• Jacopo Di Francesco

Guess who’s back: Celtics-Heat


FOTO: NBA.com

I Boston Celtics, terzi in Regular Season, sono alla terza finale di Conference in quattro anni, ma questa volta da favoriti. I Miami Heat tornano da fifth seed per la prima volta nel post-LeBron.



Dove eravamo rimasti


Irving e Horford chi? Ancora in finale di Conference, e mostrando una certa durezza mentale: i Celtics, dopo lo sweep della pensierosa Philly, sopravvivono contro i Raptors allo psicodramma minacciato dal tiro da mille e una notte di OG Anunoby, vincendo Gara 7 contro i campioni in carica grazie a un Jayson Tatum ben più maturo dei suoi 22 anni (il meme continua a crescere) e a Marcus Smart, chiaramente MVP della serie.


Boston arriva come unica squadra top 5 (precisamente n.4) sia nel Defensive che nell'Offensive Rating. Finora, lo si è visto anziché no.


Miami invece è la giustificazione dell'assenza dell'MVP, Antetokounmpo. Bam Adebayo si è letteralmente preso un posto all'All-Star Game, la seconda giovinezza di Goran Dragic conferma un giocatore élite nel pick&roll, e Pat Riley ha dovuto - probabilmente prima di quanto pensasse - aggiungere alla squadra di Jimmy Butler due veterani come Andre Iguodala e Jae Crowder, vista la smisurata crescita di pesche impensabili per altri GM come Robinson e Nunn. A South Beach vantano un ottimo 37,9% dall'arco su 35,4 tentativi a partita: nessuno meglio di loro.





Le chiavi della serie


In Regular Season, prima della non troppo affidabile - considerando l’assenza di Butler e il seeding - vittoria di Miami nella bolla, i Celtics erano 2-0, contando su due spaventose prestazioni di Jaylen Brown.


Boston con Hayward in quintetto insieme a Walker, Tatum, Theis e appunto il prodotto di California U, era avanti di 10.7 punti su 100 possessi; si scende a 4.5 con Smart al posto di Blue Money.


Spoelstra invece ha cambiato la propria impostazione con Adebayo da 4 e uno tra Meyers Leonard e Olynyk da centro: +3,4 su 100 possessi con l'ex Kentucky sotto le plance, dato modesto ma influenzato da Herro che parte dalla panca facendo spesso la differenza. Difficile, comunque, cambiare una lineup da 8-1 nei primi due turni di post-season.



Le scelte di Spoelstra e Stevens


Gli arsenali difensivi sono importanti in entrambi gli angoli. Certo, ciò spaventa il giusto Brad Stevens, contro il quale Nick Nurse ha messo dentro settaggi talmente diversi da sembrare presi da Tenet - oltre a fingersi pronto per lo scarico di Tatum. De gustibus non disputandum est.


Tornando seri, Tatum dovrà sorbirsi in primo luogo Crowder, ma anche Adebayo sui cambi e Iguodala nei finali: ne basterebbe anche soltanto uno per creare problemi. Dall'altro lato, Brown sarà chiamato ad un altro compito difensivo eclatante dopo Giannis, coadiuvato su Butler anche da Smart, il candidato principale in crunch time.


In generale, queste sono due squadre simili - attacchi pazienti, fondati su partenze handoff e pick&roll - ma le differenze sono tanto sottili quanto potenzialmente decisive. Miami è più lunga - anche se si deve considerare che, secondo coach Stevens, Gordon Hayward “tornerà in qualche momento della serie” - ma il lavoro sui due lati del campo richiesto agli youngsters Herro e Robinson contro i più navigati Smart e Brown potrebbe risultare difficile. Anche considerando che al momento l'X-Factor resta il n.14 da Kentucky. Fun fact: Riley ha ammesso candidamente di averlo preso principalmente per toglierlo a Danny Ainge. Lungimiranza.


Quanto detto sopra riguardo alle similitudini va ribadito anche in sede di accoppiamenti: è un’idea esplorare Walker tanto quanto lo è esplorare Dragic, tuttavia l'ex Hornets - alla sua prima gita Playoffs - può essere nascosto su Crowder, che difficilmente devierà dal suo ruolo di spot up. Più difficile questa mossa per Spoelstra, considerando i progressi di Smart.


Dall’altra parte, per quanto mobile e pensante, Daniel Theis finora se l’è vista con gente sì più alta, ma appunto meno mobile: Adebayo in questo senso non è una buona notizia, e quindi occhio a Robert "The Time Lord" Williams che - con una repentina e poco probabile maturazione - potrebbe essere la soluzione perfetta. Di certo non sarà Kanter.



Previsione: Boston in 7