• Luca Rusnighi

Il fiasco di The Process e le prossime mosse dei Sixers


FONTE: NBA.com

Questo articolo, scritto da Tom Hall per Double Clutch e tradotto in italiano da Luca Rusnighi per Around the Game, è stato pubblicato in data 6 settembre 2020.



Per essere una squadra così promettente e con così tanto potenziale, i Philadelphia 76ers hanno ancora una volta deluso le attese.


Come molti altri, quest'anno avevo previsto per loro una chance per diventare campioni nella Eastern Conference e finalisti per il titolo. E invece, complice l'assenza di Ben Simmons nei Playoffs, i Celtics li hanno mandati a casa con un sonoro 4-0. La franchigia si ritrova ora nel limbo e The Process non sembra avere funzionato.


Quali saranno le prossime mosse dei Sixers?



LA SCELTA DEL COACH


Per molto tempo Brett Brown ha fatto da caprio espiatorio per i difetti di una squadra che non è mai riuscita a ingranare, nonostante il talento abbondasse. Si tratta quantomeno di una contraddizione: Brown ha da anni una reputazione di ottimo coach nella NBA, ma è stato il primo a essere incolpato per la mancata sintonia tra Simmons ed Embiid, nonché per la loro scarsa energia e per la natura di certe rotazioni.


In ogni caso, le opinioni su Brown ormai contano poco: i Sixers gli hanno dato il benservito e ora si trovano a dover scegliere il suo successore in un ruolo assolutamente cruciale.


FONTE: The Philadelphia Inquirer

Le prime indiscrezioni vedevano Tyronn Lue (assistente ai Clippers ed ex coach dei Cavs), Jay Wright (coach di Villanova, che però avrebbe rifiutato Philly, secondo gli ultimi rumors) e Ime Udoka (assistente agli stessi 76ers) come candidati più papabili, ognuno di loro con un approccio diverso.


Ty Lue, che secondo Adrian Wojnarowski è il favorito, ha portato i Cavs al primo anello nel 2016 e ha vinto due titoli da giocatore. Jay Wright vive già a Philadelphia e ha trasformato Villanova in una corazzata dell’NCAA sin dal suo arrivo sulla panchina dei Wildcats nel 2001. A Ime Udoka, entrato nei Sixers solo lo scorso anno dopo aver lavorato come assistente di Gregg Popovich agli Spurs, viene riconosciuto il merito di aver rivitalizzato la difesa di Philly.


Il futuro della franchigia dipenderà dalle scelte del front office in off season e dalla capacità di scegliere la persona giusta per la panchina, senza dimenticare che squadre come Chicago, Indiana e New Orleans (e altre eventuali eliminate nei Playoffs) saranno anch’esse in cerca di un nuovo capo allenatore.



EMBIID O SIMMONS?


Durante le ultimi difficili stagioni, una domanda su tutte ha afflitto i Sixers: cedere Ben Simmons o Joel Embiid?


Entrambi All-Star e con parecchi anni davanti ancora ad altissimo livello, Simmons ed Embiid giocano prevalentemente dentro l’area e in modo difficilmente compatibile. La considerazione sorge spontanea: uno scambio andrebbe a beneficio di tutti, sia dei giocatori sia della franchigia.


Embiid continua a rappresentare un’incognita. La sua performance contro i Celtics ne ha messo in dubbio la condizione fisica, la motivazione e la costanza. E se il talento di Simmons non è mai stato in discussione, la sua propensione agli infortuni e la totale mancanza di tiro dal perimetro potrebbero metterlo in cima alla lista dei giocatori da cedere.


FONTE: Celticsblog.com

L’unica certezza, in ogni caso, è che Philadelphia ne guadagnerebbe enormemente, se riuscisse a cedere uno di questi due giocatori. Ad oggi sembra difficile immaginare che i Sixers accettino di essere pagati prevalentemente in scelte future, optando invece per altri All-Star che sappiano fare da comprimari a chi dei due decidessero di tenere.


Giocatori del calibro di Bradley Beal, CJ McCollum, Devin Booker e De'Aaron Fox, magari abbinati ad altri nomi dal Draft o ad altri già nella Lega, saprebbero creare opportunità in attacco e potrebbero cambiare una Philly rivelatasi poco efficace nel gioco a metà campo.



I CONTRATTI PESANTI


I 76ers sono oberati da due dei peggiori contratti della Lega. Tobias Harris percepirà 34 milioni l’anno per le prossime quattro stagioni e Al Horford 28 per le prossime tre, nonostante abbia già 33 anni.


Se si vogliono cambiare le cose e tenere Simmons ed Embiid in squadra, allora saranno Harris, Horford o entrambi a dover essere ceduti. Ma con cifre di questo genere, è difficile - anzi impossibile - che si possa ottenere una contropartita di valore. I Sixers dovrebbero cercare di liberarsi dei loro stipendi e, in futuro, concentrarsi sui free agent. Non dimentichiamoci però che gli ultimi due free agent di rilievo a firmare per loro sono stati... Harris e Horford.


I giocatori che finora hanno saputo fare meglio da complemento a Simmons ed Embiid sono stati tiratori dal perimetro come JJ Redick, trattatori di palla come il sottovalutato TJ McConnell, two-player e leader à la Jimmy Butler.


Aspettiamoci del movimento a Philadelphia nella offseason, con la prospettiva di portare in rosa almeno un tiratore e un playmaker che sappia passare la palla in post (senza offesa, Raul Neto).



COSA SUCCEDERÀ


Il GM Elton Brand ha ripetutamente dichiarato che nè Simmons nè Embiid saranno ceduti, e che non sarebbe giusto far arrivare un nuovo coach senza dargli la possibilità di lavorare con le due superstar.


Dopo le difficoltà e le cocenti delusioni patite in nome di The Process, non sembra logico che per rimediare a errori assai recenti i Sixers siano pronti a disfarsi di contratti pesantissimi e a smantellare una struttura che hanno impiegato anni a costruire. È probabile che Philadelphia si attivi per movimenti più "periferici", cercando nel Draft o tra gli specialisti già nella Lega una o più figure con maggiori doti di tiro e palleggio.


Ma che si tratti di star, role player o front office, la squadra si sta preparando a un cambiamento radicale in quella che Elton Brand ha definito “una fase critica nella vita della franchigia.”