• Marco Marchese

Il futuro di Mitchell Robinson è a New York?

Il front office dei Knicks sta meditando su come gestire il giovane centro in vista della free agency del 2022.


Questo articoloè stato pubblicato l'11 giugno su The Knicks Wall e tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.



È stata una stagione tutt’altro che positiva per il giovane centro dei New York Knicks, Mitchell Robinson, a causa della frattura alla mano in febbraio e poi del piede il 27 marzo. Il 23enne ha collezionato solo 31 presenze in totale. Nonostante un avvio incoraggiante, la sua stagione è da dimenticare.


Il nativo di Pensacola, Florida, è stato la seconda scelta al Draft 2018 e, anche se ancora grezzo e acerbo, è sulla giusta via per diventare un ottimo centro da schierare nello starting five, con eccellenti doti atletiche, a rimbalzo e come stoppatore. Ha una media di 8.1 rimbalzi (career-high) in 27.5 minuti di gioco a partita nella sua sfortunata stagione 2020/21.


C’erano possibilità di vederlo lottare al fianco dei suoi compagni nei Playoffs, e a giudicare dai suoi post sui social era impaziente di farlo. Con l'eliminazione dei Knicks per mano degli Hawks, però, questa eventualità è sfumata e rivedremo Mitch in azione il prossimo autunno.



Da quando Robinson è stato costretto ad assistere i compagni dalla tribuna, da quello sfortunato 27 marzo, i Knicks hanno avuto un record di 17-9. Taj Gibson e Nerlens Noel lo hanno rimpiazzato molto bene e con la loro energia, intelligenza tattica e abilità difensiva non hanno fatto sentire l'assenza di Mitchell.


Lo sviluppo del gioco offensivo della squadra sul finire di stagione ha quasi messo in secondo piano l’assenza di Mitchell. L'apporto di Gibson e Noel non è stato molto prolifico da questo punto di vista, ma i due sono spesso stati eccellenti in difesa.



Una volta iniziati i Playoffs è stata tutta un’altra storia, e l'assenza di Robinson è pesata.


Clint Capela, per come si muove in difesa e per la sua verticalità che gli consente di andare a prendere rimbalzi ed alley-oop da Trae Young, è stato importante nella serie di primo turno. Ha chiuso le cinque gare sempre oltre i 12 rimbalzi a partita, dominando sotto i tabelloni e risultando decisivo per la sua protezione del ferro.


Con Robinson in campo, Thibs probabilmente avrebbe avuto un matchup migliore. Così come avrebbe avuto una risorsa in più per difendere su John Collins, che nelle quattro vittorie di Atlanta è stato un fattore offensivamente (tirando sempre oltre il 50% dal campo e con il 43.5% da tre), e soprattutto su Trae Young, il “cattivo più cattivo” della recente favola dei Knicks. Senza Mitch, l’abilità dei Knicks di difendere sui pick&roll è stata evidentemente compromessa. Stremato e frustrato, al termine della sconfitta in Gara 4 Taj Gibson ha affermato di “non avere idea di come difendere e marcare Trae Young”, sostenendo che giocatori forti come Young in qualche maniera riescono sempre a creare lo spazio per un buon tiro. Il più giovane, atletico e dinamico Mitchell Robinson sarebbe stata un’arma in più per Thibodeau.


I Knicks quest'estate devono prendere una decisione molto importante su di lui.


Il suo contratto da rookie terminerà nel 2022, anno in cui diventerà unrestricted free agent. Tuttavia, rinunciando alla team option prevista per la sua quarta stagione, New York potrebbe renderlo RFA e quindi ri-firmarlo a lungo termine.


Robinson probabilmente non riceverà proposte economicamente molto importanti, dopo i due infortuni degli ultimi mesi. Il front office dei Knicks cosa è disposto a mettere sul tavolo per trattenerlo?