• Marco Cavalletti

I Mavs hanno costruito una squadra a misura di Doncic


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Davis Wilson per Dallas Sports Nation e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 3 dicembre 2020.



I Dallas Mavericks sono stati una squadra divertente da guardare l’anno scorso, ma non c’è mai stato un momento in cui qualcuno abbia genuinamente pensato che potessero competere per il titolo.


L’anno scorso, il front office dei Mavs ha circondato Luka Doncic di tiratori e, di conseguenza, l’attacco è stato esplosivo, ma la difesa, da par suo, è stata sotto la media. Alla squadra è mancata la lunghezza per coprire bene il perimetro, non riuscendo a causare mai grossi problemi agli attacchi avversari.


In una squadra con Doncic, la questione attacco si risolve pressoché da sola, data la capacità dello sloveno di migliorare chi gli gioca attorno; è la difesa, che deve essere la priorità.


Ebbene, i Mavs potrebbero non essere apparsi particolarmente entusiasmanti in questa offseason, ma hanno effettuato delle operazioni che potrebbero trasformarli da una squadra divertente da guardare, a una vera minaccia in una selvaggia Western Conference. A parte poche eccezioni, tutte le operazioni sono state fatte con un solo obiettivo in mente: rinforzare la difesa.


La più importante, in particolare, è stata quella completata la notte del Draft, spedendo Seth Curry a Philadelphia in cambio di Josh Richardson e una seconda scelta, poi trasformata in Tyrell Terry.


Seth Curry è stato un pezzo fondamentale delle fortune offensive di Dallas. Ma c’è stato un momento, negli scorsi Playoffs, in cui si è ritrovato a marcare Paul George, semplicemente perché i Mavs non avevano nessun altro per farlo. Josh Richardson è il giocatore perfetto da affiancare a Luka Doncic. È lungo, ha un buon tiro da tre punti e, soprattutto, è un cagnaccio in difesa. Non porterà alla causa la stessa pericolosità perimetrale di Curry, ma renderà la squadra più lunga e più forte fisicamente.



La seconda scelta ottenuta, come detto, si è trasformata in Tyrell Terry, che ha un gioco molto simile a quello di Seth. Di certo neanche lui pareggerà le medie realizzative del fratello di Steph, ma col tempo potrebbe rivelarsi un pezzo importante per l’attacco di Dallas.


Jalen Brunson sarà di nuovo arruolabile, e il front office ha riportato anche Trey Burke; con loro due e Terry, l’assenza di Curry in attacco non dovrebbe risultare troppo evidente.


Al Draft, i Mavs hanno anche scelto Josh Green con la loro prima pick. È un australiano di 1.98m che ha giocato un anno ad Arizona. È giovane ed intelligente, e ha ottime letture in difesa. L’anno scorso, il suo attacco è stato principalmente composto da canestri in transizione e conclusioni al ferro, ma il suo tiro da tre punti sembra solido.


Come già detto, ci penserà Luka a migliorare Richardson e Green in attacco. Come l'ex Sixers, anche Green è lungo e forte fisicamente, ed è in grado di marcare bene giocatori dall'1 al 4. Anche se dovesse rivelarsi una delusione in attacco, la sua difesa sarà comunque preziosa, ed è esattamente di questo che Dallas ha bisogno.



Il trend della ricerca di buoni difensori si è confermato anche nel resto della offseason. I Mavs, infatti, hanno scambiato Justin Jackson e Delon Wright per James Johnson. Johnson è cintura nera di karate e ha combattuto in 27 match professionistici di MMA e kickbox. Di quei 27, sette sono finiti con un KO in suo favore... In effetti questa firma sembra più che altro per dare una guardia del corpo a Luka.


In free agency, poi, i Mavericks hanno firmato Wes Iwundu. Iwundu è, a parer mio, la conquista più sottovalutata dell’anno per Dallas. È un’ala giovane di 1.95m che si è guadagnata minuti nella rotazione dei Magic grazie al suo grande motore difensivo. In attacco, corre benissimo in transizione e ha un discreto tiro dalla distanza. Le percentuali non sono impressionanti, ma di nuovo, l’effetto-Luka farà il suo dovere. Assumendo che riesca a rientrare nel roster definitivo, potrebbe avere l’opportunità di contribuire su entrambi i lati del campo.



Per farla breve, i Mavs sono migliorati difensivamente senza peggiorare in maniera significativa in attacco. Questi giocatori, infatti, non sono solo difensori. Trey Burke ha dimostrato, nella bubble, di poter portare una scarica di energia dalla panchina. James Johnson ha tirato col 37% da tre la scorsa stagione. Jalen Brunson è un attaccante in grado di creare vantaggio in alcune situazioni.


Inoltre, Maxi Kleber continuerà a migliorare il suo gioco offensivo. E le percentuali di Tim Hardaway Jr sono aumentate continuamente dal suo arrivo a Dallas, quindi aspettatevi che questo trend continui.


E per la cronaca, tutti questi nuovi giocatori sono giganteschi. Quando Kristaps Porzingis tornerà in campo, il quintetto titolare dei Mavs potrebbe avere questo aspetto:

  1. Luka Doncic – 2m

  2. Tim Hardaway Jr. – 1.98m

  3. Josh Richardson – 1.98m

  4. Dorian Finney Smith – 2m

  5. Kristaps Porzingis – 2.18m


E questi sono solo i titolari. Ma è soprattutto la panchina ad annoverare dei bei ragazzoni:

  • Maxi Kleber – 2.10m

  • Dwight Powell – 2.08m

  • James Johnson – 2.03m

  • Josh Green – 1.98m

  • Wes Iwundu – 1.98m

  • E ovviamente... Boban Marianovic – 2.23m

Una squadra lunghissima. Dallas, infatti, sembra voler seguire il modello vincente dei Lakers, il cui quintetto titolare non include nessun giocatore sotto i 196 cm. Di certo, Luka e KP non saranno mai quello che sono AD e LeBron in difesa, ma è proprio per questo che i Mavs hanno scelto Josh Green e acquisito Josh Richardson e James Johnson. In questo modo, Luka potrà concentrarsi sull’attacco, regalando ai compagni tiri con metri di spazio; a loro volta, i compagni lo aiuteranno in difesa.


Luka non è un difensore pessimo sulla palla. In realtà, nella bolla, ci sono state un paio di situazioni in cui mi ha piacevolmente sorpreso in quanto a impegno in quella metà campo. Ciò non toglie, però, che la sua difesa sia ancora carente.


Doncic è un cattivo difensore lontano dalla palla, ed è solo sotto-media sulla palla. Donnie Nelson e Mark Cuban, però, lo hanno circondato di giocatori che si specializzano proprio in ciò in cui Luka è più in difficoltà.


In conclusione, i Mavs non hanno speso tutto per una terza star; piuttosto, hanno tenuto tutti i loro asset, riuscendo comunque a costruire una squadra profonda e ben coperta in entrambe le metà campo.





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