• Claudio Biolchini

I migliori bench players dell'NBA

Ruolo per ruolo, chi sono i migliori giocatori in uscita dalla panchina dopo un mese di Regular Season?



Fare un ranking dei backup dell'NBA è un esercizio divertente e piuttosto complesso.


Innanzitutto, le rotazioni dell'allenatore e il contesto di squadra influiscono molto sulla produttività degli elementi della second unit.


Giocare con delle superstar, cambia il paesaggio. Un normale tiratore può andare facilmente in doppia cifra sfruttando la cosiddetta gravity dei compagni, cioè la capacità di "attirare" le difese. Immaginate essere un role player dei chiacchieratissimi Brooklyn Nets, che hanno a disposizione James Harden, Kevin Durant e Kyrie Irving. Almeno una superstar è sempre in campo, se non addirittura due: una garanzia di tiri aperti disponibili.


D'altro canto, ad eccellere statisticamente sono spesso giocatori che hanno tra le proprie mani delle importanti responsabilità offensive proprio nei minuti in cui i migliori compagni di squadra riposano.


E' quindi difficile trovare un terreno oggettivo di confronto, per atleti che vediamo in contesti diversi, con minutaggi, funzioni e obiettivi differenti.


In questa sede abbiamo selezionato 4 giocatori per ogni ruolo, tra quelli più produttivi del primo mese di Regular Season 2020/21, e vedremo i loro dati proiettati su 36 minuti, nel tentativo di dare uniformità quantomeno all'aspetto del minutaggio. (I dati di on/off sono di Basketball Reference.)



PG: Shake Milton, Derrick Rose, Goran Dragic, Lamelo Ball


Due veterani, un giocatore in ascesa e un rookie, c'è tutto nelle migliori backup point guards.


Shake Milton sta approfittando delle presenze a singhiozzo di Ben Simmons e Joel Embiid per mettersi in mostra nella nuova squadra di Doc Rivers, con un apice di 31 punti segnati contro i Miami Hat. Scorer completo, giocatore di pick&roll e discreto tiratore, Milton sta migliorando quasi tutte le sue categorie statistiche. In difesa, la sua wingspan gli permette di essere aggressivo sulla palla - lo conferma la sua ottima steal percentage (3.3%, dato che, secondo Cleaning the Glass, lo colloca al 92esimo percentile tra le guardie della NBA).


In generale, Milton migliora la sua squadra, tra attacco e difesa, di 9.6 punti. E il suo contratto, ancora vantaggioso per anni, lo rende un affare per la franchigia - forse, cedere Simmons non sarebbe così un salto nel buio, essendoci già lui e Tyrese Maxey).



Derrick Rose esce dalla panchina, ma in realtà è un titolare mascherato per i Detroit Pistons, e non per niente i suoi dati di Usage e PIE sono i più alti di questo quartetto. Le sue lacune al tiro si notano nella sua percentuale reale dal campo e quelle difensive nel suo impatto complessivo sul rendimento della quadra; in compenso, D-Rose sta compensando con la capacità di guadagnare dei viaggi in lunetta più spesso rispetto alle ultime stagioni.


La point guard dei Pistons è in scadenza di contratto, le possibili pretendenti non mancano e il giocatore probabilmente sarà al centro dei rumors di qui alla trade deadline. Detroit al momento ha il peggior record (3-13) e la 25esima Average Point Differential (-4.7) dell'NBA, e inevitabilmente alcuni suoi numeri ne risentono; ma in un contesto diverso, potrebbe rendere molto utile la sua capacità di guidare la second unit e la sua esperienza.


Contesto più funzionale è quello dei i Miami Heat di Goran Dragic, dove lo sloveno è un giocatore chiave, migliorando la squadra di 12.4 punti con la sua presenza sul parquet. Gli 8.2 assist che fornisce ogni 36 minuti di gioco sono un dato altissimo (è nono nella Lega come AST %), da unire a un consistente apporto realizzativo e una buona percentuale dal campo.


Ora, da un veterano a una matricola. I numeri proiettati di LaMelo Ball ci dimostrano le sue potenzialità, e non per niente è il più giovane di sempre ad aver realizzato una tripla doppia in NBA.



La sua produzione di statistiche non corrisponde a un diretto miglioramento del team quando è in campo, con un eloquente -12 di on/off, dovuto alla sua difesa ma anche a qualche problema degli Hornets. Tuttavia, alcuni dati portano LaMelo già tra i migliori passatori della NBA: settimo come AST % e primo come numero di assist in uscita dalla panchina.


Quando Ball migliorerà la sua propensione a perdere palloni (ora al 14.2%, altissima anche in relazione al suo Usage non elevato) potrebbe essere uno dei migliori passatori del circus. Un work in progress da sviluppare, che ha appena iniziato il suo percorso in NBA.



SG: Jordan Clarkson, Terrence Ross, Patty Mills, Tyrese Haliburton


In una franchigia come gli Utah Jazz, Jordan Clarkson è l'ottima voce fuori dal coro, l'estro in mezzo alla regolarità. La capacità di crearsi dei tiri e segnarli non gli è mai mancata (l'80% dei suoi canestri da 2 non è assistito), ma in questa stagione un irreale 43% da tre punti lo ha fatto balzare primo tra il migliori realizzatori dalla panchina. L'ex Missouri ha migliorato tutte le sue categorie statistiche, rendendosi irrinunciabile per i Jazz. E a quello che era considerato "un giocatore disfunzionale" (e da molti "un buco nero"), finché la sua efficienza è questa, non c'è niente da dire.


Terrence Ross è da qualche anno tra i migliori sesti uomini della NBA in termini realizzativi. A parte mandare punti a referto, però, la squadra migliora solo di 0.8 punti in sua presenza e il suo net rating è negativo. Non migliorerà ulteriormente, arrivato a quasi 30 anni e da 8 nella Lega.


Patty Mills, uno dei veterani dei San Antonio Spurs, è invece quel giocatore che con il suo ingresso fa cambiare ritmo ai texani. E' in cima alle classifiche di efficienza al tiro e sa anche essere un playmaker, distribuendo un buon numero di assist e perdendone molto pochi.


La sorpresa, tra le guardie, è senz'altro Tyrese Haliburton, di cui abbiamo già parlato ampiamente in questo articolo. Dopo tanti fallimenti, una buona scelta per i Sacramento Kings.


Tyrese_Haliburton_Sacramento_Kings_Nba_Around_The_Game

Incredibilmente efficiente e con una maturità da veterano, nonostante sia un rookie, Haliburton distribuisce tantissimi assist in relazione al suo usage e alle palle perse. L'IQ di Haliburton dà già ampie garanzie. Deve però migliorare dal punto di vista fisico: i suoi 83 kg sono decisamente pochi per questa Lega. Dopo tanti fallimenti, una buona scelta per i Sacramento Kings.



SF: Eric Paschall, Hamidou Diallo, Cameron Johnson, Doug McDermott


Nonostante i tantissimi problemi nella Baia, Eric Paschall può ancora considerarsi una bella notizia per i Golden State Warriors. Dopo lo strana scorsa stagione, in cui è stato costretto ad un ruolo da protagonista, ora ha potuto pulire il suo gioco, affinando scelte e percentuali. I suoi 115 kg e le sue doti atletiche gli permettono di essere produttivo in avvicinamento a canestro e nel traffico, ma deve migliorare ancora dal punto di vista difensivo.


Hamidou Diallo, nel nuovo corso di OKC, sta riuscendo a mascherare le sue lacune al tiro, grazie al suo rendimento "at the rim" passato dal 56% del 2019/20 al 71% di questa stagione. Questa shooting map lo dimostra con eloquenza:


Hamidou_Diallo_shooting_map_Nba_Around_The_Game
Basketball Reference

I Thunder sono destinati alla lottery, e questo consente ai loro giovani uno sviluppo senza pressioni. La sua produttività è consistentemente aumentata, senza un grande aumento del suo minutaggio - cosa che fa ben sperare. Avrà sempre bisogno di lunghi che aprono il campo, come Horford o Pokusevski.


Impressionante il dato on/off, invece, di Cameron Johnson. Il giocatore dei Suns ha aumentato notevolmente la sua produttività, principalmente grazie alle conclusioni da oltre l'arco, passate da 4.8 a 6.5 tentativi a partita, mantenendo un buon 38%. L'arrivo di Chris Paul e la crescita del supporting cast gli permettono di concentrarsi su poche cose e farle bene. E, per il momento, sta decisamente funzionando.


Doug McDermott è alla sua miglior stagione in carriera per punti, assist e rimbalzi. Nei suoi oltre 24 minuti di media a partita allarga il campo per gli Indiana Pacers, che hanno tanti discreti tiratori ma nessuno specialista. Il suo limitato atletismo pregiudica ulteriori sviluppi (da quando è nella NBA è stato sistematicamente tra i peggiori nel suo ruolo per palle rubate), ma risulta comunque essenziale per dare respiro agli starter.



PF: JaMychal Green, Davis Bertans, Bobby Portis, Xavier Tillman


In dei Denver Nuggets che hanno perso (anche senza colpe) dei giocatori importanti, JaMychal Green ha trovato la sua dimensione. Approfittando di un Nikola Jokic in formato MVP, l'ex Alabama sta tirando col 50% da tre punti, nono nella Lega, segnando almeno due triple in 9 delle 10 gare fin qui disputate. Già questo basta a renderlo quasi ventellista nelle nostre proiezioni sui 36 minuti di utilizzo, dove anche Net Rating e on/off lo premiano. Una buona pesca per i Nuggets.


Davis Bertans si è guadagnato il quinquennale da $80M dopo anni di buone prestazioni. I tiratori sono molto ricercati, e lui, per il ruolo, è uno dei migliori. Pur con un inizio infelice, suo e dei Wizards, raggiunge comunque la doppia cifra in pochi minuti di utilizzo. La sua semplice presenza migliora lo spacing offensivo e il +7.6 che porta in dote a Washington ne è la prova. La sua efficienza al tiro migliorerà sicuramente nei prossimi mesi.


La grande voracità a rimbalzo (4 doppie-doppie nel primo mese) e il 42% abbondante dalla lunga distanza hanno riportato sotto i riflettori Bobby Portis. 15esimo in NBA per percentuale di rimbalzi offensivi e 13esimo per quelli totali, per la prima volta Bobby si trova in un contesto vincente, ai Bucks. L'ex Knicks sta garantendo un contributo importante a coach Budenholzer in uscita dalla panchina, con la sua energia "contagiosa":




Xavier Tillman, invece, è il nome nuovo dei Memphis Grizzlies, costretti a dar fondo alla loro panchina causa infortuni. Anche se con un campione di poche partite, il contributo del prodotto di Michigan State non può essere più ignorato. Arrivato nella NBA grazie al titolo di difensore dell'anno della BIG 20, ha dato segnali di poter avere uno sviluppo anche in attacco, mostrando una discreta meccanica di tiro.


Il rientro di Jaren Jackson Jr sottrarrà spazio, ma Memphis, se il ragazzo dovesse confermarsi, può pensare di aver trovato un altro pezzo a lungo termine per il proprio roster.



C: Chris Boucher, Montrezl Harrell, Dario Saric, Enes Kanter


L'elenco delle classifiche dove è presente Chris Boucher è lunghissimo: ottavo per percentuale al tiro, 18esimo come percentuale da tre, terzo per percentuale reale al tiro, terzo per stoppate a partita, secondo come percentuale di stoppate, quarto come box plus/minus...



Una nuova grande scoperta per i canadesi. La sua wingspan clamorosa lo salva in difesa, nonostante la leggerezza (soli 90 kg di stazza per 206 cm). Apre il campo con il suo tiro, dalla meccanica strana ma con un rilascio altissimo ed efficace. Giocatore su cui i Raptors costruiranno.


Montrezl Harrell ha cambiato sponda di Los Angeles, facendo scendere leggermente il suo rendimento. Questo perché è meno coinvolto nei pick&roll e perché gioca qualche minuto in meno, ma è comunque più che sufficiente per entrare in questa classifica. Il suo usage ai Lakers è notevolmente più basso rispetto a quando giocava ai Clippers e i suoi numeri sono ottimi (ha addirittura migliorato i suoi dati a rimbalzo). E' tornato, insomma, quello che conoscevamo, dopo le difficoltà della scorsa estate.


Il croato Dario Saric è l'ottavo giocatore della NBA come numero di possessi da rollante. Permette un ottimo spacing in Arizona e l'attacco ne giova. Il suo +22.3 di on/off impressiona. Raggiunge la doppia cifra di media con neanche 19 minuti sul terreno di gioco, con uno usage che è molto alto. Tuttavia, la sua presenza in difesa e la frequenza con cui commette dei falli lo rendono poco sostenibile su un ampio minutaggio.


Enes Kanter può essere considerato, pound per pound, il miglior rimbalzista della NBA dopo Andre Drummond. I dati parametrati per minuti lo evidenziano nettamente. I Blazers hanno perso Nurkic e McCollum per un po' di tempo, e coach Terry Stotts avrà bisogno del suo contributo offensivo. Cosa che per i turco non è mai stata un problema. E' un problema, invece, la sua mobilità difensiva nella difesa dei P&R avversari, che infatti limita il suo impiego e i suoi effettivi benefici, come dimostra il "normale" +2.3 di on/off.