• Jacopo Stefani

I Knicks e l'offseason: what about Dennis Schröder?

Molto probabilmente la point guard dei Lakers testerà la free agency quest'estate. Potrebbe sbarcare nella Grande Mela?


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Michael Corvo per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Jacopo Stefani per Around the Game, è stato pubblicato in data 20 aprile 2021.



Dopo la vittoria 111-96 contro i Lakers dello scorso lunedì, Ian Begley di SNY ha riportato che Dennis Schröder sarebbe "tra i giocatori nel radar dei New York Knicks, con l'avvicinarsi della free agency".


Se la point guard intendeva usare la sua unica apparizione stagionale al Madison Square Garden come audizione per quello che potrebbe essere il suo ruolo con i Knickerbockers, ha certamente contribuito ad alzare le sue quotazioni: i Lakers - autori di una deludente prestazione offensiva, pur senza Anthony Davis e LeBron James - sono stati trascinati dal loro Energizer Bunny tedesco, autore di 21 punti e 6 assist. Prestazione, tra l'altro, giunta appena due giorni dopo una metà partita spesa in uno scontro testa a testa con Kyrie Irving, sia cestisticamente che verbalmente (come dimostrato dalla gita anzitempo negli spogliatoi toccata ad entrambi).


Nella partita di sabato scorso contro i Jazz, Schröder ha invece messo a referto probabilmente la sua miglior prestazione stagionale: 25 punti, compresi gli ultimi 6 della squadra nei regolamentari (e il layup con 3.5 secondi sul cronometro per forzare l'overtime), da aggiungere a 8 assist, 2 stoppate (?!) e, soprattutto, alla vittoria giallo-viola.


Escludendo una percentuale da tre punti sotto la media - 33.7%, nonostante l'ottimo 38.5% nella stagione 2019/20 - e qualche palla persa di troppo, la point guard tedesca ha portato ai Lakers tutto ciò che avrebbero potuto desiderare dopo il suo arrivo da OKC nel mese di novembre: alla sua nona stagione nella lega, è stato buono (se non ottimo) in entrambe le metà campo, con medie di 15.4 punti, 5.5 assist e un career-high di 1.2 palle rubate, tirando con il 43.2% dal campo e l'84.6% ai liberi. Per quanto questi numeri non facciano cadere nessuno dalla sedia, e le advanced stats gli siano ancora sfavorevoli, il suo vero valore risiede nella sua energia e grinta. La sua tenacia è servita spesso a caricare la stamina dei Lakers, mentre la sua velocità e abilità nell'attaccare il canestro sono componenti essenziali del sistema di Frank Vogel.


Lo stesso head coach settimana scorsa, parlando della sua point guard, ha dichiarato:

"Adoro Dennis, credo sia la prima cosa da dire parlando di lui. Il suo spirito competitivo, la sua grinta e la sua passione credo ti possano portare da sole a vincere partite."


Nel mentre, il mancato accordo tra i Lakers e Schröder riguardo un'estensione di contratto inizia a profilarsi all'orizzonte: i giallo-viola vorrebbero ovviamente tenerlo, arrivando ad offrirgli la massima estensione possibile prima dell'estate (4 anni, $84M). La guardia ha però rifiutato, confidando nella possibilità di guadagnare una cifra attorno ai 100 milioni (23-25 all'anno) in unrestricted free agency, dopo un solido percorso nei Playoffs.


In multiple occasioni Schröder ha espresso la sua preferenza nel restare un Laker. Ma anche un solido desiderio di testare la free agency per la prima volta nella sua carriera, visto che le due parti in gioco rimangono di idee molto distanti riguardo al suo valore.



I Lakers hanno la proprietà dei suoi Bird Rights e potrebbero quindi sforare il salary cap, superando così qualsiasi offerta per la guardia. Tuttavia, dovranno già affrontare una serie di rinnovi chiave, che potrebbe gonfiare la loro Luxury Tax a livelli storici: Jeanie Buss è disponibile a spendere, ma da qualche parte c'è sempre un limite interno.


New York, al contrario, ha una montagna di cap space libero (circa 50 milioni) ed Elfrid Payton, Derrick Rose e Frank Ntilikina prossimi a diventare free agent: Leon Rose punterà quindi verso una giovane point guard e Schröder sembra essere il fit perfetto, fungendo sia da terza opzione offensiva per Julius Randle e RJ Barrett che da partner di pick&roll per Mitchell Robinson.



Venerdì, Begley ha affermato che "i Knicks non dovrebbero inserirsi in una guerra contrattuale per Schröder", ma anche che il tedesco sia "certamente oggetto delle attenzioni interne della squadra". Begley ha anche aggiunto:

"Schröder è una guardia che a qualcuno del front office piace, così come Lonzo Ball, ma non credo che su Lonzo ci sia pieno supporto, e probabilmente nemmeno su Dennis."

Nemmeno i Lakers, in ogni caso, hanno interesse a cominciare una guerra contrattuale (Bleacher Report li ha infatti classificati 26esimi in flessibilità salariale, mentre i Knicks sono addirittura secondi). Se i piani alti della Grande Mela decidessero di puntare Schröder piuttosto che il 23enne Ball - anche lui in cerca di almeno 20 milioni annuali - riuscirebbero, con ogni probabilità, ad accaparrarselo per 24 milioni o giù di lì; e se i Knicks fossero disposti a separarsi da qualche prospetto e/o scelta al Draft, i Lakers potrebbero persino imbastire una sign-and-trade.


Lonzo Ball è un tiratore (37.3% su 8 tentativi da tre puntia partita quest'anno) e passatore migliore, ma Schröder possiede una nettamente superiore abilità nello spezzare schemi difensivi, crearsi un tiro e attaccare il ferro. Sono entrambi buoni difensori, al netto delle diverse caratteristiche.


I Lakers, inoltre, sono stati una squadra élite in situazioni di pick&roll durante questa stagione, e il tedesco si merita certamente una parte del credito.



Schröder e Quickley potrebbero diventare il backourt più esuberante della lega. Il tedesco potrebbe alleggerire le spalle di Randle e Barrett da una parte del fardello di creation e ball-handling; soprattutto, Schroeder è un consumato Thib Guy, pronto a sporcarsi le mani, lottare su ogni azione e giocare con il famoso "chip on the shoulder".


Se Tom Thibodeau dovesse dirgli di volerlo veder giocare 40 minuti a notte per 82 partite, sono abbastanza sicuro che Dennis accetterebbe la sfida senza un singolo lamento.



In termini di cultura e personalità, il tedesco sarebbe un fit ideale per coach Thibodeau, per la città e per una franchigia dalla ritrovata identità. E se richiedesse un contratto pesante? Ora come ora è il momento di spendere, arrivando da una sorprendente qualificazione ai Playoffs, con due giovani star.


Potrebbe anche arrivare il momento di provare ad essere davvero competitivi. A patto che Elfrid Payton non sia nello starting five al prossimo season opener.