• Davide Corna

I Lakers non hanno bisogno di Andre Drummond



Questo articolo, scritto da Max Levy per The Lead Sports Media e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 22 marzo 2021.



Ovviamente, in questi giorni si parla solo di trade deadline.


Il 25 marzo sarà l'ultimo giorno in cui le squadre potranno fare scambi nella stagione 2020/21. Con l'avvicinarsi di tale data, e con una tradizione pluriennale per le squadre di LeBron James, ci si aspettano dei movimenti da parte dei Lakers. Nel 2020 vennero firmati Markieff Morris e Dion Waiters, nel 2019 ci fu il tentativo (concretizzato più avanti) per Anthony Davis, la trade per Reggie Bullock e lo scambio Zubac-Muscala. Nel 2018, il roster dei Cavs venne rivoluzionato.


Lo scenario di quest'anno dei Lakers è particolare. Hanno iniziato la stagione, dopo il titolo e la free agency del 2020, da favoriti, ma attualmente si trovano al terzo posto a Ovest, con 4 partite di vantaggio sulla zona Play-In. E soprattutto, sono alle prese con gli infortuni di Anthony Davis (con cui la prudenza è obbligatoria) e LeBron James (qui l'ultima diagnosi e le tempistiche del suo recupero).


E allora, cosa si aspettano quest'anno molti tifosi? Andre Drummond.


Drummond è stato uno dei migliori rimbalzisti della Lega per quasi un decennio. In questa stagione ha giocato per i Cavaliers, una franchigia senza ambizioni nell'immediato e che, dopo un sorprendente inizio, è tornata con i piedi per terra.


Drummond non sta più giocando dal 12 febbraio, a causa dell'arrivo di Jarrett Allen e di una sorta di "accordo consensuale" che ha reso chiara a tutti l'imminente partenza di Drummond.


Da quando Drummond è stato rimosso dalle rotazioni dei Cavs, Allen sta registrando medie di 14.1 punti, 11.8 rimbalzi e 1.7 stoppate a partita, diventando uno dei giocatori più efficienti della squadra. Il suo contratto scadrà quest'estate, come per Andre, ma Cleveland ha idee diverse sul suo ruolo nel futuro di questa squadra. L'ex Nets ha cinque anni in meno di Drummond e può fare parte dello young core dei Cavs.


È quindi abbastanza ovvio che entrambe le parti vogliano voltare pagina. Ma cosa serve per muovere Drummond e il suo contratto?


I Cavaliers sono in cerca di giovani, scelte al draft o contratti in scadenza. Non hanno in programma di puntare al titolo nelle prossime stagioni, e quindi cercano qualcosa che possa avere un valore futuro (Shams Charania ha riportato che i Cavs chiedano una second-round pick). L'alternativa è un buyout, cosa che cambierebbe lo scenario per ogni possibile squadra interessata. Ma non c'è dubbio sul fatto che i Cavs proveranno fino all'ultimo, anche con creatività (ne abbiamo parlato qui), a imbastire una trade.


Il problema, un po' per chiunque, è dover pareggiare il suo contratto: Drummond è a libro paga per poco più di 28 milioni in questa stagione.


FOTO: NBA.com

La situazione dei Lakers in termini di salary cap, e non solo, non li rende tra le squadre in lizza per uno scambio. Metà del loro spazio salariale è occupato dai contratti di Davis e James, più i contratti di Schroder (15 milioni), Caldwell-Pope (12 milioni) e Harrell (9 milioni). Nessuno di questi giocatori lascerà la squadra.


Chiaramente i Lakers potrebbero arrivare al lungo dei Cavs solo dopo un eventuale buyout. Ma è il giocatore di cui hanno bisogno?



Grandi cifre, ma...


I numeri in carriera di Drummond, 14.6 punti e 13.8 rimbalzi a partita, possono fare un certo effetto. Ha guidato per tre volte la classifca dei migliori rimbalzisti, e ha giocato due All-Star Game. Ma bisogna andare oltre le apparenze.


Ha giocato i Playoffs solamente due volte, perdendo 4-0 al primo turno in entrambe le occasioni. Certo, le sue squadre non erano granchè, ma in una stagione giocava insieme a Blake Griffin, che fu inserito in un quintetto All-NBA: eliminazione, sweep e un passivo medio di 23.8 punti.


Drummond ha avuto numeri eccezionali a rimbalzo, ma in termini di efficienza? Non può tirare fuori dal pitturato, e anche nella restriced area le sue percentuali sono nella media della Lega, se non inferiori. Date un'occhiata alla sua shot selection:

  • Alley Oop: (9/12) 75.0%

  • Bank Shot: (3/5) 60.0%

  • Schiacciate: (38/49) 77.6%

  • Fadeaway: (1/2) 50.0%

  • Finger Roll: (7/10) 70.0%

  • Ganci: (31/67) 46.3%

  • Jump Shot: (19/53) 35.8%

  • Layup: (92/210) 35.8%

  • Tip Shot: (18/33) 54.5%

Queste percentuali non sarebbero entusiasmanti per una guardia di 1.80 m, figuriamoci per un lungo che tira solo nel pitturato.


In questa stagione Drummond sta tirando con il 47.4%. Non so se avete capito bene: sta tirando con una percentuale inferiore del 50%, nell'anno 2021, da lungo che non si muove fuori dal pitturato. Detiene attualmente la 14esima peggior percentuale reale al tiro della Lega, 50%. L'unico lungo a fare peggio di lui è il suo ex compagno Blake Griffin, ora ai Nets.


L'attacco è questo. Vogliamo parlare della sua difesa e della capacità a rimbalzo? Facciamolo.



"I numeri non mentono"


Sebbene sia vero che Drummond è attualmente secondo per percentuale di rimbalzi (dietro a Clint Capela) e primo per percentuali di rimbalzi difensivi, sì Andre, questi numeri mentono...



La "drop coverage" difensiva di Drummond rende peggiore la difesa dei Cavs, che ha subito oltre 3 punti in più quando Andre è stato in campo rispetto ai minuti senza di lui. Drummond resta sempre in area, il che - unito alla sua fisicità - gli consenta di prendere molti rimbalzi. Ma non aiuta la squadra.


Date un'occhiata a qualche video. Ad esempio, alla sua difesa contro Ibaka nella gara del 3 febbraio. Ha chiuso quella partita con -22 di Plus/Minus, 4/13 dal campo e un Game Score di 4.3. Oppure, mentre gioca insieme a Jarrett Allen, guardate qualche suo possesso difensivo su Paul Millsap. Passiamo poi per Enes Kanter che lo domina dentro l'area e mettiamoci, infine, anche qualche azione di DeAndre Ayton. Cos'hanno in comune tutte queste partite, oltre alle ottime prestazioni dei lunghi avversari? Sono tutte contro le migliori avversarie dei Lakers a Ovest (con buona pace dei Jazz, visto che Drummond contro di loro non ha giocato).


I rimbalzi difensivi non fanno di un giocatore un buon difensore. Andre dovrebbe prima dare un'occhiata ai video di alcune sue partite, e ai suoi numeri (tutti), prima di pubblicare storie come quella sopra...


Attualmente Drummond ha la 25esima peggior statistica di win share su 48 minuti, ed è sotto la media NBA per Defensive Rating (131esimo). Penso che non ci sia una reale percezione tra i tifosi dei suoi limiti difensivi.


Qualcuno potrebbe comunque pensare che, se i Lakers lo acquisissero nel mercato dei buyout, Drummond potrebbe comunque dare una mano alla squadra.



Big Penguin & The Brow?


Già, il soprannome di Drummond è Big Penguin e sì, nei Playoffs dovrebbe giocare accanto ad Anthony Davis?


Davis ha giocato 36.6 minuti di media nei Playoffs del 2020. Ha giocato da centro nelle NBA Finals, con un minutaggio limitato per Javale McGee e Dwight Howard (ed entrambi sono difensori migliori di Drummond). In questa squadra, Andre partirebbe dietro ad Harrell, considerata la grinta, la versatilità e la capacità di Trez nel tiro dal mid-range. Marc Gasol, una volta arrivato ai Playoffs, non giocherò più di 15 minuti a partita.


Quale sarebbe il ruolo di Drummond? Non crea spazio in attacco, caratteristica fondamentale in qualunque squadra di LeBron. Non saprebbe giocare assieme a Anthony Davis. E in difesa non è migliore del 36enne Gasol.


Oltre a tutto questo, non è adatto al sistema di Frank Vogel. Se fossimo ancora nel 2015 potrebbe magari avere un ruolo da rim protector à la Roy Hibbert - posto che, comunque, non dispone dello stesso livello di concentrazione e doti atletiche che aveva Hibbert in quella stagione.



Le scelte di Rob Pelinka


Drummond non è il giocatore che serve ai Lakers - in ottica Playoffs, ma neanche nell'immediato.


I Lakers sono stati molto solidi difensivamente, ma a coach Vogel potrebbero fare comodo dei difensori che riescano a contenere la pericolorisità perimetrale, ad esempio, dei Clippers, dei Nets, dei Nuggets, dei Jazz e dei Blazers. Drummond creerebbe problemi, piuttoso che risolverne.


Quanto all'attacco, al 15 marzo i giallo-viola erano 25esimi per palle perse, 18esimi per offensive rating, 27esimi per triple segnate e 24esimi per percentuale da tre punti. Drummond non sarebbe d'aiuto in nessuno di questi aspetti.


I Lakers dovrebbero, piuttosto, puntare a nomi con meno appeal come James Ennis, Delon Wright, Danuel House, David Nwaba, Ben McLemore o George Hill. Solamente perchè Drummond è un grande nome, che fa registrare cifre degne di nota ed è stato due volte All-Star, non significa che i Lakers debbano muoversi per prenderlo.


Rob Pelinka è un dirigente di alto livello, lo ha dimostrato. Punterà su giocatori più funzionali di Drummond, anche se non dovesse trattarsi di un affare da prima pagina.