• Nicola Ripari

Il carosello dei coach: chi è il migliore per Houston?



Questo articolo, scritto da Keagan Smith per The Lead e tradotto in italiano da Nicola Ripari per Around the Game, è stato pubblicato in data 3 ottobre 2020.



Mentre gli Houston Rockets si preparano ad entrare in una nuova era durante la prossima offseason, c’è ancora un vuoto da riempire alla casella head coach.


I nomi per la panchina che sono circolati nelle ultime settimane sono tanti ma, tra questi, ce ne sono alcuni che emergono come favoriti. Di chi si tratta?



TYRONN LUE: IL VETERANO


Il nome di Tyronn Lue è probabilmente il più conosciuto, per due ragioni principali. La prima: durante le Finali 2001 Lue fu vittima del famoso “step over” di Allen Iverson, poi divenuto iconico. La seconda, e sicuramente più importante, è che Lue ha allenato e condotto al titolo 2016 LeBron James e i Cleveland Cavaliers.


Proprio quest’ultimo motivo lo rende un candidato appetibile per la panchina dei Rockets. Il pedigree di Lue potrebbe dare una spinta alle possibilità di successo dei texani nei Playoffs e conferirebbe quell’esperienza di post-season che è mancata ai suoi predecessori. Nonostante la passata stagione abbia deciso di fare un passo indietro per accettare l’incarico di assistente sulla panchina dei Clippers, l’esperienza di Lue rimane impressionante.


Una delle doti più importanti del coach ex Cavs è la capacità di allenare e gestire le superstar. Le sue esperienze con LeBron James e Kawhi Leonard lo rendono in grado, secondo molti, di gestire il duo composto da Russell Westbrook e James Harden.


A proposito di Ty Lue, comunque, c'è un aspetto negativo di una certa rilevanza. Poiché Lue è stato in grado di vincere un titolo NBA, il prezzo per accaparrarsi le sue prestazioni potrebbe non essere così basso, anzi; e potrebbe tranquillamente sforare il budget dei Rockets.


Voci uscite di recente descrivono un Mike D’Antoni che sarebbe stato intenzionato a ritornare la prossima stagione, ma che, ricevuta un’offerta al ribasso dal management dei Rockets, ha giustamente rifiutato.


Un titolo NBA si paga caro. E se il front office dei Rockets non fosse disposto a pagare questo prezzo, allora potrebbe essere costretto a guardare altrove per il suo nuovo head coach.


Secondo alcune voci di corridoio Lue non terrà un colloquio per il ruolo di head coach solo con i Rockets, ma ne avrebbe in programma uno anche con i Clippers e un altro con i Pelicans. Se i Rockets non saranno in grado di soddisfarlo economicamente, allora, con tutta probabilità, Lue sceglierà un’altra strada.



SAM CASSELL: L'EROE DI CASA


Il nome di Sam Cassell potrebbe non essere il più sfavillante sul mercato dei coach NBA, ma è molto conosciuto in quel di Houston. Cassell è stata la point guard dei Rockets che hanno vinto i titoli 1994 e 1995 in back-to-back.


Sul campo, Cassell è stato un leader molto influente. Era in grado di controllare perfettamente il ritmo di gioco e di trovare il compagno più aperto. Dal momento che può vantare un’esperienza quasi ventennale nella Lega, non c’è nessun dubbio sul fatto che sappia cosa serve per vincere. Ha speso gli ultimi sei anni della sua carriera sulla panchina dei Clippers, in qualità di assistente, facendo l'esperienza necessaria per essere pronto a diventare head coach di una squadra NBA.


Uno dei fattori più importanti nell'avere Cassell come coach è certamente la grandezza del suo possibile impatto sulla cultura della squadra. Se, infatti, rivolgiamo lo sguardo alle finaliste NBA di quest’anno, ci rendiamo conto di quanto possa essere importante e decisiva la cultura di un team.



Ad esempio, la formula vincente dei Lakers deriva da una tradizione di eccellenza e dalla mentalità di LeBron. Gli Heat hanno grande storia nell’interpretare il ruolo degli sfavoriti agguerriti che non mollano un centimetro. I Rockets hanno bisogno di ripartire da zero e creare nuovamente la loro identità. E allora, chi meglio può contribuire a questo processo, se non una persona che ha vinto due titoli per Houston?


Per non parlare, poi, del fatto che Cassell abbia introdotto, durante la sua carriera da giocatore, l’esultanza in cui mostra le “big balls”. Questa scelta è per la cultura.



JEFF VAN GUNDY: UN ALTRO TENTATIVO


Il terzo presunto candidato sul tavolo è l’analista Jeff Van Gundy. Il suo nome potrebbe risultare decisamente familiare a molti tifosi dei Rockets, considerando che Jeff ha allenato la squadra dal 2003 al 2007. Il volto della Lega, però, era molto diverso all’epoca, e Van Gundy non ha più avuto esperienze da allenatore.


Stando alle sue dichiarazioni, in ogni caso, Van Gundy sembra apprezzare il percorso intrapreso recentemente da Harden e soci. Potrebbe abbandonare il suo posto dietro il microfono, per diventare il nuovo coach dei Rockets e guidare ancora la squadra, dopo 13 anni?


Van Gundy non è mai riuscito a oltrepassare il primo turno dei Playoffs in qualità di allenatore di Houston, raggiungendo la post-season tre volte su quattro anni.


JVG è certamente un coach di talento, ma il fatto che non sia in attività da così tanto tempo potrebbe renderlo poco preparato per avere successe nell'NBA di oggi.


Van Gundy è famoso per la sua strategia difensiva, quindi, da questo punto di vista, migliorerebbe sicuramente la squadra. Sfortunatamente, però, potrebbe essere molto complicato per lui adattarsi alla pallacanestro veloce di oggi. Questo problema potrebbe essere poi amplificato, considerando la small ball esasperata di Houston e la così detta "Moreyball".


Dopo aver analizzato ogni contingenza, l’assunzione di Van Gundy sembra molto improbabile.



SU CHI PUNTARE?


Tra i tre candidati, il migliore sembra essere Tyronn Lue.


La sua esperienza con i Cavs e la corsa al titolo di quattro anni fa dimostrano che il coach è in possesso delle qualità necessarie per allenare una squadra con ambizioni importanti. In aggiunta, con tutta probabilità, sarebbe la figura in grado di fare il miglior lavoro nell'adattare il roster dei Rockets, condurlo a una profonda corsa ai Playoffs e ottimizzare in quintetti small ball visti nella bubble, correggendone i limiti.


Sam Cassell è senza dubbio la seconda scelta, ma anche la più realistica, date le ristrettezze economiche dei Rockets.



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