• Yuri Pietro Tacconi

I più incredibili (e dimenticati) clutch moments dei Knicks

I momenti più indimenticabili dei New York Knicks vengono riguardati sempre più frequentemente. Ma che ne è stato di alcuni dei meno conosciuti clutch moments nella storia della franchigia? Non sono pochi, anzi...



Questo articolo, scritto da Micheal Corvo per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Yuri Pietro Tacconi per Around the Game, è stato pubblicato in data 25 settembre 2020.



Se siete tifosi dei New York Knicks, vi ricordate di Willis nel ’70. Conoscete bene, o quantomeno avete sentito parlare, di Allan Houston a Miami, di quando Linsanity travolse Toronto, e di Carmelo contro i Bulls. Avete visto la giocata da 4 punti di Larry Johnson e la schiacciata di John Starks, probabilmente almeno un milione di volte ciascuna.


Al di fuori dei ’70, dei ’90, e di un breve intermezzo con ‘Melo, i Knicks - come di certo saprete - non hanno prodotto chissà quanti momenti vittoriosi e iconici. Di conseguenza, il franchise e la sua fanbase hanno strizzato fino all’ultima goccia quei classici highlights per anni, riproducendoli nella nostra memoria, raccontandoli nei discorsi, e vendendoli per mezzo dei pacchetti di highlights del Madison Square Garden.


Tutt'oggi, i fan dei Knicks celebrano i grandi momenti del passato con la stessa frequenza con la quale discutono dell’attuale situazione della squadra. Ad ogni modo, però, ci sono diversi canestri "clutch" che non attirano la stessa attenzione, per miriadi di ragioni.


Cerchiamo di metterci una pezza, quantomeno per la durata di questo articolo.



I RAGAZZI DEGLI ANNI ‘50


Basketball-Reference elenca ogni buzzer-beater mandato a segno per vincere la partita a partire dal 1946. Il primo buzzer-beater dei Knickerbockers (fondati nel 1946) arrivò il 10 dicembre 1949, quando il leggendario Dick McGuire mise a segno un canestro da vicino durante il primo tempo supplementare per consegnare ai Knicks una vittoria per 93-91 sui Chicago Stags (prendete questa, Stags!).


Un altro contemporaneo di McGuire, Carl Braun, rimane uno dei giocatori più sottovalutati nella storia della franchigia - e uno dei più clutch. In una prestazione da 21 punti e 7 assist, il 14 gennaio 1950 Braun centrò un tiro per garantire ai Knicks una vittoria per 82-80 sui Boston Celtics.


E andò di nuovo a segno quello stesso marzo, questa volta da 9 metri per sconfiggere i St. Louis Bombers nel primo tempo supplementare. Quattro anni dopo, gennaio del 1954, affondò un tiro in sospensione con un secondo rimanente sul cronometro per sconfiggere i Philadelphia Warriors (l'unico canestro di quella sera).


Ad oggi, Braun guida la classifica NBA per più buzzer-beater per vincere una partita di sempre.



Anche un compagno di squadra di Braun, Vince Boryla, mandò a segno due buzzer-beater durante la decade, entrambi da mtolo lontano. Il 18 dicembre 1951 con un tiro da 9 metri per battere i Minneapolis Lakers, prima di segnare da 12 metri il 27 gennaio 1953 contro i Rochester Royals.


Boryla è secondo dietro solo a Vince Carter nella classifica per più buzzer-beater da oltre 9 metri. Non è però chiaro se fossero tiri da fermo, ganci o tiri in sospensione, dato che Boryla aveva di tutto nel suo arsenale.



CENTRI DA HALL OF FAME REGALANO VITTORIE A NATALE


A Natale 1969, il Capitano, Willis Reed, celebrò il Natale con l’unico buzzer-beater per vincere una partita della sua illustre carriera. Con un secondo da giocare e i Knicks sotto di un punto, Red Holzman pescò nella sua tasca posteriore e disegnò un Hail Mary nel giorno del compleanno del figlio della suddetta. Come scrisse Stuart Miller in The 100 Greatest Days in New York Sports:

“Red Holzman chiamò il suo ‘schema da un secondo’ pur sapendo benissimo che funzionava molto di rado, anche in allenamento. Ma dopo che Dick Barnett portò un blocco per liberare Willis Reed, Frazier sganciò una bomba che avrebbe reso orgoglioso Joe Namath. Reed fece due passi e si librò in aria, appoggiando la palla nel canestro sulla sirena, 112-111. Buon Natale e un felice Anno del Campionato a tutti.”

Il canestro coronò una prestazione da 33 punti e 15 rimbalzi per Reed, che avrebbe vinto l’MVP dell’All-Star Game, della Regular Season e delle Finals quella stagione.


Nel 1986, il successivo grande centro dei Knicks (mi spiace, Bill Cartwright) rovinò il Natale a Michael Jordan. Nella sfida testa-a-testa tra due delle più grandi giovani superstar della lega, i 32 punti di Patrick Ewing superarono i 30 di MJ, con gli ultimi due di Ewing che arrivarono con un put-back che vinse la partita.


I Bulls comandavano, 85-84, con sei secondi alla fine. Ewing portò un blocco per Trent Tucker, che palleggiò verso la sinistra e sbagliò un lungo tiro da due punti. Ewing, che aspettava appena prima del gomito, si assicurò il rimbalzo e lasciò dolcemente la palla dentro al canestro mentre il tempo si esauriva. La sua prestazione eroica causò l’invasione di campo dei festivi spettatori del Garden, cosa che a quei tempi si poteva fare senza troppi fronzoli:




1987: LOUIS ORR HA PALESEMENTE "DICHIARATO" IL TABELLONE


In 7 stagioni NBA, Louis Orr aveva messo soltanto 3 tiri su 36 da oltre l’arco. Ad ogni modo, ciò che la sua pagina di Basketball-Reference non vi dirà, è che una di quelle triple fece letteralmente esplodere il Madison Square Garden.


In uno scontro del 19 gennaio contro Larry Bird e i temibili Celtics al loro apice assoluto, i Knicks si trovarono con una manciata di secondi sul cronometro e la palla nelle mani dell'ala grande (non proprio la prima opzione offensiva...) per provare vincere la partita.


Dopo che Kevin McHale aveva segnato due tiri liberi per pareggiare, Ewing dalla rimessa diede la palla a Orr. L’ala palleggiò per tutto il campo e andò a destra, come Kobe contro Phoenix. Puntò i piedi all’apice dell’arco, si elevò oltre Bird, e tirò un arcobaleno... nelle generali vicinanze del canestro.


Come per miracolo, la palla colpì il quadrato nero del tabellone e rimbalzò dentro per consegnare ai Knicks una vittoria per 111 a 109. Il giovane Spike Lee era decisamente gasato...




1988: GERALD WILKINS RIFINISCE LO SWEEP


Nel primo round dei Playoffs dell’88, i Knicks spazzarono via i Philadelphia 76ers di Charles Barkley in tre gare molto combattute, segnando soltanto 8 punti più di Philly in totale. La guardia tiratrice Gerald Wilkins coronò la miglior serie della sua carriera con il suo miglior momento da Knick.


A 12 secondi dalla fine di gara 3 e i Knicks sotto di uno, Wilkins ricevette un passaggio all’apice dell’arco, palleggiò duramente verso destra e si elevò appena dentro la linea dei tre punti. Il suo tiro in sospensione in bilico sfiorò solo la retina, assicurando così ai Knicks una vittoria per 116-115 e portandoli al secondo round.



Wilkins fu il miglior giocatore della squadra durante la serie contro i Sixers (21.3 PPG, 6.7 RPG, 4.3 APG, 2.0 SPG), quindi è decisamente appropriato che abbia avuto lui l’ultima parola.



IL CAPITOLO TRENT TUCKER


Nessuno nella storia dei Knicks ha segnato canestri più improbabili a fine partita di Tucker.


I Knicks del 1987/88, sotto coach Rick Pitino, erano conosciuti come la “Bomb Squad” per la loro prodezza nel tirare da tre, quindi probabilmente ha senso che abbiano prodotto due memorabili triple per la vittoria nella stessa post-season.


In Gara 6 delle Semifinali di Conference contro Chicago, Tucker affondò quella che si può tranquillamente definire come la seconda giocata da 4 punti più clutch di sempre nella storia della franchigia newyorkese.


I Knicks erano sotto di 4 con 9 secondi rimanenti, ma Pitino disegnò una sapiente giocata dalla rimessa per liberare Tucker dopo un blocco. Con un tiro che sembra uscire direttamente dalla bolla del 2020, Tucker si elevò prima del previsto e segnò il tiro in sospensione, subendo anche un fallo da Craig Hodges.



La leggenda del canestro di Tucker fu velocemente ridotta, poiché i Knicks avrebbero perso la partita (e la serie) dopo due tiri liberi di Jordan e un tiro mancato di Johnny Newman nei secondi successivi. Comunque, Tucker non aveva ancora finito di costruire il suo CV nel crunch time...


Potreste aver presunto che il tap-in con 0.1 secondi rimanenti di David Lee contro i Charlotte Bobcats nel 2011 non sarebbe stato incluso in questa lista, considerando la sua fama e il poco tempo passato. Avreste avuto ragione (a parte questo paragrafo). Potreste anche aver assunto ragionevolmente che il canestro di Lee fu l’unica giocata del genere nella storia dei Knicks. Avreste avuto torto.


Il 15 gennaio 1990, Tucker ottenne la sua dolce vendetta (seppur in Regolar Season) contro i Bulls. In pareggio 106-106 con un decimo di secondo rimasto nei tempi regolamentari, strappò di mano la rimessa da Mark Jackson e, letteralmente in modo impossibile, girò su se stesso e scagliò una tripla prima che il cronometro suonasse. La tripla entrò.



Successivamente, coach Phil Jackson presentò una protesta alla Lega, portando all’adozione della “Trent Tucker Rule” prima dell’inizio della stagione 1990/91 - che limitava i tiri con meno di 0.3 secondi rimanenti ai tap-in. Ad oggi, Jackson ritiene che "i Bulls furono derubati della vittoria".


Ma Tucker non aveva ancora finito.


Un anno dopo, affondò il suo ultimo folle buzzer-beater contro i Detroit Pistons il 6 marzo. Dopo che Joe Dumars aveva pareggiato la partita con 2.5 secondi rimanenti, Tucker ricevette la rimessa davanti alla panchina dei Pistons e ruotò sul piede perno rilasciando un incredibile turnaround. Le preghiere di Tucker furono ascoltate ancora: la palla baciò il vetro e rotolò attraverso la retina, mentre Tucker cadeva nella panchina dei Pistons.



Questo tiro sarebbe stato l’ultimo buzzer-beater per vincere una partita della franchigia finché John Starks batté i Phoenix Suns nel 1997.



2000: L’ULTIMO EWING


Durante tutta l’ultima stagione di Ewing a New York, il centro da Hall of Fame dovette gestire la costante preoccupazione attorno alla sua capacità di performare nella post-season (dopo la volata fino alle Finali del ’99 con Marcus Camby al suo posto) e le speculazioni riguardo la sua imminente situazione contrattuale.


Nonostante i dubbi, il 37enne ebbe una stagione ammirabilmente solida. Partì nel quintetto iniziale per 62 partite, tenne medie di 15 punti e 9.7 rimbalzi per partita, e fu l’uomo a cui la squadra si affidò nel clutch time in multiple occasioni.


Ewing sarebbe stato scambiato quell’estate, ma non prima di produrre un ultimo "instant classic" nel Garden. Negli ultimi giorni della stagione, il 10 aprile, Ewing affondò uno dei suoi brevettati fadeaway oltre Dale Davis con 2 secondi rimanenti per battere i loro odiati rivali, gli Indiana Pacers, 83-81.




2006: JAMAL CRAWFORD SEGNA IL GAME-WINNER PIU’ JAMAL CRAWFORD DI SEMPRE


L’8 novembre, nella quinta partita della stagione, i Knicks stavano pareggiando a Denver, 106-106. In quell’esatto momento, l’altitudine a quanto pare rese tutti quanti strafatti, giusto in tempo per l’ultima sequenza della partita...


Jamal Crawford tentò di ubriacare di finte Carmelo Anthony fallendo, e buttò invece la palla dritto in mano a Denver. Per rimediare al suo errore, Crawford scelse quel momento per vedere cosa si provasse a impegnarsi in difesa, e riuscì a rubare la palla dalle mani di Eduardo Najera. In tipico stile Crawfordiano, palleggiò un paio di volte prima di lanciare prematuramente un arcobaleno da 8 metri e mezzo mentre cadeva all’indietro, che andò a segno con 3.7 secondi rimanenti.


Come per ogni clutch moment, questo tiro assurdo fu reso ancora più godibile grazie a Gus Johnson, che perse totalmente la testa. “Holy Mackerel”, senza dubbio.




2007: EDDY CURRY VALE OGNI CENTESIMO


In generale, i Knicks della metà degli anni 2000 misero a segno più canestri clutch di quanto si potrebbe pensare, considerando quante poche partite vinsero (vedi: Lee, Nate Robinson, Stephon Marbury, Steve Francis). Ad ogni modo, il più strano venne senza dubbio proprio dall’uomo da 60 milioni di dollari, Eddy Curry - che, per una gloriosa notte di primavera a Milwaukee, valse tutti i dollari del mondo.


I Knicks erano dietro ai Bucks, 102-99, negli ultimi secondi di tempo regolamentare. Isiah Thomas sapeva esattamente chi avrebbe dovuto prendersi l’ultimo tiro: Curry. E difatti, funzionò. Segnò una tripla indimenticabile davanti alla panchina dei Knicks per pareggiare i conti, e i Knicks poi vinsero la partita ai tempi supplementari.



Potreste pensare che questa soluzione sia stata un miracolo, ma, secondo i commenti rilasciati nel post-partita, Thomas stava effettivamente cercando Curry per la tripla che avrebbe pareggiato la partita, poiché il lungo era nel mezzo di una serata unica.

“Mi chiese se ne avevo una dentro di me e gli risposi: 'Certo'. Ho sentito la palla bene mentre lasciava le mie mani... davvero non potevo crederci. È stato incredibile.” (Eddy Curry)

Curry tirò 17/20 dal campo, facendo registrare 43 punti e 13 rimbalzi nella sua milgior prestazione da Knick. Tuttavia, aveva tentato una sola tripla in carriera - che, per Thomas, era esattamente il punto.

“Era disegnata per Eddy. Non pensavo che lo avrebbero difeso. Gli ho detto per tutta la stagione che avrei disegnato uno schema così, che lui avrebbe tirato una tripla e vinto una partita per noi. Ho preso un timeout e ho detto: 'Ora è il momento'. L’abbiamo disegnata e l’ha messa a segno.” (Isiah Thomas)

Tecnicamente, Curry si è ritirato con il 100% nel tiro da tre in carriera (2/2)...




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