• Luca Rusnighi

Il futuro è adesso: le prossime mosse dei Phoenix Suns

Con Chris Paul e l'aggiunta di qualche veterano, i Playoffs sono (quasi) assicurati


NBA.com

Questo articolo, scritto da Dave King per Bright Side of the Sun e tradotto in italiano da Luca Rusnighi per Around the Game, è stato pubblicato in data 17 novembre 2020.



Chris Paul a Phoenix? È proprio così. È successo davvero. E per la prima volta in Dio sa quanto (forse nella storia), un All-NBA (e intendiamo adesso, non una vita fa) ha pestato i pugni sul tavolo per giocare in Arizona, al fianco di Devin Booker.


Ringraziate la Bubble, tifosi dei Suns. È andata esattamente come pronosticato dal caro vecchio Flex.


E adesso? Beh, adesso il roster verrà ritoccato un po’ nel corso della prossima settimana, complice anche il Draft (stasera) e la free agency che comincia venerdì, e poi dritti al training camp tra 15 giorni.


Nel frattempo verrà completato il calendario per la prossima stagione... ed è più che probabile che i Suns tornino alla ribalta a livello nazionale. Magari con una bella partita a Natale. E tutto ciò grazie a Devin Booker, tramite Chris Paul.


I Suns sono ora una squadra da Playoffs. Basandosi sulla storia recente, gli scettici li metteranno in fondo alla griglia della post-season, diciamo settimi od ottavi. Gli ottimisti, invece, guarderanno all’impatto di Paul a Oklahoma e al talento di Booker nel chiudere le partite che contano, senza dimenticare il fattore campo ovviamente. Insomma, un quarto o quinto posto.


Fate un bel respiro. Non state sognando, ed è meglio essere pronti a una Phoenix che torna a vincere (e forse anche di tanto) più partite di quante ne perde.


È finalmente arrivato il momento di tornare a galla per i tifosi di Phoenix e di ricordarsi cosa si prova a respirare. Tanti di voi lo sapranno già, ma sono stati dieci anni moooolto lunghi. Al punto di dover cambiare mentalità.


Basta col vedere ogni transazione come un investimento a lungo termine. Basta col ricostruire la squadra da zero, con ragazzini che forse un giorno diventeranno uomini. Basta col dover mettere i campo dei diciannovenni per 30 minuti a gara.


Non c’è più bisogno di guardare al futuro. Il futuro è adesso.



L’ultima volta che i Suns sono riusciti ad aggiudicarsi un giocatore reduce da una stagione da All-NBA era il 1992, e il giocatore in questione era Charles Barkley. No, non è la stessa cosa. Nessuno dice che questi Phoenix Suns vinceranno 62 partite e arriveranno alle Finals. Quel team pre-Barkley della stagione 1991/92 traboccava di All-Star e veterani anche prima dell’arrivo di Sir Charles. Quei Suns avevano raggiunto le Finals di Conference tre volte nei cinque anni precedenti e avevano solo bisogno di un ultimo tassello - un talento da primo quintetto e una mentalità da leader - per lottare per il titolo.


Questi Suns non sono quei Suns. Però questi Suns contano di nuovo. Ed è legittimo aspettarsi che possano combattere per il fattore campo nella post-season 2021. Vi ricordate quando ci stressavamo a pensare agli abbinamenti dei Playoffs, e quando vedevamo ogni partita persa a inizio stagione come il presagio di un’eventuale Gara 7 in trasferta? Io dico che siamo tornati a quel periodo.


E comunque, ci sono dei paralleli con l’arrivo di Barkley quasi trent'anni fa. Un’arena (quasi) nuova. Uniformi (neutre) nuove. E finalmente un giocatore-franchigia in grado di guidare i suoi alla carica sul palcoscenico della Lega. Quei Suns erano un’ottima squadra, ma con Barkley sono sbocciati. Questi Suns sono decenti e già se la sarebbero potuta giocare nel Play-In per uno degli ultimi due posti nei Playoffs ad Ovest. Adesso però tutti pensano che possano fare molto, molto meglio.


Il roster è ancora giovane. A parte Chris Paul, che spegnerà 35 candeline questa stagione, nessuno dei Suns regolarmente in campo va oltre i 26 anni. Il nucleo della squadra ha un’età massima di 24.


Adesso Phoenix ha bisogno di trovare quei veterani che aiuteranno Paul a predicare il verbo: restare concentrati e giocare come si deve, ogni partita e ogni possesso. E Booker ne sa già qualcosa.


Come fare, dunque, per completare il roster?



Over the Cap


Con la firma di Chris Paul, la franchigia dell’Arizona comincia la nuova stagione come squadra OVER THE CAP. Cosa implica questo?


Tanto per cominciare vuol dire che ha meno liquidità a disposizione per i free agent. Come per 25 altre squadre, tra cui TUTTI i team a livello Playoffs, per ogni free agent Phoenix potrà al massimo permettersi una mid-level exception (circa 9.3 milioni per il primo anno, fino a 4 anni con aumenti fino al 5%). Inoltre avrà accesso alla bi-annual exception, che può essere un contratto biennale di almeno 3.6 mlioni.


Per cui niente disponibilità nel salary cap per un colpaccio. Niente esclusività sul mercato e nessuna possibilità di riempire il vuoto all’ala grande con Christian Wood, Jerami Grant o Davis Bertans. Uno di loro potrebbe accettare un accordo di medio livello per giocare in Arizona? Non lo fareste neanche voi. Tutti e tre avranno offerte molto più allettanti da altre squadre, oltre che dalla loro.



Prima, non poi


Se escludiamo il rookie che i Suns sceglieranno al Draft, da qui in poi le acquisizioni saranno certamente giocatori più navigati, dai 27 anni in su. E va bene così.


I Suns hanno un roster ancora molto giovane che può restare competitivo a lungo. Booker, Ayton e Bridges hanno al massimo 24 anni. E il supporting cast - Cameron Johnson, Cameron Payne, Jevon Carter e Dario Saric - è sotto i 27, senza menzionare la scelta al primo giro. I giocatori NBA di solito raggiungono il loro meglio da un punto di vista atletico tra i 26 e i 29 anni.


Ecco il potenziale roster dei Suns, allo stato attuale:

  • PG: Chris Paul, Cameron Payne

  • SG: Devin Booker, Jevon Carter, Abdel Nader

  • SF: Mikal Bridges, Cameron Johnson

  • PF: ?

  • C: DeAndre Ayton, Dario Saric


Dario Saric ha un contratto non garantito, ma con la prospettiva di restare a Phoenix. Ha giocato benissimo nella Bubble come principale backup di Ayton, quando Aron Baynes non era disponibile durante la convalescenza da Covid-19 (motivo per cui l’ho messo come centro di riserva).


FOTO: NBA.com

Ci sono forti indizi che Aron Baynes e Frank Kaminsky non indosseranno la canotta dei Suns la prossima stagione; ma Dario, Cam e Jevon resteranno alla PHX Arena. Cosa succederà davvero resta da vedersi, ma questo è quello che sentiamo.


Se queste voci si dimostreranno effettivamente fondate, i Suns avranno una voragine da coprire nel reparto lunghi, con solo due “big men” a dover fare il lavoro di quattro. Che Cheick Diallo possa tornare? Certo, come polizza d’assicurazione contro i mille infortuni. Ha una team option al minimo. Ma conterebbe da quinto lungo, non da terzo o quarto.



Riempire il roster


È evidente che i Suns abbiano bisogno di almeno un paio di nomi per rimpiazzare Frank e Baynes, che secondo diversi rumors hanno già levato le tende. (Per la cronaca, non capisco perché non si possa riportare Baynes in rosa, dato che Phoenix è in possesso dei suoi Bird Rights e si può farlo rientrare con un’offerta al valore di mercato. Ma diversi rumors suggeriscono che i Suns non valuteranno la cosa, per cui amen).


I Suns hanno due free agent exceptions di buon calibro in tasca - una MLE da 9.3M e una BAE da 3.6M - e quanto segue:


Elie Okobo - contratto da 1.66M

Abdel Nader - contratto da 1.62M

Cheick Diallo - team option da 1.82M

Frank Kaminsky - team option da 5M, che si potrebbe includere in uno scambio (otre ai Bird Rights di Baynes, a cui fare ricorso in un potenziale sign-and-trade)


Cosa mi aspetto? Che James Jones usi di nuovo il Draft Day come Trade Day.


L’anno scorso Phoenix ha concluso diverse trade nel giorno del Draft - scambi che hanno portato altrove TJ Warren, la sesta scelta assoluta (Jarrett Culver) e la chiamata al primo giro di Milwaukee in cambio di Dario Saric, Aron Baynes, l'11esima e la 24esima scelta assoluta (rispettivamente: Cameron Johnson e Ty Jerome).


Cosa succederà nel Draft Day di quest’anno?


A mio modesto parere, James Jones utilizzerà la decima chiamata assoluta e la team option di Frank da 5M (che possono scambiare se la garantiscono) per muovere i pezzi sulla scacchiera e ottenere un altro rookie e un veterano che rimpiazzi Frank nel pitturato.


Chi sarà quest’ultimo? Non ne ho idea. D’altronde, non mi ha mai sfiorato l’idea di pronosticare Dario, Aron, Cam e Ty l’anno scorso, per cui non mi lancio in altri pronostici. Ma gli indizi ci sono, per chi vuole fare previsioni:

  • Un salario tra i 3 e i 7 milioni, dato che i Suns sono oltre il cap

  • Solo uno, al massimo due anni restanti di contratto (direi uno)

  • Un giocatore a metà / fine carriera, con esperienza nei Playoffs, possibilmente come starter

  • La squadra del nome in questione dovrebbe avere una scelta compresa tra la 11 e la 20

Credo che dal Draft, i Suns torneranno a casa con due o più nuovi giocatori, perdendo per strada Kaminsky e magari anche Okobo o Diallo, se può dare una mano all'eventuale trade - come accaduto a Ty Jerome e Jalen Lecque, aggiunti al pacchetto Rubio-Oubre (e scelta del 2022) nella trade per CP3.


FOTO: The Bright Side of the Sun

E poi, venerdì o sabato per qualcuno si userà quella mid-level exception - sicuramente non un cliente di Klutch - per fare compagnia a Chris Paul e farci tutti contenti. In un'offseason particolare come questa, vedremo qualche bel giocatore ricorrere alla mid-level di per firmare con la squadra che vuole.


Magari Danilo Gallinari.

O Serge Ibaka.


Giusto per fare due nomi.