• Claudio Biolchini

I Kings "di rincorsa"

Poco quotati e con delle questioni tecniche da risolvere, ma con calendario facile. Per la ripresa della stagione a Orlando, occhio ai Sacramento Kings...


FOTO: NBA.com

Nel Palio di Siena, celebre giostra equestre di origine medievale, l'ordine di ingresso nei canapi viene estratto a sorte. L'ultima contrada sorteggiata, viene posizionata "di rincorsa", cioè indietro rispetto alla linea di partenza costituita dagli altri cavalli. E' una posizione controversa, si è indietro ma si possono controllare tutti gli altri dalle retrovie e prenderli di infilata, se si riesce a partire bene.


I Sacramento Kings sono così. Indietro e per giunta poco quotati, ma grazie a un calendario facile che prevede due partite con i Pelicans e poi gli scontri con Nets, Mavericks, Rockets, Magic, Pacers e Spurs, potrebbero prendere tutti alla sprovvista e mettere la freccia. La gara con i Rockets è probabilmente la più difficile, e senza imprese i Kings potrebbero cercare di strappare l'ottavo posto nei Playoffs della Western Conference.


L'obiettivo minimo è cominciare a capire, in queste 8 partite, se il duo formato da Marvin Bagley e De'Aaron Fox sia quello su cui effettivamente puntare per il futuro. Entrambi hanno avuto seri problemi di infortuni in questa stagione, e i loro sostituti, Nemanja Bjelica e Cory Joseph, per quanto abbiano discretamente figurato, hanno caratteristiche totalmente diverse, che hanno stravolto l'identità della squadra. I Kings da corsa della scorsa stagione avevano il quinto pace della Lega, quest'anno sono tra i più lenti con il 25esimo.


Secondo quanto riprotato da alcuni media a inizio Regular Season, la preparazione non è stata fatta a dovere, complice un viaggio in India che ha "spezzato" la routine degli allenamenti. Coach Luke Walton era consapevole di non poter iniziare alla massima velocità dopo una preparazione non ideale, e certamente gli infortuni - numerosi - non hanno aiutato.


La difesa non è mai stata un punto forte di questo gruppo (20esima e 19esima nella ultime due stagioni), ma almeno l'anno scorso si forzavano più palle perse agli avversari - cosa che aiuta l'attacco a generare punti in contropiede o transizione.



E' evidente, comunque, che Fox non fosse ancora nella forma migliore. Con lui in campo, la difesa dei Kings peggiora quest'anno di 7.6 punti ogni 100 possessi (Basketball Reference), mentre nel 2019 migliorava di 3.


Bagley è un lungo che fa della corsa e della mobilità di piedi i suoi punti di forza, ma il progetto per allargare il suo range di tiro per ora è fallito (poco più del 28% da tre). Il ragazzo ha bisogno di attaccare in maniera dinamica per essere efficace, dato che il suo fisico ancora molto longilineo paga dazio in situazione statica di post basso. La volontà, comunque, è affidarsi a lui in futuro, come dimostrano i suoi livelli di Usage, tra i più alti nella Lega nel suo ruolo (86esimo percentile nel 2018/19).


Ora i californiani devono cercare di recuperare la loro identità basata su velocità e atletismo, senz'altro più funzionale alla coppia Fox-Bagley. Dal mercato è inoltre arrivato Jabari Parker, talento innegabile ma incostante: anche lui ad alti ritmi potrebbe sbocciare di nuovo?


Quanto alla ripresa della stagione 2019/20, nessuno probabilmente si aspetta un exploit dei Kings, quindi potranno giocare - come dicono Wiz Khalifa e Snoop Dogg - "young, wild and free".


Allo stesso tempo, c'è bisogno di qualche certezza, dato che ci sono tanti giocatori in scadenza, Bogdan Bogdanovic su tutti, ma anche Kent Bazemore, Alex Len, Harry Giles e Yogi Ferrell. Se aggiungiamo che i contratti di Buddy Hield e soprattutto Harrison Barnes non sono vantaggiosi per la franchigia, la situazione salariale a breve termine è complicata. La rivoluzione, per i Kings, è alle porte?


Queste ultime partite indicheranno una direzione precisa da prendere, cosa che raramente si è vista negli ultimi tempi.





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