• Andrea La Scala

Il fallimento dei Suns

Seppur si sia presentata loro la chance di compiere un passo nella rincorsa ai Playoffs, i Suns si sono sono lasciati sopraffare dalle avversità e hanno perso tra partite consecutive sul proprio campo.


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Foto NBA.com

Questo articolo, scritto da Brendon Kleen per Bright Side Of The Sun e tradotto in italiano da Andrea La Scala per Around the Game, è stato pubblicato in data 1 marzo 2020.



Sotto pressione e messi di fronte a una situazione emotivamente difficile, nel febbraio dello scorso anno i Suns risposero battendo gli Heat in trasferta, mentre riecheggiavano voci sul prossimo licenziamento di Igor Kokoskov. Da quella partita, ne vinsero 9 delle successive 18.


Nello stesso mese di quest'anno, con Kelly Oubre Jr fuori per infortunio e la stagione in bilico, la squadra ha invece subito un tracollo, perdendo tre partite in casa consecutive - Warriors, Pistons e Clippers - e allontanandosi dalla corsa ai Playoffs della Western Conference. I Suns si trovano ora a 6 vittorie di distanza dall'ottavo posto ad Ovest.


Il fallimento di fronte a una nuova opportunità porta alla luce le stesse domande che ci siamo posti nelle ultime annate, dopo una stagione in cui questo gruppo sembrava finalmente potersi lasciare alle spalle le delusioni del passato. Mikal Bridges si è espresso molto chiaramente a riguardo.


"Dobbiamo fidarci gli uni degli altri, andare là fuori e giocarcela. E' vero, ci manca Kelly, uno dei nostri leader, ma questa è l'NBA e gli infortuni possono capitare. Guardate ad esempio i Warriors, che hanno perso i loro due migliori giocatori. E' solo questione di mentalità. Dobbiamo avere fame di vittorie, ed è ciò che ci è mancato nelle ultime partite. Penso che dobbiamo tutti quanti andare a casa e guardarci allo specchio, e chiederci se vogliamo davvero vincere con questa squadra e dare il nostro contributo".

Durante la striscia vincente dello scorso anno, Bridgs aveva appena iniziato a trovare il proprio ritmo con giocate "off the dribble" e cercando di fare un buon lavoro difensivamente sulle superstar della Lega. Una cosa è certa: Bridges odia perdere. Dopo la sconfitta 115-99 subita dai Warriors, tutti a parte Bridges, Cameron Johnson, Elie Okobo, Ty Jerome, Dario Saric e Aron Baynes erano spariti dagli spogliatoi all'ingresso della stampa, mentre DeAndre Ayton non ha parlato con i media dal 27 febbraio.


In quanto titolare e perno del quintetto "small ball" dei Suns, Bridges è un leader sul campo. Dopo una partita nella quale nessuno è apparso desideroso di prendersi pubblicamente delle responsabilità per il brutto spettacolo offerto, è stato proprio lui ad alzare la mano, dare quell'occhiata allo specchio e decidere di ergersi a leader.


Dalla prospettiva di coach Monty Williams, è necessario tornare alla basi. Il tecnico dei Suns è apparso frustrato e si è assunto la responsabilità per non aver preparato adeguatamente il suo team per quello che sarebbe dovuto essere un back-to-back più che gestibile.


"Non abbiamo giocato con la giusta energia tutto l'anno e non siamo stati sufficientemente altruisti nel gioco di squadra. Per due sere consecutive siamo stati dominati dal punto di vista dell'effort collettivo. Non abbiamo passato abbastanza la palla e non abbiamo difeso adeguatamente con nessuno".

L'ultima cosa di cui devono preoccuparsi i Suns è il senso di responsabilità di Williams e la sua preparazione. Il coach dei Suns è una persona umile e rigorosa.


La squadra è stata privata della sua scintilla, Oubre, proprio nella parte più delicata della stagione, ma il raggiungimento del traguardo dei Playoffs poteva essere alla portata dei Suns in questa stagione, o quantomeno rimanere in corsa fino alla fine.


Le tre partite consecutive in casa, contro Warriors, Pistons e Clippers, erano il crocevia per raggiungere quel traguardo. Eppure, con tutto questo in gioco, la squadra è crollata.