• Yuri Pietro Tacconi

Il punto sulle difficoltà offensive dei Celtics

Le palle perse, troppe. Jeff Teague e Tristan Thompson che devono ancora trovare la loro dimensione. Ma Jaylen Brown è un faro di speranza.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Jeremy Stevens per Celtics Blog e tradotto in italiano da Yuri Pietro Tacconi per Around the Game, è stato pubblicato in data 8 febbraio 2021.



L’attacco dei Boston Celtics ha numeri sopra la media, nonostante a volte sembri che i picchi non siano abbastanza alti da bilanciare gli altri problemi. Al momento, Boston ha un offensive rating di 112.4, ovvero il decimo della lega, mentre il defensive rating di 110.2 vale il 13esimo posto.


Per un periodo di tempo sono stati nella top 10 in entrambe le categorie, insieme a due soli altri team. Ed è davvero difficile trovare squadre con tali risultati che fatichino così tanto a vincere partite, eppure è successo.



Turnover


Senza dubbio, il maggior problema.


Le palle perse, stando ai numeri di questa stagione, non sembrano influenzare direttamente vittorie e sconfitte, ma in determinate occasioni è stato palese che regalare spesso la palla agli avversari abbia fatto la differenza.


Sette palle perse nell’ultimo quarto contro i Lakers e un pesantissimo turnover al termine della partita contro gli Spurs hanno evidentemente influenzato l’esito dei due scontri (entrambe sconfitte). Certo, nessuna partita è decisa da una sola giocata, ma molti degli errori di Boston sono arrivati - contrariamente al solito - nei momenti più importanti.


Il ritorno di Kemba Walker ha momentaneamente mitigato la cosa, ma non sono sicuro che ora possa bastare, con l’assenza di Marcus Smart. Smart ha un turnover rate del 12.2% e un assist rate del 25.5%, numeri simili a quelli di Kemba (9.1% e 25.1%), anche se vale la pena notare come lo usage rate di Kemba sia più alto del 10%.


Jaylen Brown e Jayson Tatum, entrambi con usage intorno al 31%, hanno un turnover rate intorno al 10%, abbastanza per classificarli terzo e quarto in squadra - se si rimuovono i minuti di Tacko Fall e Carsen Edwards. Quattro dei cinque migliori giocatori dei Celtics sanno gestire la palla, e tuttavia il team è 24esimo in turnover. Qual è il vero problema, dunque?


Tra gli indiziati ci sono due giocatori che adoro guardar giocare: Payton Pritchard e Robert Williams. Il turnover rate del rookie (19.9%) e di Time Lord (25.5%) sono i peggiori in squadra, senza considerare Tremont Waters (sul quale non smetterò mai di contare).


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Ho una considerazione talmente alta di Rob da ritenere che dovrebbe occupare un maggior numero di minuti nel ruolo di 5, ma non posso ignorare quanto siano atroci alcuni dei suoi turnover. E quando sono brutti, sono davvero brutti. È l’unico giocatore che io abbia mai visto capace di strappare un rimbalzo e perdere palla prima ancora di essere atterrato, e gliel’ho visto fare più volte.


Pritchard non fa nulla di così tragico - a parte pestare troppo spesso le linee del campo, una situazione facilmente risolvibile.



I giocatori firmati in Free Agency


Sembra tremendamente sbagliato prendersela con i nuovi arrivati e scaricare su di loro i problemi della squadra. Ciò detto, per usare un eufemismo: Jeff Teague e Tristan Thompson non hanno ancora trovato il loro posto.


E come al solito, introdurrò il mio esteso uso delle statistiche dicendo che "non sono proprio uno da statistiche, ma..."



Le statistiche avanzate di Jeff sono terribili. Mi aspetto che in molti mi redarguiranno dal considerare esaustivo un campione di simili dimensioni, ma ormai abbiamo visto più di 700 minuti combinati tra i due. Penso di avere il permesso di trarne delle considerazioni.


Circa l’11% dei tiri dal campo di Teague arriva da una distanza tra i 3 e i 5 metri dal canestro, dove tira con il 15.4%; il 14% dei tiri, poi, arriva tra i 5 metri e l’arco del tiro da tre punti (16-3P), zona dalla quale converte con il 6%. SEI PER CENTO.



In qualche modo, sta mantenendo una media oltre il 40% dal perimetro.


Teague è una sorta di anti-Pritchard: palleggia a lungo senza creare vantaggio, al contrario di Pritchard che è costantemente in movimento con lo scopo di attirare le attenzioni della difesa e creare possibilità di segnare per sé e per i suoi compagni.


PP potrebbe anche essere incline ai turnover quanto Teague, ma quantomeno non devo aspettare che bruci 17 secondi sul cronometro prima di commettere un errore! (Abbiamo parlato QUI delle difficoltà di Teague in questo inizio di stagione).


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Thompson ha giocato bene contro i Kings e i Warriors, dopo una lunga striscia di partite deludenti. Un imprevisto che ha fortemente limitato il roster dei Celtics è che il famoso Theis’ Seal of Removal, con il quale il lungo creava un enorme quantità di spazio per i suoi compagni, viene ora sanzionato come fallo in attacco (Theis al momento è secondo per falli commessi tra i Celtics, il che non è di certo sorprendente).


Questo limita enormemente l’efficacia dei lunghi dei Celtics, tanto quanto qualcuno come Tatum, che continua ad avere delle difficoltà a segnare al ferro assorbendo il contatto col difensore.


E nonostante TT sia primo in squadra per rimbalzi, non riesco a non pensare che lasci giù fin troppi rimbalzi. È un'osservazione totalmente non scientifica, ma mi sembra che perda un sacco di 50/50. Mentre Robert Williams riesce a mettere le mani su qualsiasi cosa, sembra che Thompson fin troppo spesso non riesca a vincere questi coin flip. Merita il beneficio del dubbio per via dei suoi problemi di inizio stagione al tendine del ginocchio, ma se continua a esserci un problema, non vi è alcuna ragione per cui dovrebbe assorbire così tanti minuti.


L’ultima cosa su Thompson: mi viene un attacco di panico ogni volta che palleggia per lunghe distanze. E per lunghe, intendo dall’arco al pitturato. È un po’ come quando lasci andare il carrello della spesa per aprire la portiera prima di realizzare che il parcheggio è in pendenza - e oddio, ODDIO, ODD...



Jaylen Brown


L’attacco vive e muore con Jaylen Brown, che è al tempo stesso incredibilmente entusiasmante e ancora una fonte di potenziale nascosto (e non per colpa sua).


Jaylen, l’essere umano, è incredibile. Non c’è niente di meglio che vedere persone come lui usare la propria piattaforma per lottare per un cambiamento e trasformare in qualcosa di concreto le proposte che vengono di solito soltanto accennate.


Jaylen, il giocatore di pallacanestro, ha migliorato il suo gioco in ogni aspetto immaginabile, ma la cosa che balza all’occhio per me è la percentuale ai tiri liberi. Tommy Heinsohn parlava sempre di quanto fosse importante per Jaylen imparare a calmarsi in lunetta e mandare a segno il primo libero. La sua FT % è scesa dal 68% al 64% dalla sua prima alla sua seconda stagione. Ora è al 76%.


L’altra cosa interessante è quanto sia cresciuta la scoring efficiency di Jaylen, pur senza tirare maggiormente da tre, anzi. La scorsa stagione tentava 5.9 triple a partita su 15.6 tiri. Ora tenta 5.9 triple a partita con 19.6 tiri. La sua usage percentage è aumentata di 7 punti percentuali. Tutto è aumentato, ad eccezione dei suoi tentativi da tre punti. Quanto spesso accade, nell'NBA di oggi?


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Ecco un’altra statistica interessante. Jaylen ha generato 280 punti "assistiti" in 57 partite giocate la scorsa stagione. Quest’anno, ha già generato 171 punti in 20 partite (in proiezione, sarebbero più di 500 se dovesse giocare 60 partite).


La percentuale dei suoi canestri che è assistita è la più bassa di sempre. Circa il 97% delle sue triple realizzate erano assistite, due anni fa. L’anno scorso era l’88%. Quest’anno è il 76%.


La cosa vien da sé: Jaylen ora è diventato un giocatore che crea tiri per i suoi compagni, ma non dipende dalla loro capacità di creare per lui. Essere capace di crearsi un tiro è ovviamente fondamentale per un attacco che spesso si raffredda - e lo sarà ancora di più nei Playoffs, quando salirà l'intensità e in certi momenti ci sarà inevitabilmente meno movimento di palla.


Il mio unico problema non riguarda Jaylen, ma quanto spesso i Celtics lo raffreddino fino a toglierlo dalla partita. Questa squadra ha ancora troppi momenti in cui non trova il canestro in proporzione con la quantità di shot creators che ha; e Jaylen, al momento, è lo scorer di cui ci si può fidare maggiormente, quindi spero che i Celtics imparino ad appoggiarsi a lui quando l’attacco fatica.



E gli altri gregari?


Sia Semi Ojeleye che Carsen Edwards meritano che venga riconosciuto il loro impegno, ma preferirei vedere della consistenza prima di sentirmi convinto. Vedere Semi finire la partita difendendo Kawhi mi ha ricordato di quando aveva difeso Giannis nella serie del primo round degli Hospital Celtics contro i Bucks; vedere Carsen fare ottime giocate in attacco senza perdersi in difesa è uno sviluppo notevole, se dovesse ripetersi a lungo.


Credo che a panchina di Boston sia decisamente più solida offensivamente di quanto dimostrato recentemente, ma avrà bisogno di essere molto più affidabile se i Celtics mirano a fare strada nei Playoffs.





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