• Alessandro Di Marzo

I Nets e il distacco dai Lakers: cosa cambia con Harden

Brooklyn sapeva di essere un gradino sotto ai campioni NBA in carica. La recentissima trade per il Barba cambia i rapporti di forza?


FOTO: AP Photo

Questo articolo, scritto da per Kyle Goon per Los Angeles Daily News e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 13 gennaio 2021.



L’ultima partita di James Harden con la divisa degli Houston Rockets si è conclusa con un pessimo 117-100 contro i Los Angeles Lakers. Subito dopo il match, il Barba si è sfogato con i giornalisti:

“Credo che la relazione tra me e Houston non possa più ripararsi”.

Dopo queste parole, la blockbuster trade si è concretizzata. Nell’affare che ha coinvolto ben 4 squadre, Harden è sbarcato ai Brooklyn Nets, mentre in Texas è giunto, assieme a molte scelte ai futuri draft, Victor Oladipo (abbiamo approfondito qui).


I Los Angeles Lakers non hanno preso parte allo scambio, ma - nella loro posizione di campioni in carica e favoriti anche per quest'anno - dovrebbero comunque interessarsi: infatti, i Nets hanno creato un Big Three con Kevin Durant, Kyrie Irving e James Harden. E la domanda che sorge spontanea, ora, è: sarà abbastanza per vincere?

In questo momento i Lakers ha un record di 10-3 e assomigliano a una macchina da guerra: imbattuti in trasferta, senza nemmeno giocare al massimo, come spiegato anche da LeBron James:

“Durante le prime 10 partite della stagione, penso che abbiamo giocato bene, ma siamo ancora lontani dal nostro picco”.

Nonostante ciò, il dominio è assicurato: primi per Defensive Rating (104.4 punti subiti per 100 possessi), quinti per Offensive Rating (114.8 per 100 possessi, a pari merito con Brooklyn) e secondi per Net Rating (+10.4), dietro ai soli Bucks. Molte delle debolezze dell’anno passato, inoltre, si sono trasformate in forze: per esempio, stanno convertendo il 39.6% dei tiri da 3 punti e la loro panchina è la seconda per punti segnati (41.4 a partita, secondi in NBA).


Fattori non trascurabili, di certo cruciali per piazzare i Lakers al primo posto nel provvisorio power ranking NBA (non dimentichiamo che James sta giocando soli 31.9 minuti a gara, career-low per lui, e Davis non ha giocato 2 partite). Quali sono le reazioni delle altre squadre a questo grande rendimento dei giallo-viola?


I Bucks hanno il dovere di dimostrare che possono vincere la Conference, così come i 76ers, che, con i problemi al tiro ancora da risolvere, si stanno godendo un Joel Embiid formato MVP. Dopo la disfatta contro i Nuggets, poi, i Clippers potrebbero aver guadagnato un po’ di terreno, nonostante una free agency non strabiliante come quella dei rivali concittadini, ma dovremo aspettare i Playoffs per esserne certi.

FOTO: NBA.com

Con un record di 7-6 ed un Kyrie Irving che si è allontanato dalla squadra per ragioni ancora poco note, i Nets sembrano aver capito che c’era urgenza di intervenire, e l’hanno fatto tuffandosi nella migliore opportunità disponibile, acquisendo un attaccante d’élite come Harden ed affiancandolo non solo a KD, ma anche all’ex coach Mike D’Antoni (che lavora ai Nets in veste di assistant coach). La vetta della Eastern Conference, ora, non sembra più così lontana.


Ma siamo sicuri che funzionerà?


I tre dovranno spartirsi la palla, e, considerando che i loro Usage sono stati tutti superiori al 28% durante l’ultima stagione di ognuno (parliamo dunque del 2018/19 per Durant), riuscirci in tempi brevi non sarà così scontato. Per scoprire come si troveranno, dovremo probabilmente aspettare la fine del mese, periodo in cui ci si aspetta che Irving tornerà in campo.


Durant (29.4 PPG), Irving (27.1 PPG) e Harden (24.8 PPG) rientrano nella attuale top 20 degli scorer NBA stagionali, e tutti sono eccellenti tiratori e ball-handler. Ipotizzando che Harden acquisti ulteriore "energia" rspetto alle scorse settimane dopo lo scambio, inoltre, possiamo aspettarci che torni ad essere ben più pericoloso rispetto a ciò che ha mostrato nelle ultime gare (dove ha collezionato “solamente” 20 e 16 punti, cosa che non gli accadeva in più gare consecutive dalla sua rookie season).


Insomma, la versatilità e la pericolosità offensiva di questo trio potrebbe rendere quello dei Nets il miglior attacco NBA per distacco. Come potrebbero rispondere i Lakers?


Brooklyn ha perso Jarrett Allen, un rim protector eccellente per quanto mostrato finora, ed alcune giovani ali. Durant è un grande difensore, ma è ovvio che non potrà marcare Davis e James per 48 minuti in un'eventuale (ovviamente non scontate) serie di NBA Finals.


È dunque più probabile che, in un ipotetico scenario di questo tipo, DeAndre Jordan si occupi dell’ex centro dei Pelicans - anche se, con tutto il rispetto, il numero 6 di Brooklyn pare essere lontano dal suo prime, e dalla possibilità di tenere il campo per più di 20 minuti.



Anche il fattore alchimia sarà importante: i membri del nuovo trio Nets, infatti, hanno tutti contribuito alla caduta delle loro ex squadre (Irving a Cleveland, Durant a Oakland, Harden, più volte, a Houston). Dall’altro lato, i Lakers sembrano essere molto più affiatati, anche dopo gli arrivi di Schröder e Harrell.

È difficile prevedere come le due squadre si comporterebbero l’una contro l’altra. Fortunatamente, tuttavia, non dobbiamo aspettare molto: il 18 febbraio, infatti, i Nets saranno ospiti allo Staples Center per una gara che attirerà l’interesse di tantissimi appassionati.


I Lakers, nella serie contro Houston durante gli scorsi Playoffs nella bubble, sembrano aver capito come difendere sul Barba; ma ora lui sarà solo una delle tre grandi minacce di cui occuparsi. Focalizzarsi solamente su di lui sarà semplicemente impossibile, con le presenze di Irving e Durant - un giocatore, quest'ultimo, che ad oggi nessuno è riuscito a limitare in attacco.


Costanza, alchimia di squadra e versatilità su entrambi i lati del campo sono fattori che potrebbero giovare maggiormente ai Lakers. Ma lo scambio clamoroso di poche ore fa dimostra che i Nets ci sono, oggi più che mai. E che sanno di poter dire la loro e tentare di agguantare il titolo NBA.





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