• Marco Marchese

Il nuovo head coach dei Celtics: 17 nomi per il dopo-Stevens


Questo articolo, scritto da Coach Spins per Celtics Blog e tradotto in italiano da Marco Marchese, è stato pubblicato in data 3 giungo 2021.



Bisogna dirlo, pochi se lo aspettavano. I Boston Celtics hanno annunciato che Brad Stevens è stato rimosso dall’incarico di allenatore per ricoprire un ruolo nello staff dirigenziale, ovvero quello di President of Basketball Operations, rilevando Danny Ainge in una sorta di promozione aziendale.


Nonostante la stagione sia stata parecchio tumultuosa ed altalenante, il cambio di panchina era l’ultima delle cose che ci si aspettava a Boston.


La scelta è arrivata a seguito della settima posizione di Boston in Regular Season e dell'eliminazione al primo turno di Playoffs per mano dei Nets, ma questa mossa era stata sicuramente pianificata da tempo. E ciò significa tendenzialmente che la franchigia ha già qualche nome in mente: raramente le squadre attuano certi cambi radicali senza un piano.


Anziché spellarci le mani cercando di indovinare chi sarà il prossimo allenatore dei Celtics, è più utile andare a cercare chi sarebbe più adatto alle caratteristiche della franchigia del Massachusetts. Ovvero, fare una cernita tra chi è disponibile, ipotizzare chi si potrebbe adattare bene alle caratteristiche della squadra e immaginare chi potrebbe spingere la franchigia al suo 18esimo Banner.



LE NECESSITÀ


Di solito per una squadra abituata a partecipare ai Playoffs come Boston, un cambio di panchina significa più che rimescolare le carte a livello tattico. Si tratta dell’aggiunta di una nuova voce all’interno dell'organizzazione e dello spogliatoio, della ricerca di un allenatore vincente con esperienza ai massimi livelli. E pensare a qualcuno troppo differente da Brad Stevens, considerando che sarà lui in persona ad assumere il prossimo allenatore, è davvero difficile.


Chiunque sostituisca Brad, la relazione e la sinergia che si creerà tra i due èsarà molto importante. Stevens è stato un allenatore di primo livello sul piano tattico, ora forse avrebbe senso vedere al suo posto uno con una diversa personalità, magari più dinamica ed energica per la squadra.


Guardando al futuro della franchigia, il roster verrà costruito attorno a Jayson Tatum e Jaylen Brown, due enormi talenti e futuri max contract. Il principale obiettivo di Stevens sarà quello di trovare (soprattutto giovani) giocatori adatti da affiancare a loro due, più Kemba Walker e Marcus Smart.


La prima prerogativa del prossimo allenatore sarà la capacità di lavorare con i giovani e farli crescere. Lui o lei, il nuovo head coach dovrà allo stesso tempo essere capace di creare un ambiente appetibile per i veterani in arrivo dalla free agency e dal mercato dei buyout (al minimo salariale). Guardando i vari team vincenti degli ultimi anni, infatti, un fattore importante per il successo è riuscire a convincere gregari di livello ad aggiungersi alla causa - cosa che con i Celtics non è successa spesso nelle recenti offseasonf.


C’è un’altra prerogativa, poi, legata alla provenienza socio-culturale della risorsa. I recenti incidenti accorsi ad atleti a Boston, la leadership che Jaylen Brown ha assunto in relazione ai problemi sociali legati al razzismo ed infine l’adattabilità ad un nuovo ambiente sono tutti indizi che portano a pensare che il posto vacante potrebbe essere assegnato a un allenatore proveniente da una minoranza.


In ogni caso, la Eastern Conference ha raggiunto un ottimo livello quest'anno e, risultati alla mano, presenta alcune squadre che si sono dimostrate superiori ai Celtics nel 2021. Un duo come Tatum e Brown non può vincere da solo in questa Eastern Conference: è necessario un supporting cast migliore e più funzionale di quello attuale. Questa è una responsabilità che ricade tanto sul front office quanto sulla capacità di un allenatore di guidare una squadra da titolo.


I Celtics sicuramente stanno prendendo in considerazione la soluzione interna, il che porterebbe a tre nomi. Ovvero:


- Jerome Allen

- Scott Morrison

- Jay Larranaga


Brian Scalabrine di NBC Sports’ afferma invece che a sedere sulla panchina dei biancoverdi potrebbe essere Kara Lawson, mentre Chris Haynes di Yahoo Sports’ riporta che Jason Kidd (QUI le sue parole) sarebbe il primo della lista tra i papabili candidati alla successione di Stevens. Infine, Vince Goodwill afferma che anche Chauncey Billups verrà tenuto in considerazione.


L'esperienza da head coach e soprattutto nei Playoffs potrebbe fare selezione tra i candidati. La miglior persona per poter guidare la squadra alla vittoria è qualcuno che abbia già vinto in passato.


Uno dei nomi che potrebbe prendere quota è quello di è un allenatore affermato come Mike Brown, assistant coach dei Golden State Warriors. Ha allenato team vincenti - sia da assistente coi Warriors, sia da head coach con i Cavs di LeBron. Se Brown dovesse aver voglia di tornare al ruolo di head coach, Boston potrebbe essere la giusta panchina per un suo rilancio.



ALTERNATIVE INTERESSANTI


Ci sono vari allenatori, invece, che non hanno ancora raggiunto la vittoria di un anello ma che si sono meritati quella chance che Boston, con il giusto talento in squadra e stabilità societaria, potrebbe offrire.


Lloyd Pierce, ex capo allenatore di Atlanta su cui gli ex assistenti di Philadelphia giurano sia votato alla vittoria, nonostante la sua condotta poco gradita dagli Hawks. Pierce è un allenatore con principi forti, che mira a creare un legame solido con lo spogliatoio dentro e fuori dal campo.


Un altro nome è quello di Jacque Vaughn, assistente allenatore dei Brooklyn Nets, anche lui molto apprezzato per il suo credo tattico. Ha creato ottimi schemi offensivi ad Orlando dal 2012 al 2015 da capo allenatore, ma non aveva a diposizione giocatori di talento. L'anno scorso ha sorpreso tutti sostituendo Kenny Atkinson ai Nets, tanto da meritarsi la conferma dopo la bubble.



ASSISTENTI IN RAMPA DI LANCIO


Il ventaglio dei candidati comprende anche allenatori giovani, in attesa della loro prima esperienza in NBA.


Sam Cassell è attualmente assistente allenatore dei Philadelphia 76ers. Ha vinto un anello a Boston ed è un fedelissimo dell’ex coach dei Celtics, Doc Rivers. Ci sono pochi dubbi sul fatto che Cassell presto diventerà un head coach, ed è considerato da molti uno dei principali aspiranti alla panchina biancoverde. È un ex All-Star con il pedigree adatto a tener testa allo spogliatoio, dopo oltre una decade di esperienza tra le varie panchine NBA.


Altri possibili nomi:


Devin Ham, assistant coach di Milwaukee. Molto rispettato per la sua intelligenza tattica, è un discepolo di Mike Budenholzer dai tempi di Atlanta.


Becky Hammon, assistant coach dei San Antonio Spurs, è sicuramente una candidata, nonostante non abbia ancora esperienza da head coach. Si è forgiata all’interno dello staff di Gregg Popovich, ed è definita da tutti come una grande leader, capace di trasmettere una mentalità vincente allo spogliatoio.


Ronald Nored, assistente allenatore degli Charlotte Hornets. Dopo aver trascorso qualche anno nello staff di Stevens, Nored ha allenato la squadra di G-League dei Nets per due anni. In seguito ha lavorato agli Hornets, facendosi le ossa in NBA e attirando le attenzioni di diverse franchigie.


Wes Unseld Jr, assistant coach dei Denver Nuggets. Grandissimo lavoratore, Unseld è uno dei principali responsabili dell’ascesa dei Nuggets alle Western Conference nel 2020. È stato un assistente per 16 anni, aiutando e contribuendo alla crescita di giocatori come Nikola Jokic, Jamal Murray e, ora, Michael Porter Jr.


David Vanterpool, assistente dei Minnesota Timberwolves. Considerato un eterno secondo nella ricerca di un posto da head coach, è un ottimo allenatore da parecchio tempo. Lavora molto sullo sviluppo dei giovani ed è un coach molto amato dai giocatori che ha allenato.



GLI ULTIMI DUE NOMI


Due nomi che potrebbero uscire dal cilindro, all'improvviso?


Steve Clifford, attuale head coach degli Orlando Magic. Non è una scommessa, anzi: è già un head coach NBA ed ha maturato esperienza ai Playoffs. Nativo del Maine, è profondamente rispettato per la sua tattica e per i risultati insperati ottenuti dalle sue difese. È molto stimato dai suoi colleghi, e non sarebbe una sorpresa se Brad puntasse su di lui.


Juwan Howard, head coach dei Wolverines, ha raggiunto ottimi risultati a Michigan. Pare che si trovi molto bene nel suo attuale ruolo, ma visti i suoi precedenti in NBA con i Miami Heat e il legame che ha stretto con parecchi giocatori durante quell’esperienza, potrebbe essere l’ideale per la panchina dei Celtics.