• Claudio Biolchini

I 10 contratti più team-friendly della NBA

Una franchigia vincente si costruisce anche pagando "poco" dei giocatori che meriterebbero di più...


FOTO: NBA.com

Il basket NBA è un gioco a perdere.


E' piuttosto facile trovare contratti pessimi, giocatori che percepiscono uno stipendio molto superiore al valore che riescono a dimostrare sul campo. Per trovare degli accordi favorevoli alle franchigie, però, c'è voluta un po' di ricerca.


E' anche vero che è facile sbagliare: non essendo il mercato totalmente libero - anche gli stipendi massimi sono soggetti a delle limitazioni - questi mancati incassi dei migliori atleti finiscono nelle tasche di una robusta classe media. Che con trattative aperte, percepirebbe assai meno. Anche i salari dei giocatori nei primi anni nella Lega, che devono sottostare alla rookie scale, sono piuttosto bassi: in NBA, se si è forti, si inizia a guadagnare dal secondo contratto in poi.


Come abbiamo avuto modo di spiegare più volte, il salary cap è una grandezza variabile, che cambia di anno in anno in base agli incassi di tutto il sistema. Quindi è anche importante QUANDO si firma un contratto, non solo QUANTO si incassa/sborsa. Un po' come nel valore degli immobili: si acquista una casa, poi il mercato oscilla e può farne aumentare o diminuire il valore.


Quindi, più che di soldi in sé, dovremo parlare - riferendoci allo stipendio di un giocatore - di percentuale sul salary cap. Questo ci darà un parametro oggettivo di confronto. Ovviamente, se la soglia del cap si alza, l'impatto del salario del giocatore sul totale si abbasserà. Secondo uno studio di earlybirdrights.com una superstar incassa di media oltre il 25% del cap space, un buono starter intorno al 16%, mentre per un giocatore di rotazione andiamo vicino all'8%. La stessa ricerca, tra l'altro, evidenzia come le franchigie siano più propense a spendere per i giocatori perimetrali, piuttosto che per i big men.


Andiamo a vedere quali sono, quindi, i contratti NBA più vantaggiosi per le franchigie firmati negli ultimi due anni. La percentuale sul cap è calcolata sulla soglia della stagione 2019/20.



10. CEDI OSMAN - 4 anni / $30.8 M / ottobre 2019 (7% cap)

11 PTS, 3.6 RBD, 2.4 ASS, 38.3 FG3% - Cleveland Cavaliers


FOTO: NBA.com

I Cavaliers si sono assicurati un giocatore di rotazione con potenziale con meno di 8 milioni l'anno, per di più con un intelligente contratto a scalare, che lo renderà facilmente scambiabile in futuro. Il turco ha ancora solo 25 anni, un buon atteggiamento e un bagaglio tecnico ampio che lo rende adatto a qualsiasi sistema di gioco. Per una franchigia non certo tra le più desiderate, un asset interessante.


COMPARISON: Ish Smith, degli Washington Wizards, ha statistiche piuttosto simili e guadagna 6 milioni a stagione, ma ha 7 anni in più. Non ha i margini di miglioramento di Cedi Osman.



9. NEMANJA BJELICA - 3 anni / $20.5 M / luglio 2018 (6.2% cap)

11.9 PTS, 6.4 RBD, 2.8 ASS, 42.4 FG3% - Sacramento Kings


FOTO: NBA.com

Bjelica unisce esperienza, poliedricità e sapienza cestistica con un impatto sul salario ben al di sotto di un comune giocatore di backup. Con i suoi 208 cm, può essere usato anche da ala grande in quintetti small ball, costituendo una grossa minaccia dall'arco. Difensivamente paga il suo basso atletismo, ma in attacco è ancora un professore.


COMPARISON: Larry Nance Jr. è molto più atletico del serbo, sta estendendo il suo raggio di tiro, ma non ha certo la pericolosità e l'estro di NB88. Guadagna tuttavia 10 milioni a stagione.



8. ELFRID PAYTON - 2 anni / $16 M / luglio 2019 (7.8% cap)

10 PTS, 4.7 RBD, 7.2 ASS - New York Knicks


FOTO: NYPOST.com

Mister tuttofare. Qualunque giocatore della Lega che riempie tutti i campi statistici come Elfrid Payton è un All-Star, o ci si avvicina. Non eccelle in nulla, ma può crescere fino a tramutarsi in una discreta macchina da triple-doppie, anche se qualche infortunio di troppo ne ha bloccato lo sviluppo.


Sfortunamente per lui, la crisi Covid-19 potrebbe negargli un lauto compenso alla scadenza del suo accordo.



7. WILL BARTON - 4 anni / $54 M / luglio 2018 (12.3% cap)

15.1 PTS, 6.3 RBD, 3.7 ASS - Denver Nuggets


FOTO: FIVETHIRTYEIGHT.com

Realizzatore ecclettico, Will Barton ha ormai raggiunto la maturità. Può essere sia uno starter che una grande risorsa come sesto uomo in uscita dalla panchina. Quando si incendia, può inanellare una serie di canestri in grado di spezzare una partita. A 13.5 milioni annui (anche se il suo stipendio in realtà è a salire e nel 2021/22 guadagnerà 14.8 milioni) è da considerarsi un ottimo affare per i Nuggets.


COMPARISON: tre giorni prima che Barton firmasse il suo contratto, gli Orlando Magic si assicuravano le prestazioni di Aaron Gordon, sempre con un quadriennale, ma da 19 milioni a stagione. Gordon prende qualche rimbalzo in più di Barton, ovviamente, ma segna meno e soprattutto tira col 30.1% da tre, contro il 37.5% di Will.



6. JUSUF NURKIC - 4 anni / $48 M / luglio 2018 (10.9% cap)

15.6 PTS, 10.4 RBD, 3.2 ASS (dati 2018/19) - Portland Trail Blazers


FOTO: SI.com

Dimenticata a causa del suo grave infortunio, l'assenza di Jusuf Nurkic può essere indicata tra i motivi della deludente stagione dei Portland Trail Blazers. Se avesse confermato i numeri della scorsa stagione, sarebbe stato praticamente da All-Star-Game.


I centri passatori migliorano notevolmente il flusso offensivo di una squadra, e il bosniaco sembrava in ascesa. Un vero peccato, ma lo rivedremo presto in campo.


COMPARISON: Domantas Sabonis è stata una delle sorprese di quest'annata. Doveva essere scambiato, poi si è guadagnato la conferma dai Pacers con un quadriennale da quasi 20 milioni a stagione. Nurkic, con numeri paragonabili, ne intasca "appena" 12. Una grande transazione per i Blazers.



5. THOMAS BRYANT - 3 anni / $25 M / luglio 2019 (7.6% cap)

12.1 PTS, 6.8 RBD, 23.7 MIN - Washington Wizards


FOTO: NBA.com

Giocatori nella NBA con almeno 10 punti e 6 rimbalzi in meno di 25 minuti di media: Thomas Bryant e Christian Wood. Stop. Ad appena 22 anni, Bryant avrebbe potuto lucrare su questo, invece è stato poco esigente e resterà nella capitale per poco più di 8 milioni l'anno.


Nella Lega di oggi spendere tanto per un centro non ha senso, ma è comunque importante assicurarsi in quel ruolo un giocatore di energia. Bryant è un perfetto esempio di discreto giocatore che garantisce sempre il suo contributo.


COMPARISON: Cody Zeller degli Charlotte Hornets si avvicina moltissimo alle statistiche del nostro Bryant. Quanto guadagna? 14 milioni a stagione, quasi il doppio.



4. SPENCER DINWIDDIE - 3 anni / $34 M / dicembre 2018 (10.3% cap)

20.6 PTS, 6.8 ASS, 3.5 RBD - Brooklyn Nets


FOTO: NBA.com

Primo e unico "ventellista" della nostra classifica, Dinwiddie è letteralmente esploso negli ultimi due anni, migliorando di 8 punti la sua media realizzativa e dando la sensazione di essere progredito in ogni ambito del suo gioco. Tutti i giocatori con numeri simili ai suoi in questa stagione, sono, o sono stati, degli All-Star (ad eccezione di De'Aaron Fox).


Ottimo costruttore di gioco dal P&R, l'ex giocatore di Colorado potrebbe essere una fantastica risorsa in uscita dalla panchina per i Brooklyn Nets dell'immediato futuro, che saranno comandati da Durant e Irving. Molto furbo il GM Sean Marks a fargli firmare il prolungamento a dicembre 2018, alla (irrisoria) cifra di 11.3 milioni di dollari l'anno.


COMPARISON: DeMar DeRozan resta ancora superiore a Dinwiddie in ogni categoria statistica, ma non di così tanto. E porta a casa oltre 27 milioni a stagione.



3. MARCUS SMART - 4 anni / $52 M / luglio 2018 (11.9% cap)

13.5 PTS, 4.8 ASS, 3.8 RBD, 1.6 STL - Boston Celtics


FOTO: CELTICSBLOG.com

Il contratto di Marcus Smart può sembrare meno vantaggioso, in base al suo rendimento, rispetto a quello di Spencer Dinwiddie; ma il giocatore dei Celtics merita dei ragionamenti supplementari. Smart è infatti la vera anima difensiva di Boston e ha un impatto che va ben oltre le statistiche che leggiamo qui sopra.


Inoltre, è particolarmente interessante il momento in cui è stato firmato dal GM Danny Ainge. Il front office dei Celtics era infatti in una brutta situazione, trovandosi il cap intasato, ma allo stesso tempo nell'impossibilità di poter rinunciare a un giocatore così importante, che avrebbe trovato facilmente ingaggi migliori altrove. Trattenerlo a 13 milioni l'anno può considerarsi uno dei migliori affari di tutta la NBA.


COMPARISON: Ricky Rubio garantisce 4 assist di media in più, ma non è certo paragonabile difensivamente a Smart. Eppure percepisce 17 milioni a stagione.



2. MONTREZL HARRELL - 2 anni / $12 M / luglio 2018 (5.4% cap)

18.6 PTS, 7.1 RBD - Los Angeles Clippers


FOTO: NBA.com

Tutti i giocatori della Lega con almeno 18 punti e 7 rimbalzi sono All-Star, tranne lui. Se poi aggiungiamo il minutaggio, Montrezl Harrell è l'unico ad avere queste statistiche con meno di 30' di media sul parquet.


Finito a Los Angeles nella trade Chris Paul, ha raddoppiato il suo rendimento realizzativo in tre anni. La sua energia impareggiabile gli permette di dominare vicino a canestro nonostante sia un "undersized".


Il biennale a 6 milioni annui - per sua fortuna - tra pochi mesi sarà solo un ricordo, dato che è in scadenza. Servirà una vagonata di dollari per farlo rimanere in California, e sarà uno dei grossi grattacapi per il front office dei Clippers.



1. LOU WILLIAMS - 3 anni / $24 M / febbraio 2018 (7.3% cap)

18.7 PTS, 5.7 ASS, 3.1 RBD - Los Angeles Clippers


Ebbene sì, i due migliori contratti della NBA trovano dimora nella stessa franchigia.


Lou Williams ha fatto un vero e proprio regalo al suo presidente Steve Ballmer, accontentandosi di 8 milioni annui nonostante il suo curriculum di tutto rispetto, dove sfoggia tre premi come Sesto Uomo dell'Anno. Solo lui, Harrell e Derrick Rose hanno almeno 18 punti di media in meno di 30' di utilizzo. Se l'ex Bulls non poteva essere considerato una sicurezza, vista la sua carriera costellata da infortuni, "Sweet Lou" è invece un investimento sicuro a prezzo stracciato.


COMPARISON: andiamo a "spulciare" i salari dei migliori sesti uomini negli ultimi anni: Eric Gordon nel 2016/17 guadagnava oltre il 12% del Cap; JR Smith poco sopra il 5% nel 2012/13; Jamal Crawford intorno al 6% negli ultimi due anni in cui lo ha vinto, e sempre, tra l'altro, con la maglia dei Clippers, che si dimostrano specialisti nel trovare veterani a basso prezzo da valorizzare.



Conclusioni


Pescare dei buoni affari è fondamentale per essere una contender. Tuttavia, i motivi che inducono un giocatore ad accettare uno stipendio ridotto possono essere diversi: fedeltà alla maglia, riconoscenza verso chi lo ha lanciato, volontà di rimanere in un team con ambizioni di titolo, oppure, semplicemente, voler firmare un contratto breve, sperando in un aumento del cap e/o del proprio valore alla fine del contratto.


Altre volte ancora è pura e semplice casualità: i Golden State Warriors firmarono con un lungo contratto uno Steph Curry che non era ancora il giocatore che ha rivoluzionato il Gioco. Averlo a basso costo per un po' di tempo ha permesso di piazzare le basi per la dinastia californiana.


Il documentario sui Chicago Bulls "The Last Dance" ci ha raccontato i patemi di Scottie Pippen nel rimanere tanto tempo con uno stipendio inadeguato. Per la gioia di Jerry Krause e ti tutti noi.




Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com