• Nicola Ripari

I Phoenix Suns hanno appena iniziato

I Suns hanno vinto 7 delle prime 10 partite, ma hanno ancora ampi margini di miglioramento.



Questo articolo, scritto da Its Khaleel per Bright Side of the Sun e tradotto in italiano da Nicola Ripari per Around the Game, è stato pubblicato in data 11 gennaio 2021.



Nelle prime 10 partite di Regular Season, i Phoenix Suns hanno ottenuto 7 vittorie e 3 sconfitte: un inizio che li colloca, insieme a Philadelphia 76ers, Boston Celtics e Los Angeles Lakers, nel gruppo delle squadre che hanno avuto la partenza migliore.


Per quanto possa sembrare strano, i Suns stanno vincendo le loro partite grazie alla difesa (terzo miglior Defensive Rating della Western Conference), nonostante il tipico DNA offensivo. Si stanno mostrando solidi e volenterosi, sfruttando atletismo e un importante contributo della panchina.


Certo, siamo solo all’inizio della stagione e il percorso è ancora lungo, ma sembra che la squadra - cosa ancor più incoraggiante delle 7 vittorie - abbia ampi margini di crescita.


Tom Chambers (ex giocatore dei Suns) in un’intervista fatta da Doug & Wolf di Arizona Sport, ha parlato così della squadra:

“Si tratta di un team con la T maiuscola; la sensazione è che siano solo all’inizio e che possano crescere tanto. Sono solo al riscaldamento. Si percepisce l’energia e la consapevolezza della squadra: sanno di essere speciali. Era da 10 anni che non assistevamo a qualcosa di simile, a Phoenix. Questa squadra ci eccita e ci fa ben sperare per il futuro.”

Tuttavia, mentre i tifosi si godono il momento, è lecito domandarsi in quali aspetti Phoenix possa migliorare per raggiungere il massimo del proprio potenziale.


L'integrità fisica sarà indubbiamente un fattore quest'anno, e l'avvio di stagione lo ha confermato. Dario Saric ha saltato diverse delle partite sin qui disputate e il rookie Jalen Rose è sceso in campo solo una volta. Inoltre, sia DeAndre Ayton sia Chris Paul sono parsi in alcune uscite in riserva di ossigeno - così come Jae Crowder, che a causa della straordinaria stagione degli Heat nel 2020 ha avuto un'offseason molto breve.



I Suns, comunque, nelle prime 10 partite hanno avuto percentuali di tiro buone (38.2% da tre). E questo non dovrebbe rappresentare un problema. Possono migliorare, però, nel procurarsi tiri liberi: solo i Grizzlies in tutta l'NBA vanno in lunetta meno dei ragazzi di Monty Williams (18.6 FT ogni 100 possessi).


Ogni giocatore del roster dei Suns, se interrogato riguardo ai propri numeri, risponderà che è disinteressato alle statistiche personali e dirà che è concentrato solo sulla vittoria della squadra. Ma diamo un’occhiata al contributo di quattro giocatori in particolare.



Jevon Carter

Carter ha beneficiato di un buon numero di minuti e ha dimostrato la sua resilienza, mettendo sul campo una difesa intensa a tutto campo e rivelandosi un cliente scomodo per qualunque avversario. Nelle ultime uscite il suo rendimento ha avuto un calo, ma sono cose che possono capitare e il più delle volte si tratta di fasi passeggere.


In ogni caso, nelle prime sette partite, Carter ha realizzato solamente 2 triple su 15 tentate, totalizzando 16 punti e 2 palle rubate; nelle successive tre uscite, invece, ha messo a segno 4 tiri da tre su 9 tentati, facendo registrare una media di 5.3 punti, 5 palle rubate e 3 stoppate.


Dettaglio da non sottovalutare: Jevon ha causato solamente 2 turnovers in 128 minuti di gioco. Siamo lieti di averti tra noi, Coach Carter!



Chris Paul


CP3 ha portato in dote skills di livello elitario, una grande leadership, un ventaglio di conoscenze del Gioco molto ampio, una presenza determinante nel clutch time e una personalità in grado di elevare i compagni di squadra e renderli la miglior versione di loro stessi. Ma il Chris Paul che abbiamo visto in questo inizio di stagione non è al suo meglio.


Il lato positivo della questione è che, un Paul non in perfette condizioni, è comunque in grado di fornire prestazioni di questo tipo. Nelle prime 10 partite ha fatto registrare una media assist di 8.5 a partita (miglior dato dalla sua ultima stagione ai Clippers nel 2016/17) e il minor numero di palle perse in carriera (1.7 a partita).


Ciò nonostante, ha tirato da tre con il 29.6% - un dato inferiore di 7.3 punti percentuali rispetto alla media della carriera (36.9%) - e in difesa sta facendo registrare il più basso dato della sua carriera in termini di palle rubate.


Quando tornerà definitivamente ai suoi standard, il basket di Phoenix salirà di livello.



DeAndre Ayton


In questo inizio di stagione, stiamo ammirando un altro DeAndre Ayton: un giocatore molto più orientato alla difesa e molto più concentrato sul bene della squadra piuttosto che sul suo personale. Detto questo, è doveroso sottolineare che Ayton è in possesso degli strumenti - e ora può beneficiare della presenza della miglior point guard con cui abbia mai giocato - per fare un ulteriore step in attacco.


Durante le prime 10 partite della stagione, il giocatore originario delle Bahamas ha fatto registrare career-lows in termini di tiri tentati e punti segnati, ma, allo stesso tempo, dei career-highs in percentuale dal campo, rimbalzi e percentuale di tiri liberi segnati. Lo scorso anno, Ayton è andato in lunetta sul 15.6% dei tiri tentati, quest’anno, invece, il dato è salito al 26.3%.


Sino a questo momento, DeAndre è stato un giocatore molto efficiente. Una volta diventato più aggressivo in attacco e migliorata la chimica con Chris Paul, potrebbe portare il suo impatto a un altro livello.



Devin Booker


Il volto della franchigia sta giocando a un livello alto: nelle prime 10 uscite stagionali ha messo in mostra la miglior difesa della carriera e ha fatto registrare 22 punti a partita, in un team con record maggiore al .700. Non sono cose da poco. Tutti, in Arizona, sappiamo quanto il ragazzo sia speciale.



Booker sta facendo registrare dei minimi in carriera (escludendo la sua rookie season) per tiri tentati, tiri liberi tentati e punti segnati. Sta anche facendo registrare il maggior numero di palle perse a partita.


Insomma, Book deve ancora raggiungere lo stato di forma della scorsa estate. Ma non sono preoccupato per lui, anzi: è il volto della franchigia ed è un giocatore speciale. L’unico problema che ho, onestamente, è relativo alla possibilità che in questo modo non venga preso in considerazione per il premio di MVP.




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