• Marco Cavalletti

I Lakers, l'occasione sprecata e l'incubo dietro l'angolo



Questo articolo, scritto da Bill Plaschke per il Los Angeles Times e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 9 ottobre 2020.



Danny Green aveva chilometri di spazio.

Aveva chilometri di spazio nello stesso punto in cui si trovava Robert Horry contro Sacramento nel 2002.

Aveva chilometri di spazio con la possibilità di fare ciò che Anthony Davis aveva fatto a Denver un paio di settimane fa.

Con addosso la "Black Mamba Uniform", Green ha avuto la possibilità di travestirsi da Kobe Bryant e mandare definitivamente al tappeto i Miami Heat, con una tripla centrale lasciata partire a 7 secondi dalla sirena - la tripla che avrebbe potuto regalare ai Los Angeles Lakers il loro 17esimo titolo.

Sarebbe potuta essere la continuazione di un sogno. Ora, invece, rischia di trasformarsi nell’inizio di un incubo. Il tiro si è infranto sul ferro, i Lakers si sono infranti suigli Heat e le NBA Finals sono impazzite.

Abbiamo avuto una possibilità enorme di vincere la partita e la serie”, ha dichiarato LeBron James, eloquente. “Il tiro è uscito.”

Quando (quasi) tutti attendevano una vittoria dei Lakers, Miami si è permessa di dissentire. Quando Los Angeles si aspettava una notte di baldoria, gli Heat hanno rovinato tutta la festa. Quando i Lakers si preparavno per la quinta vittoria su cinque partite disputate con la "Black Mamba Uniform", Jimmy Butler e compagni li hanno messi a nudo.


Gli Heat hanno portato a casa Gara 5 con il punteggio di 111-108, rifacendosi sotto nella serie e infliggendo un durissimo colpo allo swagger dei Lakers.

È una sconfitta difficile da mandare giù, non c’è alcun dubbio”, ha ammesso coach Frank Vogel. “Ci eravamo davvero vicini.”



Improvvisamente, i Lakers si ritrovano costretti a mettere in dubbio la loro capacità di chiudere i conti contro degli Heat colpiti duramente dagli infortuni, ma ancor più duri a morire. Los Angeles si è ritrovata avanti tre volte negli ultimi due minuti di gioco, ma ha buttato via questo vantaggio tutte e tre le volte, commettendo 6 palle perse nel solo quarto quarto.


La cosa certa è che questi Heat ti fanno pagare per ogni singolo errore”, ha detto James.

Improvvisamente, i Lakers devono preoccuparsi del fatto che non hanno nessuno per marcare Duncan Robinson, autore di 7 triple, alcune delle quali sparate con ben poca pressione difensiva.

“Dobbiamo giocare meglio di così”, ha detto James. “È molto semplice. Dobbiamo giocare meglio di così in Gara 6 e chiudere la serie.”


Ma soprattutto, i Lakers ora devono preoccuparsi per Anthony Davis, che ha visto il riaggravarsi di un infortunio al tallone destro alla fine del primo quarto, e che è stato costretto a terminare la partita su una gamba sola. Davis ha concluso la gara con 28 punti, ma con l’impietoso proseguire della partita è sembrato sempre più lento, fino a sembrare inchiodato al parquet durante l’ultimo possesso dei Lakers.

Dopo l’errore di Danny Green, Markieff Morris ha catturato il rimbalzo lungo e ha servito la palla dentro per lo stesso Davis. Tuttavia, il passaggio era decisamente fuori misura, e Davis non si è neanche mosso per provare a riceverlo.

L’ho riaggravato”, ha detto Davis riguardo al suo infortunio. “Ma sarò pronto per domenica”. E i Lakers devono sperare che sia così.


Gli ultimi possessi sono stati esemplificativi di una serata in cui il meraviglioso duello fra due superstar - LeBron James e Jimmy Butler - è stato deciso dai giocatori di contorno. Alla fine dei conti, è possibile che queste Finals verranno decise dai giocatori di contorno - e gli Heat, semplicemente, ne hanno di migliori.

James ha messo a referto 40 punti, inclusi una dozzina nel quarto quarto, tirando benissimo da fuori (6/9 da tre) e buttandosi sempre forte al ferro, come a voler impedire, da solo, la sconfitta dei suoi. Eppure, la sconfitta è arrivata, dovuta anche al fatto che Davis e Caldwell-Pope sono stati gli unici altri due Lakers a presentarsi in campo.


Gli altri sei hanno combinato per un 8/31 dal campo con 9 palle perse. La loro futilità, infine, ha trovato la sua epitome in Danny Green, al quale LeBron James ha affidato l’ultimo tiro dopo essere stato accerchiato al centro dell’area:



Se pensate che sarebbe dovuto essere James a tentare il tiro, piantatela subito. Era completamente soffocato dalla difesa. Non ne aveva la possibilità.


Lasciate perdere la (infondata) teoria del complotto per cui LeBron non vuole prendersi i tiri pesanti. Si è preso praticamente ogni singolo tiro pesante di tutta la serie. Fine della storia.

LeBron era pronto ad affrontare l’intera difesa, era marcato da due avversari, poi ne è arrivato un terzo”, ha detto Vogel riguardo a James. “Ha fatto la scelta giusta, Danny è uno dei nostri migliori tiratori, ha avuto un ottimo tiro, e conviviamo con il risultato.”

A James serviva solo un po' d'aiuto. Il compito di Green era esattamente quello di trovarsi lì per lui. Era l’opzione migliore, l’unica opzione, l’ultima possibilità, la possibilità migliore.


Una possibilità sprecata.

Sono stato in grado di trovare uno dei nostri tiratori in punta per una tripla con spazio per vincere il titolo”, ha raccontato James. “Ho avuto fiducia in lui, abbiamo avuto fiducia in lui, ma il tiro è uscito. Non è un dramma.”



Butler, dal canto suo, ha segnato 35 pesantissimi punti (conditi da 12 rimbalzi e 11 assist: seconda tripla-doppia della serie) per i suoi Heat, rispondendo quasi ad ogni canestro di James nei minuti finali. L'unica differenza, però, è stata che Jimmy ha avuto abbondante aiuto.


Capitanati da un eroico Duncan Robinson, per gli Heat sono andati in doppia cifra altri cinque giocatori, quattro dei quali hanno apportato un contributo fondamentale anche nel quarto quarto.

Miami, che ha usato solo sette giocatori, ha mostrato ancora una volta di avere più cuore degli avversari, terminando con un solo punto in meno nella conta dei punti da seconda chance e buttandosi su ogni pallone.


Nella prima parte della serie, questa energia era stata contrastata e superata dal maggiore talento dei Lakers. Ora, però, la musica sembra essere cambiata. I giallo-viola non possono più permettersi di affidarsi unicamente al talento per agguantare il titolo. Dovranno combattere per reclamarlo.

Io non credo che siano loro ad aggredirci”, ha protestato Vogel. “Noi aggrediamo loro esattamente allo stesso modo.”

Con l'incubo dietro l’angolo, è il momento di dimostrarlo.




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