• Alberto Pucci

Il futuro di Shai: All-Star Game in vista?

Dopo aver scambiato Chris Paul e Steven Adams, gli Oklahoma City Thunder hanno ufficialmente iniziato la ricostruzione.



Questo articolo, scritto da Eshan Arya per The Lead e tradotto in italiano da Alberto Pucci per Around the Game, è stato pubblicato in data 26 dicembre 2020.



I nuovi Oklahoma City Thunder di Mark Daigneault possono guardare al futuro con un cauto ottimismo, nonostante si apprestino a vivere un anno complicato: hanno nelle loro mani 15 scelte al primo giro nei prossimi cinque Draft, oltre ad un nucleo di giovani talenti.


Darius Balzey e Luguentz Dort si sono rivelati efficacissimi role player, e continuano a migliorare il loro gioco. Gli occhi di tutti, però, sono puntati sulla stella presente e futura di questa squadra: Shai Gilgeous-Alexander, l’uomo che riesce a ravvivare le speranze per i prossimi anni di tutti i tifosi Thunder. Soprattutto dopo il season opener di OKC, concluso con un game winner di SGA, sul campo degli Charlotte Hornets:



Durante la scorsa stagione, la guardia, ora al terzo anno nella Lega, ha beneficiato della guida esperta di Chris Paul, che ha portato un grande miglioramento al suo gioco - miglioramento confermato anche dalla prestazione contro gli Hornets (24 punti, 9 assist e 7 rimbalzi).


Con la cessione del vecchio mentore ai Suns, Shai può ora avere anche ciò che gli è mancato la scorsa stagione: una maggiore gestione della palla. La domanda, quindi, rimane un soltanto: questo aumento del tasso di utilizzo porterà a un effettivo miglioramento della sua efficacia, tanto da garantirgli una prima nomination all’All-Star Game?


Nonostante ci sia la (non remota) possibilità che la partita delle stelle non venga effettivamente giocata per problemi di calendario, infatti, la Lega ha già assicurato che nominerà come suo solito i 24 All-Star per la stagione in corso, e Shai sogna un posto in questa ristretta cerchia.



SCORING


Uno degli aspetti che colpisce maggiormente del gioco della giovane guardia canadese è la sua capacità di segnare. Lo scorso anno ha aumentato fino a 19.0 i suoi punti a partita (nell’anno da rookie erano stati 10.8).


Questi 19 punti, inoltre, sono arrivati con solo 14.5 tiri dal campo di media. Tra quelli che hanno tentato 14.5 - o meno - tiri a partita, Shai è il terzo miglior scorer della Lega, mostrando con questa peculiare statistica tutta la propria efficacia offensiva.


FOTO: NBA.com

Quest’anno naturalmente ci si aspetta un aumento dei tiri presi dal giovane canadese: delle 12.7 conclusioni a partita che lo scorso anno erano appannaggio di CP3, infatti, si pensa che almeno 6 saranno ora sotto la responsabilità di SGA. Queste nuove responsabilità offensive gli daranno la possibilità, se riuscirà a non abbassare la propria percentuale "reale" dal campo (lo scorso anno 51.4%), di aumentare la propria presenza in fase realizzativa.


La scorsa stagione ha messo a referto un career high di 32 punti e scollinato quota 30 in più occasioni, mostrando come possa assurgere al ruolo di leader tecnico al livello più alto. In due di queste occasioni, tra l'altro contro Clippers e Raptors, è arrivata anche la vittoria per OKC.



PLAYMAKING


Un’altra area dove Shai è chiamato a un salto di qualità in questa stagione è certamente il playmaking. La scorsa stagione, SGA ha portato alla causa Thunder solo 3.3 assist a partita, mostrando come gli spazi di crescita siano ancora molto ampi. Se riuscirà ad avere un miglioramento consistente anche sotto questo punto di vista, potrà effettivamente ambire a un posto tra i 12 scelti ad Ovest per l’All-Star Game.


I numeri, comunque, non dicono tutto. Nell’ultima stagione OKC aveva, infatti, due grandi creatori di gioco come Dennis Schroder e Chris Paul, i quali, con la loro presenza in campo, costringevano SGA a giocare spesso lontano dalla palla. Quest’anno, vista la loro assenza, Shai avrà la possibilità, e anche l’obbligo, di tenere per più tempo la palla in mano e servire con maggiore continuità i suoi compagni, mostrando di possedere anche un’ottima visione di gioco.

Sprazzi di questa visione si erano già visti in varie occasioni, tra cui la partita da 20-20-10 che ha giocato lo scorso anno contro i Minnesota Timberwolves, forse uno dei manifesti più evidenti della capacità di Shai di essere un leader completo in campo:




LA CONCORRENZA


Non bisogna comunque sottostimare la serrata concorrenza che Shai dovrà affrontare per portare a casa la sua prima convocazione alla partita delle stelle. La Western Conference è ricca di guardie fortissime.


Ci sono quattro giocatori che, se sani, non possono non essere convocati: Steph Curry, James Harden (sempre che non cambi Conference), Luka Doncic e Damian Lillard. Per i due posti rimanenti tra le guardie, invece, Shai dovrà affrontare la concorrenza di Devin Booker, Jamal Murray e Donovan Mitchell, non esattamente gli ultimi arrivati.


SGA, comunque, ha dalla sua i 300mila voti già ricevuti lo scorso anno, ma avrà bisogno di un trasporto ancora maggiore da parte dei tifosi di OKC (e non solo) se vorrà completare la missione ed essere un candidato forte nella corsa all’All-Star Game.



PUÒ FARE IL GRANDE SALTO?


Alcuni dei fattori che potrebbero permettere a SGA di raggiungere la convocazione non sono controllabili dal giovane canadese. Se Harden venisse scambiato ad Est, ad esempio, un posto di quelli "sicuri" si libererebbe; mentre, se LeBron James venisse considerato una guardia in questa stagione, come è possibile, vista la sua nuova posizione in campo, la corsa diventerebbe ancora più complessa.


Molto dipenderà anche dall’andamento dei Thunder, su cui non ci sono grandi aspettative per la stagione 2020/21.


Tutto questo, comunque, interessa il giusto al giovane playmaker. Se giocherà la sua migliore pallacanestro ogni sera, non ci sono dubbi che sarà uno dei più promettenti talenti della Lega. Che sia scelto o meno per l'All-Star Game.





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