• Emilio Trombini

Il miglioramento di RJ Barrett su entrambi i lati del campo


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Mark Schindler per Premium Hoops e tradotto in italiano da Emilio Trombini per Around the Game, è stato pubblicato in data 11 aprile 2021.



Questa stagione dei New York Knicks è stata una delle più divertenti da seguire. Hanno finalmente raggiunto lo status di squadra da Playoffs, arrivando fino all'attuale quarto posto nella Eastern Conference.


La trasformazione di Julius Randle è stata sotto i riflettori da inizio stagione. E anche se si è un po’ raffreddato nel mese di marzo, l’All-Star ha ripreso a guidare i Knicks, che sono attualmente reduci da 8 vittorie consecutive.


Nelle 18 partite a cavallo del mese di aprile, RJ Barrett ha tenuto una media di 19.8 punti a partita, con il 57.9% di true shooting, tirando con il 44.4% da tre su 4 tentativi a partita, e con il 74.6% ai tiri liberi su 4.6 tentativi. Si tratta di un crescita enorme per lui, specialmente considerati i suoi problemi da dietro l’arco e dal tiro libero nella sua unica annata a Duke e durante la sua stagione da rookie. E mentre Randle si è preso giustamente la maggior parte del merito in questa stagione in cui i Knicks stanno lottando per loro prima apparizione Playoffs dal 2013, è la crescita di Barrett che continua a impressionarmi.


L’ala dei Knicks, al suo secondo anno, ha accesso definitivamente la folla (quel che ne rimane, insomma) del Madison Square Garden la sera di venerdì 9 aprile contro i Grizzlies. Barrett ha segnato infatti nel quarto quarto la tripla per rilanciare i Knicks e pareggiare la partita, portandola ai supplementari. Ha quindi messo un’altra tripla nell’overtime, regalando a New York il distacco utile per vincere poi la partita.



Il suo miglioramento nel tiro da tre è impressionante, considerata la base di partenza dell’anno scorso, ma quel che è ancora più impressionante è quanto sia in controllo degli spazi, sia in fase offensiva quando attacca al ferro, sia in fase difensiva con gli aiuti.



Attaccare il ferro


Quando si pensa ai migliori esterni in NBA ad attaccare il ferro, vengono in mente nomi come Jimmy Butler, Demar DeRozan, James Harden e Shai Gilgeous-Alexander; quest’ultimo è in testa nella Lega per numero di penetrazioni per 75 possessi, e neanche di poco. E il Mamba Candese si è ormai fatto un nome in quella lista.



Appena entrato nella Lega, si dubitava un po’ dell’esplosività e del ball-handling di RJ. E mentre il suo atletismo non ha subito netti cambiamenti, Barrett è decisamente migliorato nella fluidità e nella gestione della palla, ora che si sta adattando al gioco. RJ sta acquisendo una consapevolezza sempre maggiore delle sue abilità fisiche e di come utilizzarle a proprio vantaggio. È stata una gioia osservare nell’ultimo mese come Barrett ha iniziato a giocare nel modo che più gli si addice, e cioè come un’ala che tira e attacca il ferro con decisione.


Nelle 18 partite di cui si è parlato in precedenza, RJ ha tirato con il 62% al ferro. Questo dato è cresciuto in modo consistente durante la sua prima stagione e mezza in NBA, e anche se il 62% non è una statistica eccezionale, aggiungere un contesto alle sue scelte di tiro aiuta a comprendere a pieno l’impatto di Barrett.




Ora completiamo tutto questo con l’ultimo pezzo del puzzle: Barrett è tra i peggiori in NB per qualità della shot selection, davanti solo a Ja Morant, Shake Milton, Elfrid Payton, Anthony Edwards e De’Aaron Fox, che regna sovrano.


Questo, unito al volume di tiri, è il motivo per cui tecnicamente possiamo parlare di Barrett come di un penetratore quasi d’elité, nonostante un’efficienza mediocre.



RJ ha veramente cominciato a ingranare in attacco, iniziando a giocare i pick&roll tenendosi l'avversario alle spalle e creando vantaggio. Questa situazioni di gioco sta ripagando e sta cominciando a creare anche opportunità di gioco per i compagni.



Al contempo, però, Barrett spesso fa fatica quando attacca un rim protector. Il prossimo passo che deve compiere come finisher sembra essere quello di far leva sul suo fisico per crearsi più spazio. E anche se RJ non ha quell’esplosività fulminante, mi piacerebbe vederlo usare un po’ più di contatto sulle penetrazioni: potrebbe aiutarlo a guadagnarsi quel po’ di separazione per finire al ferro.


Osservate il video qui sotto. Quando RJ penetra verso il ferro contro Naz Reid, prova a girargli attorno, evitando il contatto, e prende un tiro non semplice. Non so se sia anche per la carenza di ball-handling, ma sembra comunque non riuscire ad andare verticalmente al ferro in un modo che potrebbe permettergli di segnare in testa ad avversari più grossi con continuità.



Ora notate la differenza in questo secondo tentativo, in cui Barrett penetra contro Saddiq Bey.



Barrett non genera contatto nella prima clip, scegliendo invece di girare attorno al difensore. Nel secondo video, Barrett va a provocare il contatto con il difensore, liberandosi spazio per la conclusione al ferro. Certo, i due avversari non erano della stessa taglia, ma è in queste situazioni che sapere usare il contatto fisico fa la differenza. Usando la forza che possiede e che sta ancora sviluppando, Barrett a volte riesce ad attaccare difensori con un tempismo perfetto, che gli rende i tiri più semplici.


Non ci sono statistiche sulle penetrazioni con contatto... dovete fidarvi di me! Guardando Barrett giocare lo scorso mese, ho notato che lo sta facendo sempre di più e ho capito che questo è il motivo per cui è diventato più efficace al ferro. Non è ancora molto costante, ma ci sta arrivando. Non ha neanche bisogno di affondare troppo contro l’avversario, ma qualche spallata e contatto intelligente può regalargli quello che è il più utile alleato per attaccare in NBA: crearsi spazio.


Questo non vuole essere un paragone tra giocatori, ma rivedo qualcosa di Joe Johnson e TJ Warren nel gioco di Barrett. L’unione tra il tiro, il palleggio e il fisico di Joe Johnson è unica, e TJ Warren ha una consapevolezza con la palla delle migliori tra i giocatori che non hanno un max contract nella Lega. Né Johnson né Warren erano saltatori eccezionali o giocatori perimetrali esplosivi, ma entrambi hanno mostrato doti eccezionali nel crearsi lo spazio per il tiro usando il fisico.


Non è molto evidente, ma guardate come Warren usa il suo fianco per dare una spinta a Patrick Williams prima che possa stopparlo da dietro, e allo stesso tempo per slanciarsi verso il ferro:



In modo simile, Joe Johnson non riesce a creare troppa separazione dopo il contatto, ma usa la spinta per liberarsi del difensore e appoggiare al ferro:



Non è spettacolare, certo, e non farà finire Barrett nelle Top 10 e negli highlights della serata, ma se continua a migliore questa parte del gioco come ci sta dimostrando, ne vedremo i benefici. E così, continuando ad espandere il suo arsenale offensivo e a migliorare nel finishing, RJ avrà sempre più opzioni per segnare e creare buoni tiri per i compagi.



Chiudere le linee difensive


È il gioco di RJ nell’altra metà del campo, però, che mi ha impressionato di più, e che mi ha portato a guardare i Knicks così spesso quest’anno.


Il miglioramento in difesa di RJ è incredibile. Non è ancora ai livelli di un All-NBA, ma è di certo uno dei giocatori più migliorati sotto questo aspetto in NBA. Vanno sicuramente fatti i complimenti a Tom Thibodeau e al suo staff per aver costruito un ottimo sistema difensivo, ma anche Barrett merita una menzione per il suo contributo a rendere New York la quarta difesa della Lega (107.8 punti concessi su 100 possessi).


Più nello specifico, Barrett riesce spesso a sporcare le penetrazioni degli avversari. Ha poco meno di 1 palla rubata di media a partita, ma questo non deve ingannare. RJ è un difensore di grande impatto.



Può difendere sulle migliori ali in NBA. È robusto, mobile e molto bravo ad usare la sua stazza per contenere il miglior giocatore degli avversari e chiudere le linee di passaggio.



Point of attack della difesa di NY, Barrett ha anche ottime doti e letture in aiuto, che combina alle sue abilità on ball.


Il sistema di Thibs prevede l'intasamente delle linee di penetrazione: si collassa nel pitturato e si chiude sui tiratori con aiuti e rotazioni. Non è un caso se sono la squadra che concede la peggior percentuale agli avversari nelle conclusioni al ferro (60.2%, garbage time escluso). E Barrett in tutto questo come contribuisce?


Quando non si trova a marcare il primo violino della squadra avversaria, spesso è in difesa sui tiratori. E nel sistema dei Knicks, RJ è perfetto quando deve ruotare sull’uomo che taglia a canestro, occupare il pitturato o ostacolare il lungo sui pick&roll.



Nel possesso sopra, Nerlens Noel è in netto svantaggio fisico su LaMarcus Aldridge, per cui gli sta davanti. RJ ruota con tempismo e costringe LMA a un pessimo tiro senza commettere fallo: 2 punti subiti in meno.


Tra l’altro, è guardando una di queste sue rotazioni difensive che ho deciso di scrivere un articolo su RJ Barrett. Alterna difese in cui usa la sua verticalità e la sua fisicità, ad altre in cui semplicemente è posizionato perfettamente. La sua difesa è una gioia da guardare.



Barrett ha una media di solo 0.2 stoppate a partita, e questo non aumenta il suo valore come rim protector. Riesce, però, a trovare sempre il modo di disturbare l’avversario e rendere più difficile il suo tiro. Chiedete a Tristan Thompson:



Come nell’azione di prima con Aldridge, qui Barrett ruota perfettamente in difesa e si oppone a TT mentre si gira canestro, assorbendo il contatto e restituendone un po’. Il risultato è l’errore di Thompson da sotto. Non è una stoppata, ma è una di quelle piccole cose che aiuta la squadra in difesa, se fatta con continuità.


E se la palla viene passata in angolo, capita spesso ad RJ di dover uscire di fretta con un close out sul tiratore per contestare la tripla. Pure questo ruolo gli viene bene. È nono per tiri da tre punti contestati per 75 possessi (4.7) in NBA, dando un grande contributo alla miglior difesa sui tiri da tre della Lega, quella dei Knicks.


Questo mi porta direttamente a uno degli aspetti in cui Barrett può migliorare in difesa. Come per molti giocatori della sua età, i close out di RJ sono a volte rivedibili per posizionamento del corpo, e quindi attaccabili dall'avversario. La clip qui sotto ne è un buon esempio:



Barrett va verso Ben Simmons, che la scarica fuori a Danny Green, e Barrett chiude su di lui. Non arriva ben posizionato, con i piedi che puntano ancora verso la linea di fondo, per cui Green lo attacca a sinistra prima che RJ riesca a reagire, trovandosi la strada per il ferro abbastanza spianata. Barrett poi fa un buon lavoro riuscendo a rimanere di fianco a lui, Green sbaglia, e i Knicks recuperano la palla - ma un giocatore più esplosivo di Green avrebbe approfittato dell’errore difensivo.

Gli errori di Barrett in difesa lontano dalla palla sono dettati il pù delle volte dall’intensità, piuttosto che da una distrazione. Se subisce un backdoor (non succede spesso), ad esempio, è perché sta cercando di mettere le mani sulla linea di passaggio:



In un certo senso si può ancora considerare RJ molto migliorabile in difesa. Mi ricorda molto un giovane pugile agli inizi della carriera, teso e tirato, concentrato a rendere ogni pugno il più preciso possibile, e che non mostra spesso quella sicurezza che potrebbe avere invece un pugile al suo 30esimo incontro.


Ma è proprio questo il punto: devi farti le ossa, prima. Devi commettere errori. Devi ricordarti, a volte, di respirare. È sbagliando che si cresce. Ed è continuando a fare errori che RJ Barrett migliorerà in entrambi i lati del campo.


Essere competitivi con i Knicks e lottare per un posto ai Playoffs ha tirato fuori il meglio da lui. Il gioco continua ad espandersi per Barrett ed è solo una questione di tempo prima che la sua sicurezza in entrambe le metà campo gli consenta di fare un ulteriore salto di qualità.