• Claudio Biolchini

I 7 migliori giocatori in post-up dell'NBA

Si gioca ancora spalle a canestro, grazie al talento di alcuni grandi interpreti.


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FOTO: ESPN.com

Nonostante il ruolo di centro classico sia ormai in disuso nel basket moderno, le giocate spalle a canestro ancora resistono. Alcuni franchise-player trovano tuttora la loro ragion d'essere in post-up, anche se in maniera diversa rispetto al passato. Quali sono questi giocatori? E su quali caratteristiche è basata la loro forza vicino al ferro?


Abbiamo analizzato i migliori (tra quelli con almeno 2 possessi a partita), cercando di capire i loro segreti, anche grazie ai dati forniti da NBA.com.



Joel Embiid


Non un giocatore di post up, ma IL giocatore per antonomasia in questi ultimi anni. Con 9.1 possessi di media a partita, è di gran lunga il più utilizzato in questa situazione, il più vicino ai centri vecchio stampo, anche se è in grado di essere pericoloso anche con il tiro da fuori. Oltre un terzo del suo gioco si sviluppa spalle a canestro, regalandogli quasi 10 punti a partita, entrambi primati NBA.


Produce 1.09 punti per possesso, secondo nella Lega. La sua statura enorme è ovviamente il motivo principale della sua forza, ma non c'è solo quella. Anzi.



La sua impressionante velocità di piedi ricorda tanto quella di Hakeem Olajuwon. Il connubio di stazza e footwork non ha eguali, e gli permette di segnare nel 54.8% dei suoi possessi, secondo miglior dato.



A tutto questo unisce un tocco molto delicato. Ha imparato anche a gettarsi addosso agli avversari con le braccia protese in avanti (à la James Harden, per intenderci), cosa che gli permette di finire in lunetta in oltre un quarto delle sue giocate.


Ormai ha grande sicurezza anche nei tiri dal mid-range: nel suo anno da rookie li convertiva con il 39%, ora è arrivato al 48%. Un dato eccezionale, considerando che ha aumentato in modo significativo la quantità di tentativi (oggi, oltre il 55% delle sue conclusioni è un mid-range shot).



Nikola Jokic


Secondo come numero di possessi a partita (5.9) troviamo la stella dei Denver Nuggets, che è secondo anche per punti a partita in questa situazione (6.1). Oltre il 25% del suo gioco si sviluppa in questa maniera.


Anche lui dotato di grande stazza, unisce alla fisicità delle incredibili doti da passatore, che dissuadono la difesa dall'effettuare raddoppi e la lasciano così in balìa del suo uno-contro-uno. Un rebus senza soluzione.



Non di certo esplosivo, sa usare perfettamente tutto il suo tonnellaggio per dominare avversari più leggeri (cioè, quasi tutti i centri della Lega). Con 1.03 punti per possesso, è al momento settimo per produttività.



Non è Embiid dal punto di vista dell'esplosività, ma una buona mobilità di piedi, unita a una migliore forma fisica rispetto al suo ingresso nella Lega, gli permette di mostrarci qualche schiacciata dopo uno spin-move o una partenza in palleggio.



Grazie al suo incredibile tocco e a una meccanica di tiro che parte da molto in alto, può facilmente tirare in testa agli avversari se non lo si marca da vicino. Insomma, è una tripla minaccia (letale) immediata.



Giannis Antetokounmpo


Il gioco vicino a canestro è ancora una parte marginale dello stile dell'MVP, ma con il tempo potremmo vederlo più spesso in questo frangente, anche per nascondere le sue carenze nel tiro da fuori.


Con 1.04 punti per possesso, è appena sopra Nikola Jokic, sesto nella Lega. Terzo per eFG%, finisce piuttosto spesso in lunetta - anche se spesso sono gli avversari che vogliono mandarcelo, visto il suo andamento ondivago dalla linea del tiro libero.



Rapido ed esplosivo, può facilmente arrivare al ferro anche da situazione statica. E' secondo nella NBA come percentuale di possessi che finiscono con fallo e canestro, l'8%.



Con le sue braccia infinite, non ha avuto bisogno di sviluppare una grande sensibilità di polpastrelli. Quello che per gli altri sarebbe un semi-gancio, per lui è una schiacciata, riuscendo a ricavarsi lo spazio con la sua forza fisica nella parte superiore del corpo, notevolmente accresciuta nel tempo.



Anche vicino a canestro, il suo spin move è letale. Nessuno riesce ad occupare tanta porzione di campo come lui. Merito della sua elasticità muscolare, che gli permette un movimento ampio senza sacrificare rapidità.



LeBron James


Non poteva mancare il Re, quarto con 1.04 punti a possesso. Come nel caso di Jokic, ciò che rende letale il suo gioco spalle a canestro è la capacità di passatore, che spesso costringe le difese avversarie a concedergli spazio per giocare in uno-contro-uno.


Il suo stile è basato su forza fisica ma soprattutto su una grande coordinazione mentre è in corsa o salta. Punta il ferro con decisione e riesce spesso a spostare l'avversario e a tirare in una frazione di secondo, risultando indifendibile. Capacità di concludere in tanti modi diversi e di assorbimento del contatto, oltre al suo ambidestrismo, completano il pacchetto.



James è il migliore della Lega come quantità di and-one: oltre l'8.3% delle volte porta a casa fallo e canestro. Ottenuto il fischio, è bravissimo a gestire il contatto, raggruppare il corpo e ritrovare l'equilibrio per la conclusione.




LeBron riesce a spingere al limite il suo fade-away jumper, usando un compasso molto ampio delle gambe e spingendosi molto indietro. Solo chi ha enorme forza fisica in ogni parte del corpo può immaginare di prendersi questo tiro, praticamente instoppabile. Al suo morbido tocco il compito di mandarlo a segno.



Kawhi Leonard


L'ala dei Clippers è il miglior giocatore di post della NBA con una efficienza di 1.21 punti per possesso. Va a segno oltre il 60.7% delle volte, distanziando Joel Embiid di quasi 6 punti percentuali. Migliore anche per eFG%, dove distacca LeBron James di quasi 3 punti.


Il solito Kawhi, insomma. Non necessariamente appariscente, tremendamente efficace.



Leonard si mette spalle a canestro partendo spesso da una penetrazione iniziata da dietro la linea dei tre punti, ed è incredibilmente sicuro nei suoi fade-away.


Fa tendenzialmente uso di pochi palleggi, distende le sue braccia lunghissime in alto e, tirando quasi di polso, può finire sopra la testa dei difensori. Tutto questo rende difficili gli aiuti e minimizza la sua quantità di palle perse, appena il 6.5%, il migliore dei giocatori che stiamo analizzando qui.



Karl-Anthony Towns


Il centro di Minnesota ha iniziato da poco la sua stagione NBA, per colpa di vari infortuni e vicissitudini extra-campo poco fortunate. Guardando i dati del suo post-up, ad oggi è terzo come produttività e sesto come quantità. Non ha la potenza fisica e/o atletica dei giocatori che abbiamo visto sin qui, ma ha comunque un ottimo tocco e tecnica.



KAT è il signore del drop step. Con due appoggi rapidi, uniti ad una leggera spallata, trova lo spazio e il tempo minimo necessari per sganciare il suo semi-gancio destro, la sua arma preferita.


Se trova una linea di penetrazione, invece, riesce a finire in schiacciata grazie alle sue braccia lunghe e alla velocità con cui sa muovere la palla.


Per ora soffre ancora troppo il contatto fisico, avrà bisogno di migliorare ulteriormente da questo punto di vista per essere efficace come gli altri nomi di questa classifica.



Anthony Davis


Ultimo ma non meno importante, l'altra stella dei Lakers, AD, che si attesta a 1.04 punti per possesso, come James e Antetokounmpo. Oltre un quinto delle sue conclusioni parte da post-up e trova il canestro in quasi il 53% dei suoi possessi, terzo nella NBA.



Davis può alternare tranquillamente power moves a tiri in leggero fade-away, che si crea da solo dal palleggio. Ha un range molto ampio, che gli permette di stare piuttosto lontano da eventuali raddoppi. E' inoltre abile nel prendere il rimbalzo dei suoi stessi tiri.



Impressionante la fiducia e il tocco che possiede, quando si svita lungo la linea di fondo. Dovrebbe essere un tiro con un angolo più difficile, ma ormai lo ha meccanizzato e riesce ad andare sia in avvicinamento che in allontanamento. Dovreste ricordarlo dagli scorsi Playoffs.