• Marco Marchese

I Knicks, Obi Toppin e la free agency 2021

Il rookie ha trovato più spazio nel finale di stagione, meritandolo. Cosa si aspettano a New York, a questo punto? E cosa succederà nell'estate dei Knicks?



Questo articolo, scritto da Dean Joannou per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game, è stato pubblicato in data 20 giugno 2021.



Con i Playoffs terminati dopo il primo turno, l'attenzione dei tifosi dei New York Knicks è rivolta tutta alla free agency e al Draft: la franchigia deve infatti procedere nel miglioramento della rosa attorno ad RJ Barrett, Julius Randle e i due primi talenti draftati nell'era di Leon Rose.


Per gran parte della stagione 2020/21, i fans si sono prodigati ad elogiare Immanuel Quickley, ironizzando sul fatto che fosse lui, e non Obi Toppin, la vera scelta al Draft per i Knicks. Ma con immensa sorpresa di molti tifosi, Toppin ha mostrato il suo potenziale quando la stagione volgeva al termine, rivelandosi un giocatore interessante, su cui si puó contare ai Playoffs, avendo portato un contributo positivo nella serie persa 1-4 contro gli Hawks.


Osserviamo meglio la situazione legata a Toppin, i cui passi avanti potrebbero aver influenzato sensibilmente le idee del front office per l'offseason 2021.


A 23 anni, Obi ha messo a avuto 11 minuti di media in Regular Season (contro i 37.6 di Randle), indicativo del fatto che Tom Thibodeau lo abbia impiegato esclusivamente come sostituto di Julius Randle, e molto raramente al suo fianco. La compatibilià - in primis difensiva - tra i due era oggetto di scettiscismo già dai giorni del Draft 2020, del resto.


Il minutaggio è salito a 13.1 ai Playoffs, quando il rookie è stato schierato più volte al fianco di Randle nel tentativo di dare una scossa ai Knicks (specialmente in Gara 4). Ha chiuso la serie con 6.4 punti e 2.6 rimbalzi di media, tirando 12/23 dal campo, 3/9 da tre punti e 5/6 ai liberi; soprattutto, è sembrato meno spaesato nel sistema difensivo di Thibs e molto più "disinvolto" rispetto alle sue apparizioni in Regular Season, sopratuttto quelle nei primi due mesi.



Tutto ciò è andato in contrasto col ruolo di Randle, ridimensionato dalle marcature e dall'ottimo lavoro difensivo degli Hawks su di lui. E se il MIP riuscisse a trarre vantaggio avendo Obi al suo fianco per dei buoni minuti, nella prossima stagione?


Nerlens Noel si è rivelato efficace in difesa, ma inadatto a sostituire Robinson sul versante offensivo, forzando Randle a cambiare strategia (e sbagliare) più spesso con la palla in mano. In aggiunta, la caviglia non proprio a posto di Noel ha spinto molti tifosi a chiedere a gran voce che Toppin fosse schierato in quintetto base contro Atlanta.


Nonostante Thibs abbia mostrato parecchia riluttanza a schierare Randle e Toppin nello starting lineup (cosa che sorprende fino a un certo punto, per quanto visto in stagione), questa è l'unica soluzione per accrescere in modo consistente l'impiego di Obi. E anche se negli ultimi mesi Noel si è dimostrato una solidissima presenza difensiva sotto ai tabelloni, forse sarebbe meglio se i Knicks lo lasciassero partire verso una franchigia che voglia offrirgli di più. Mitchell Robinson dovrebbe essere il principale rim protector della squadra, con Toppin a beneficiare dello spazio creato dall'addio di Noel. In questo articolo si era parlato in modo più approfondito degli "incastri" e delle scelte dei Knicks riguardo ai propri lunghi nella prossima offseason.


Spannometricamente: se Randle giocasse (efficientemente) 34 minuti da 4, Robinson 30 da centro, per un totale di 64 minuti, rimarrebbero da assegnare altri 32 minuti (14 da PF, 18 da C), di cui almeno 22/24 potebbero essere attribuiti a Toppin, nella sua seconda stagione. Chi sarebbe nominalmente il 5, tra lui e Randle, è solo questione di accoppiamento e schemi difensivi. I rimanenti minuti sarebbero perfetti per Taj Gibson, o un altro centro dalle spiccate difensive skills.



BACKCOURT E FREE AGENCY


L'arrivo di Luca Vildoza a fine stagione non dovrebbe essere particolarmente rilevante. Nonostante le buone qualità mostrate nel palleggio e nell'ottimizzare le giocate in pick&roll, non è ancora un elemento che può avere un minutaggio consistente per tutta la stagione.


Il punto di partenza è che Derrick Rose l'anno prossimo avà sicuramente bisogno di qualcuno che lo faccia rifiatare, durante la stagione. I Knicks sfoglieranno sicuramente la margherita delle free agency per riuscire a coprire questo buco nel roster, e tra le opzioni più appetibili c'è senz'altro Lonzo Ball (restricted free agent).


Leon Rose ha evitato di fare offerte di trade per Lonzo prima della deadline, convinto di poterlo convincere da free agent con un'offerta non pareggiabile per i Pelicans. Il profilo di Ball è molto interessante per i Knicks, alla ricerca di una point guard che crei gioco per i compagni e che possa aiutare New York a produrre punti in transizione. Ball, poi, è anche un difensore con degli ampi margini di miglioramento, il che offrirebbe a Thibodeau un'ulteriore freccia per il suo arco su questo versante.


Inoltre, per Eric Pincus di Bleacher Report, sembra che Chris Paul sia intenzionato a rinunciare ai $44.4 milioni previsti dalla Player Option del suo attuale contratto, per poter firmare un triennale da $100 milioni circa. Leon Rose era il suo ex agente, e i Knicks sono (finalmente) diventati una franchigia appetibile: e se fosse CP3 la prossima stella del Madison Square Garden?


Paul, con la sua ledership tecnica e non solo, da sempre ha migliorato il rendimento di ogni sua squadra e l'efficienza dei lunghi intorno a lui, sin dagli anni di Los Angeles con Blake Griffin e DeAndre Jordan, passando per Capela a Houston e finendo con DeAndre Ayton ai Suns.


Valide alternative sono altri veterani come Kyle Lowry e Mike Conley, oppure Spencer Dinwiddie, al rientro dopo l'infortunio che l'ha tenuto fuori tutto l'anno.


Sdoganare il duo Randle-Toppin richiede necessariamente l'aggiunta di almeno un valido 3&D player, abile nel rim protecting. Forse, qualcosa che con la 19esima, 21esima, 32esima e 52esima scelta al Draft i Knicks potrebbero riuscire trovare, o tramite le scelte stesse oppure scambiandole con qualche franchigia che abbia a roster profili adatti.



Il front office dei Knicks ha un tesoretto da quasi $70 milioni da poter spendere quest'estate. Si è parlato di Evan Fournier e Norman Powell. Certo, se mai Kawhi Leonard mostrasse il minimo segno di voler lasciare Los Angeles, Leon Rose sarebbe pronto - neanche a dirlo - a spendere gran parte di quel tesoretto per portare Kawhi nella Grande Mela. Si tratta comunque di un'ipotesi altamente improbabile, ad oggi.



I Knicks hanno utilizzato la loro ottava scelta al Draft 2020 per portare a casa Toppin. Dargli tempo e modo di maturare e progredire dovrebbe essere uno degli obiettivi principali della franchigia per il 2021/22. Sei mesi fa i tifosi newyorkesi speravano di vederlo molto di più in campo, anche per fargli accumulare esperienza, ma all’inizio ha deluso le aspettative ed è stato chiaro che fosse necessario del tempo.


L'Obi Toppin del finale di stagione però, così come quello dei Playoffs, ha mostrato enormi miglioramenti nel palleggio e nel punire gli spazi concessi dalle difese avversarie con tagli al ferro e tiri da fuori. Più che la sua precisione al tiro, è stata incoraggiante la disinvoltura e la conoscenza dei propri mezzi con cui ha giocato e affrontato le partite contro gli Hawks.


Nel suo anno a Dayton, Toppin aveva mostrato buone qualità anche come passatore: una dote che ci si aspetta di vedere di più, col passare del tempo. La sua difesa poi, considerata il vero e proprio punto debole del ragazzo, a tratti è stata sorprendente (in positivo) - essere allenato da Tom Thibodeau e Kenny Payne dovrebbe averlo aiutato da questo punto di vista.


Che futuro aspetta Obi Toppin? Il prossimo anno inizieremo ad averne un'idea più chiara.