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Houston Rockets: una nuova speranza



Questo articolo, a cura di Tommaso Di Vincenzo, è stato realizzato dalla community Houston Rockets Italia per Around the Game.



Dopo 9 anni gli Houston Rockets danno l’addio alla loro presenza continuativa in post-season: l'ultimo posto a Ovest è ormai consolidato e lo sguardo al futuro quanto mai incerto. La stagione ha mostrato diversi aspetti su cui la franchigia texana dovrà migliorare, e altri invece che saranno le fondamenta per ergere un roseo futuro.


Sicuramente la base solida su cui ricostruire sono i giovani talenti, giocatori che da undrafted o da scelte tardive hanno dimostrato che in questa lega ci possono stare. Oltre a Christian Wood, sicuramente quello con più visibilità, tre giovani hanno fatto intravedere ottime cose.


Il primo è Jae’Sean Tate, il ragazzo, undrafted, che ha girato il mondo in cerca di un contratto che lo riportasse in America e nella NBA. A 25 anni si è trovato in una squadra in ricostruzione, che gli ha dato fiducia. Rripagata in pieno: 28 minuti di media a partita con 10.8 punti, 5.4 rimbalzi e 2 assist. Non sono però questi numeri a descrivere la sua stagione. Secondo Bryan Kalbrosky, il reporter di USA Today che lavora anche a stretto contatto con HoopsHype e ForTheWin, Tate è al quinto posto nella classifica per il Rookie of the Year - davanti a lui solo LaMelo Ball, Haliburton, Edwards e Quickley.

Houston ha potuto contare su Tate per 28 minuti a partita e lui ha sfruttato bene il tempo a disposizione. Ha segnato e preso almeno un rimbalzo in tutte le 50 partite che ha giocato finora e sta costantemente avendo un impatto su entrambi i lati del campo. Nell'ultimo mese, ha finito una partita con 4 palle rubate in ben due occasioni, mostrando segni promettenti in difesa. È un giocatore ad alta energia che guida i rookie in palle perse recuperate (54) e tiri da tre contestati (146) nel 2020/21.

Queste le parole di Bryan Kalbrosky, che giustificano la quinta posizione del ragazzo nativo dell’Ohio nella corsa al ROTY.


L'altro giovane che ha fatto parlare, e non poco, di sé è Kevin Porter Jr.


Arrivato per una seconda scelta protetta top-55, il ragazzo sembra aver trovato la sua tranquillità dopo qualche settimana nella G-League. Si tratta di un prospetto estremamente acerbo, ma con un potenziale enorme. Il punto debole è la selezione di tiro: con un ruolo più centrale ha visto le sue percentuali diminuire, diventando insufficienti per chi dovrebbe essere il fulcro dell’attacco. Al momento è poco sopra al 42% la percentuale da due e intorno al 31% dall'arco; nonostante questo, è entrato nella storia dei Rockets e della NBA con una prestazione da 50 punti e 11 rimbalzi, che lo incorona come il più giovane di sempre a realizzare una partita da 50/10 in NBA (non ha ancora compiuto 21 anni). Il tutto dopo una notte brava in un club di Miami, come a voler ripercorrere le gesta di James Harden in tutto e per tutto...



Altro giovane interessante è il figlio d’arte Kenyon Martin Jr.


L'atletismo spaventoso gli ha permesso di finire negli highlights stoppando giocatori come Antetokounmpo e Jokic. Kenyon Martin Jr è sempre pronto ad attaccare il ferro con un’esplosività fuori dal comune, e nelle ultime partite ha messo 19.5 punti di media a partita con 8 rimbalzi e 3.2 assist, numeri decisamente interessanti per un rookie chiamato con la scelta numero 52.


Guardando alla fase offensiva di coach Stephen Silas, sembra che il punto di forza di inizio stagione si sia trasformato nel tallone d’Achille della squadra. Dopo l’addio di Harden, infatti, l'attacco è crollato. Nessuno è riuscito a guidare la fase offensiva e i Rockets attualmente hanno il 27esimo Offensive Rating della Lega (106.8 punti segnati ogni 100 possessi), complice una percentuale del 44.3% dal campo (28esimi) e del 33.9% da tre (29esimi), con 14.4 di TO% (22esimi).



GRAFICO: Ed Kupfer

Nel grafico qui sopra si può notare quanto detto sull’andamento dell'attacco della franchigia texana. Harden è stato scambiato a metà gennaio, momento da cui si può notare quanto sia diminuita - davvero in modo drastico - l'efficienza offensiva dei Rockets. The Beard era il faro per l’attacco, e senza di lui la rotta è andata persa.


La linea blu, invece, evidenza il Defensive Efficiency Rank, che è andato in crescendo fino ai primi di febbraio. Dopo la partenza di Harden, la squadra di coach Silas ha trovato il modo per diventare una difesa arcigna e solida, almeno fino al momento della partenza di PJ Tucker e del definitivo "tanking mode: ON".

Difesa calata, attacco pessimo e ultimo posto della lega consolidato. Ma il futuro di Houston come si prospetta?


La strada per tornare contender è lunga, ma non così tortuosa. Houston nel prossimo Draft avrà sicuramente tre scelte al primo giro; anche se dovesse essere sfortunata e arrivare fuori dalla Lottery (cedendo la pick ad Oklahoma City), il front office ha dimostrato di saper tirare fuori del talento da pick di poco valore: Tate undrafted, Kenyon Martin Jr alla 52, Kevin Porter Jr per una seconda scelta. Vedremo cosa risucirà a fare con tre first-round picks, in un Draft che si preannuncia molto profondo secondo gli esperti.


La Free Agency, poi, potrebbe rivelarsi interessante. Houston avrà ancora a roster John Wall (in scadenza nel 2023), Tate, Martin Jr, Porter Jr, Wood, DJ Augustin e Danuel House. Ma altri giocatori potrebbero avere un rinnovo e un posto a roster, come Kelly Olynyk, che è arrivato da Miami nella trade-Oladipo e con le buone prestazioni dell'ultimo mese sta rendendo possibile un suo rinnovo per fare da back-up di Wood.


In offseason arriverà qualche tiratore. Alcuni free agent potrebbero essere interessati a un progetto che punta sul miglioramento dei giocatori e alla conveniente fiscalità texana, che garantirebbe agli stessi entrate maggiori rispetto ad altre franchigie.


Con un po’ di fortuna, meno infortuni, le giuste firme e scelte, Houston il prossimo anno potrebbe provare a lottare per il Play-In. La stagione 2021/22 sarà, in ogni caso, un punto di partenza, seguendo lo sviluppo dei giovani attualmente a roster, a cui si uniranno altre tre scelte al Draft.


Una nuova speranza per Houston.