• Luca Rusnighi

Il futuro incerto di Frank Ntilikina


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Nick Scolaro per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Luca Rusnighi per Around the Game, è stato pubblicato in data 21 aprile 2021.



I Knicks sono una delle squadre più efficaci dell’NBA nella propria metà campo, ma il loro miglior difensore sul perimetro sta a scaldare la panchina. Panchina dalla quale Frank Ntilikina potrebbe non riemergere più.


Sin dalla sua scelta con l’ottava chiamata assoluta nel 2017, la point guard francese non ha avuto vita facile nella Grande Mela. All’epoca del Draft era visto come una scommessa, un’incognita che aveva giocato oltreoceano, sconosciuta alla maggior parte dei fan NBA. La dirigenza di New York sapeva di avere per le mani una guardia agile e dai grandi mezzi atletici, che poteva marcare chiunque, indipendentemente dal ruolo. C’erano dubbi sulle sue doti offensive, ma al tempo i Knicks ritenevano che col tempo sarebbe diventato anche un attaccante solido.


Sono passati 4 anni e Ntilikina non ha mantenuto le aspettative di management e fan. Il 22enne non ha mai fatto registrare più di 6.3 punti a gara, e pur rimanendo un eccellente uomo squadra e uno dei difensori sul perimetro più dotati della compagine newyorchese, la sua mancanza d’incisività in attacco è preoccupante, specialmente in una Lega sempre più incentrata sulla produzione offensiva.


Basta dare un’occhiata ai tabellini di quest’anno. Balza subito all’occhio la percentuale da tre di Ntilikina, un ottimo 47.4%. In effetti, ci sono stati momenti in cui si è fatto sentire al di là dell’arco. I suoi sostenitori punteranno su quest’aspetto per sottolinearne il miglioramento e chiederne un maggiore utilizzo sul campo. Il campione statistico, però, è troppo limitato (solo 38 3PA in stagione) per sapere con certezza se si tratta di un progresso effettivo che gli può garantire del minutaggio.



I paragoni


Due sono i nomi che vengono in mente quando si parla di Frank Ntilikina: Dante Exum e Luguentz Dort. Entrambi sono giocatori con un bagaglio tecnico simile ed entrambi sono entrati nell’NBA circondati dai medesimi dubbi: potenziale difensivo a parte, se la potevano cavare abbastanza in attacco da ritagliarsi una carriera? Oggi, la rispettiva traiettoria di Exum e Dort non potrebbe essere più diversa.


All’uscita del liceo a Montreal, Luguentz Dort era un prospetto di altissimo livello. Arrivato ad Arizona State, nell’unica stagione da Sun Devil, Dort ha vinto il Pac-12 Freshman of the Year ed è stato incluso nell’All-Defensive Team della Pac-12. Il canadese faceva fatica da tre punti al college, e durante il Draft era noto per il suo arsenale offensivo abbastanza zoppicante.


Dort non è stato scelto da nessuna squadra e ha finito per firmare con Oklahoma City. Seppure a fasi alterne, LD è riuscito a giocare un paio di eccellenti partite da dietro l’arco, compresa Gara 7 dei Playoffs 2020 contro i Rockets, in cui ha fatto registrare 30 punti con 6 bombe create dal nulla, oltre a mettere la museruola a quella macchina da punti che risponde al nome di James Harden. E due settimane fa, il ragazzo ne ha segnati 42 contro Utah con 7 tiri da tre, più un’altra gara con 21 punti nel solo primo quarto.


Il 22enne, arrivato nella Lega con tante incertezze riguardo la sua efficacia al tiro, ha avuto qualche sprazzo in attacco e oggi OKC ha speranze di vederlo maturare ancora in entrambe le metà campo, cosa che lo farebbe diventare uno dei migliori 3&D della Lega (ne abbiamo parlato QUI).


Dante Exum, dal canto suo, ha fatto il suo ingresso tra i pro nel 2014 con la quinta chiamata assoluta da parte dei Jazz. Da lui ci si aspettavano grandi cose, ma finora è stato una delusione. Da qualche tempo fa il girovago per la Lega e a 25 anni sta facendo una gran fatica a trovare una sua dimensione. Al pari di Ntilikina, Exum è un’ala dal fisico pazzesco, che però non riesce garantire abbastanza alla squadra in attacco.


Nelle sue 7 stagioni nell’NBA, l’australiano non è mai andato oltre gli 8.1 punti a partita ed è probabile che avrà vita breve tra i pro, data la sua scarsa affidabilità dal punto di vista offensivo. E per come stanno le cose, pare che questo potrebbe essere il caso anche di Ntilikina. E dire che i Knicks hanno usato una chiamata altissima per sceglierlo, lasciando da parte gente come Donovan Mitchell e Bam Adebayo...


FOTO: NBA.com

E quindi, Frank?


Sia ben chiaro: nessuno mette in discussione l’importanza della difesa. Nell'NBA moderna, però, si è data sempre maggiore rilevanza alle doti offensive delle guardie. Questo cambiamento di stile ha reso obsoleti gli specialisti come Frank Ntilikina, che hanno perso valore di mercato. Nel 2021 conta il saper tirare o almeno il buttarla dentro con decente frequenza.


Vale anche la pena ricordare che i Knicks di quest’anno sono primi nella quantità di punti concessa (104.3) e terzi nel Defensive Rating. E questa rinascita difensiva non può essere di certo attribuita a Ntilikina, dato che Frank a malapena si alza dalla panchina. Il francese è entrato in campo in 24 delle 61 partite giocate da New York e nelle ultime gare non ha neanche giocato cinque minuti di media.


La verità, insomma, è che Ntilikina non ha il bagaglio tecnico e la produttività offensiva richieste per ritagliarsi del minutaggio, specialmente dovendosi giocare il posto con Immanuel Quickley, Derrick Rose e Reggie Bullock.


E a questo punto della stagione, in piena corsa Playoffs, i Knicks non si metteranno certo a sperimentare.