• Luca Losa

Heat-Bucks: le chiavi della serie


FOTO: Fox Sports

Dopo aver concluso le stagioni regolari con il miglior record della Lega per poi crollare rovinosamente senza raggiungere le Finals in ciascuna delle ultime due stagioni, è inevitabile che per questi Milwaukee Bucks, per il due volte MVP Giannis Antetokounmpo e, in particolare, per coach Budenholzer, la post-season che sta per cominciare assuma un peso specifico non indifferente.


Il loro percorso non parte sicuramente con il più facile degli incroci. I Miami Heat rappresentano il matchup che ciascuna delle top 3 ad Est avrebbe evitato più che volentieri. I Cervi dovranno esorcizzare da subito i loro demoni della post-season, contro il team che nella passata stagione terminò in 5 partite il loro percorso verso le finali di Conference.


I ragazzi di Spoelstra arrivano da una Regular Season in chiaroscuro. Dai finalisti della passata stagione ci si aspettava un percorso più agevole verso i Playoffs. Le continue assenze sono assolutamente un valido alibi per il loro rendimento fin qui altalenante, ma rispetto alla loro eroica versione della bubble non sembra mancare soltanto l’integrità fisica. L'aria dei Playoffs sarà - ancora - benefica in tal senso? Gli elementi - Jimmy Butler, arsenale da oltre l’arco altamente infiammabile, versatilità e protezione del ferro, gli adattamenti di Coach Spo - per dare fastidio, e magari ripetersi, contro i Bucks non mancano.


Rispetto alle Semifinali di Conference di Orlando 2020, i roster delle due squadre sono pressoché gli stessi tranne per qualche - significativa - differenza. I Bucks avranno in Jrue Holiday un potenziale attore protagonista della serie e dei loro PO in generale, e un PJ Tucker in più; mentre, tenendo conto dell’indisponibilità di Victor Oladipo, gli Heat non potranno contare sull'apporto difensivo del principale marcatore di Antetokounmpo, Jae Crowder, volato a Phoenix in offseason.


Vediamo adesso quali potrebbero essere le chiavi di questo primo turno tra il Wisconsin e la Florida.



1. La difesa su Giannis


Il greco è accentratore di attenzioni come pochi altri in questa Lega. Quando poi si arriva ai PO, i game plan avversari sono atti a limitare il più possibile il suo gioco, a volte anche con misure estreme, come il muro umano che i Raptors da titolo di Nick Nurse gli predisponevano davanti in qualsiasi transizione. Giannis ha sempre patito questo genere di contromisure che ne espongono tutti i limiti di lettura del gioco e nel tiro dalla media e lunga distanza. Similmente gli Heat hanno contenuto il greco levandogli la possibilità di correre in transizione, dove diventa inarrestabile, e facendolo attaccare a difesa schierata contro l’arrivo sistematico dell’aiuto difensivo, anche duplice.


Con la partenza di Jae Crowder sarà interessante capire chi Coach Spo gli assegnerà come difensore primario. L’indiziato numero uno è Bam Adebayo.


Sulla versatilità del lungo di origini nigeriane si poggia l’architettura difensiva di squadra, che sfrutta al massimo la sua capacità di tenere sui cambi difensivi come nessun altro pari ruolo. Quando switcha su una guardia, tuttavia, può creare una situazione indesiderata da qualche altra parte sul campo. E ci sono poche altre situazioni meno spiacevoli che avere un Antetokounmpo marcato da una guardia.


Aspettiamoci un Adebayo meno libero di switchare sui cambi quando sarà il difensore primario della minaccia avversaria principale.



2. Il nuovo assetto difensivo dei Bucks


Per due stagioni regolari i ragazzi di Budenholzer hanno dominato gli avversari con un sistema difensivo basato sul drop coverage del centro, Brook Lopez, che sui pick&roll avversari rimaneva nel pitturato in protezione del ferro. L'idea era forzare molti tiri dal mid-range e concedere tiri da oltre l’arco ai giocatori meno pericolosi. Le lacune di questo sistema sono state messe a nudo durante la post-season. Il pick&roll di Miami, soprattutto quando guidato da Goran Dragic, annichilì la difesa dei Cervi e con essa le speranze di passaggio del turno.


In questa stagione, coach Bud, spinto dalla necessità di trovare una soluzione alternativa, ha deciso di dare un carattere più versatile alla difesa di squadra. Dal 7% e 6% delle due stagioni precedenti (in entrambi i casi il penultimo dato della Lega), si è passati al 19% di switch sui blocchi sul pallone (13esimo dato in NBA). Il dato è salito enormemente dopo l’All-Star Break, toccando il 25% dei casi, in concomitanza - non casualmente - con l'arrivo di PJ Tucker.


Il nuovo assetto con Tucker da 5 rende la difesa dei Bucks più versatile, il che può essere fondamentale nei finali delle partite. Per Milwaukee questa dimensione più adattabile al contesto e all’avversario è un "plus" potenzialmente decisivo rispetto alla scorsa stagione. Aspettiamoci quindi un utilizzo maggiore rispetto ai 19.9 minuti di impiego fino ad ora dell’ex Houston, a discapito di Brook Lopez, che verrà utilizzato per provare ad accentuarne più le qualità - tiro da fuori e difesa del pitturato - che le lacune.



3. The Pace Battle


Più che in ogni altra serie, questa potrebbe essere determinata dal ritmo a cui si giocherà. Di fronte si sfidano, infatti, due squadre agli antipodi: i Bucks hanno corso, e tanto, durante la Regular Season, facendo registrare 102.8 possessi sui 48 minuti, piazzandosi al secondo posto nella Lega - mentre gli Heat con 97.1 possessi si trovano al 29esimo posto di questa classifica.


Imporre i propri tempi avrà un vantaggio competitivo non indifferente. Nelle tre sfide stagionali (2-1 Bucks), Milwaukee ha “vinto” la battaglia del pace, costringendo gli Heat a giocare 103.2 possessi a partita. Nelle Eastern Conference Semifinals della passata stagione si giocò a un ritmo (97.6 possessi) più congeniale a Jimmy Butler e compagni.



Benché i favori del pronostico siano dalla parte dei Bucks, che rispetto alla passata stagione possono contare sull’aggiunta di un two-way player di assoluto livello come Jrue Holiday e di un 3&D come PJ Tucker, gli Heat proverano a rovinare - ancora - la corsa alle Finals di Giannis e compagni.


Anche il fattore psicologico potrebbe influire per i Bucks, in eventuali momenti di difficoltà. I loro consueti demoni riaffioreranno ai primi sbandamenti?


La panchina di Budenholzer è sulla graticola e la sua riconferma dipenderà dai risultati che riuscirà a ottenere in questa post-season. Le Conference Finals sono il risultato minimo per i Bucks. E le pressioni sono tutte sulle loro spalle.