondaggio da cui siamo partiti non sembra suggerire ciò, penso che i due gruppi di giocatori siano più simili di quanto molti pensino.

Al momento hanno un record di vittorie simile ma ci sono arrivati in modi diversi. I Suns sono partiti alla grande e sono un po’ crollati con l’avanzare della stagione; i Grizzlies invece sono partiti lenti, ma sono riusciti a raddrizzare il tiro.

Costruiti come sono ora, i Grizzlies hanno un potenziale più elevato. Sono già dotati di ottime basi sia in attacco che in difesa, e credo lotteranno per le Finals tra qualche anno.

© The Lead Sports Media

Questo articolo, scritto da Richmond Bailey Caldwell per The Lead Sports Media e tradotto in italiano da Emilio Trombini per Around the Game, è stato pubblicato in data 15 gennaio 2020.

#memphisgrizzlies #phoenixsuns #jamorant #devinbooker #youngcore

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