• Andrea Campagnoli

I Knicks spezzeranno la maledizione Charlie Ward?


Nessun giocatore draftato dai Knicks ha ricevuto un secondo contratto dalla franchigia sin dai tempi di Charlie Ward nel 1999. Nell'attuale roster c’è possibilità che qualcuno ce la possa fare?

© The Knicks Wall

Essere un tifoso dei Knicks non è assolutamente facile. Bisogna spesso autoconvincersi di trovare buone notizie anche quando queste buone notizie non esistono. Inoltre, quando le cose non funzionano, siamo abituati a catalizzare le nostre speranze su fatti assolutamente improbabili all’orizzonte.

È diventata abitudine, una volta perse tutte le possibilità di arrivare ai Playoffs (intorno a dicembre, generalmente), concentrarsi sul Draft. Ma, sorprendentemente, nonostante i Knicks abbiano partecipato alla post season solo 4 volte nell’ultimo secolo, non sono mai riusciti ad ottenere quei benefit che, una pessima squadra, dovrebbe ricevere. Come molti di voi si ricorderanno, incredibilmente, l’ultima scelta al Draft di New York che ha ricevuto un secondo contratto dalla squadra è stata Charlie Ward nel 1999.

Facciamo velocemente mente locale, e cerchiamo di capire come sia possibile: i Knicks hanno spesso scambiato le proprie prime scelte, e spesso in modo scellerato (2006, 2007, 2010, 2014). Hanno scelto giocatori totalmente inopportuni, come Frederic Weis, Mike Sweetney, Renaldo Balkman e Jordan Hill. E anche alcune trade, come quelle che hanno visto coinvolti Carmelo Anthony e Kristaps Porzingis, hanno eliminato alcuni possibili candidati.

Anche quando i giocatori selezionati al Draft non erano poi così male - ad esempio, Nene (2002), Imam Shumpert (2011), Danilo Gallinari (2008), Wilson Chandler (2007), Tim Hardaway Jr (2013), David Lee (2005) o Trevor Ariza (2004) - qualcosa è sempre andato storto, in un modo o nell'altro.

Inoltre, la mancanza di secondi contratti, riflette un’era totalmente priva di giocatori talentuosi. Nessun giovane è riuscito a emergere e imporsi come parte indispensabile del roster e del progetto di New York. Ma nella squadra di oggi, invece? Ci potrebbe essere qualcuno che potrebbe meritarsi una riconferma?

Analizziamolo insieme.

LA SCELTA OVVIA

Sarebbe un gravissimo errore non concedere a RJ Barrett un secondo accordo. L'ex Duke è stato la scelta più alta al Draft di New York sin dai tempi di Patrick Ewing e la franchigia è assolutamente convinta che abbia tra le mani un futuro All-Star.

Dopo un ottimo inizio di stagione, Barrett ha iniziato a tirare con percentuali più basse, e ciò è visibile anche nei suoi numeri (13.5 punti a partita attualmente). Ma ha 19 anni, è un rookie, ha dimostrato di essere abbastanza maturo per la Lega: non azzarderei ulteriori giudizi troppo affrettati.

Analizzando lo spazio salariale dei Knicks per le prossime stagioni, e considerando che difficilmente RJ rientrerà nella "Derrick Rose Rule", regola che gli permetterebbe di guadagnare il 30% del cap se partecipasse a due All-Star Game, entrasse a far parte di due All-NBA Team o vincesse il titolo di MVP, è probabile che il giovane rookie, con un nuovo contratto, andrà a pesare per un totale di 131 milioni di dollari sulle casse di New York. Inoltre, potrebbe essere eleggibile per la Designed Player Extension, cosa che gli consentirebbe di firmare un accordo per cinque anni, contro il limite attuale di quattro. Ciò vorrebbe dire guadagnare circa 30 milioni l’anno.

Diciamo che il front office dei Knicks potrebbe anche essere felice di pagare queste cifre, se Barrett dovesse mantenere i livelli con cui si è affacciato nella NBA.

I SOPHOMORE

La conferma di due delle scelte del Draft 2018, ossia Kevin Knox e Mitchell Robinson, dipenderà molto sia dalla loro crescita che dallo spazio salariale della franchigia. Nelle prossime due stagioni guadagneranno, rispettivamente, $4.3M e $4.6M, con una team option per il 2021/22 che garantirà loro $5.8M.

Knox ha 20 anni, quindi ha ampie possibilità di sbocciare definitivamente. Sicuramente è migliorato sotto la gestione Mike Miller, ma attualmente si ritrova all’ultimo posto nella classifica per Win Shares della sua classe del Draft. Il che è un bel fardello.

Anche perché Robinson, nella stessa classifica, si ritrova al secondo posto, dietro, solamente, a quel fenomeno che prende il nome di Luka Doncic. "Mitch" deve e può fare qualcosa in più, specialmente dovrebbe riuscire a controllare maggiormente i suoi problemi di falli con l’aumentare dei minuti, ma ha un potenziale che nessun altro giocatore nel roster dei Knicks possiede. Essendo stato scelto al secondo giro del Draft, Robinson ha un contratto di quattro anni che scadrà nel 2022, con gli ultimi due anni garantiti come team option. I Knicks sicuramente la eserciteranno, ma bisognerà capire se il giovane sarà in grado di meritarsi un’estensione contrattuale prima della scadenza naturale dell'accordo.

IL PRINCIPE FRANCESE

I Knicks hanno esercitato l’opzione contrattuale di Frank Ntilikina di $6.2 milioni per la prossima stagione, rimandando di fatto la sua free agency a luglio 2021.

Frank non ha mostrato grandi passi in avanti rispetto al passato. Offensivamente ha fatto qualcosina in più, ma niente di eccezionale. È quindi abbastanza difficile che questo front office, o quello futuro, possa decidere di investire particolarmente su di lui. Ha avuto senso allungare il suo contratto di un anno, ma potrebbe rivelarsi utile solo per riuscire ad ottenere una scelta futura al draft.

GLI OUTSIDER

I Knicks hanno esercitato anche la team option su Allonzo Trier, che, quando è stato chiamato in causa, ha mostrato buone cose. Tuttavia, i tanti infortuni e la concorrenza nel ruolo non ne hanno permesso l’esplosione definitiva. Ci sono possibilità che abbia un futuro nella Lega, ma questo futuro sembra lontano da NY.

Discorso simile va fatto per Damyean Dotson, draftato con la pick numero 44 nel 2017, non si è meritato totalmente una riconferma. Avendo in squadra Barrett, Elfrid Payton e Dennis Smith Jr, e avendo appena ri-firmato Reggie Bullock, la sua presenza non appare più cosi necessaria, anzi.

Ignas Brazdeikis invece ha giocato veramente poco tra i professionisti, ma era comunque il miglior realizzatore dei Westchester in G League (19.3 punti a partita). Dovrebbe guadagnare $1.5M la prossima stagione e passare a $1.8M tra due. La sua conferma è abbastanza difficile.

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Ammettiamolo, le decisioni future dei Knicks sono davvero molto difficili da prevedere. L’obiettivo è quello di avere più spazio salariale possibile per il 2022, anno in cui saranno free agent diverse pedine appetibili, come Kawhi Leonard, Blake Griffin, Paul George, Jrue Holiday, Gary Harris, Aaron Gordon, Zach LaVine, Marcus Smart (e anche, per quanto possa valere, Steph Curry e LeBron James).

Va aggiunto che, considerando un probabile e possibile avvicendamento nel front office, tutti i giocatori presenti in squadra adesso potrebbero essere scambiati, prima o poi. Nessuno è realmente sicuro di poter rimanere.

Nonostante le ultime vittorie, un’altra lottery pick sembra molto probabile. E malgrado ultimamente non abbiano portato molta fortuna, forse, in questo nuovo decennio andrà meglio. O almeno, è bello sperarlo.

Buon anno a tutti.

© The Knicks Wall

Questo articolo, scritto da Michael Corvo per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 3 gennaio 2020.

#newyorkknicks #rjbarrett #frankntilikina #kevinknox #mitchellrobinson

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