• Davide Corna

Il tanking è morto


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FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da RJ Garcia per Corner Three e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 16 luglio 2020.



Il tanking è stato un tarlo dell’NBA per ben più di un decennio, ma nessuna squadra l’ha abbracciato in maniera più palese dei Philadelphia 76ers: 47 vittorie su 246 partite, vincendo un match su cinque nel corso di più di tre anni, per poi essere ricompensati con quattro giovani di valore con contratti da rookie molto convenienti: Joel Embiid (4 anni / $20M), Jahlil Okafor (4 anni / $21M), Ben Simmons (4 anni / $27M) e Markelle Fultz (4 anni / $37M).


Soltanto aver potuto aggiungere alla squadra elementi come Embiid e Simmons è stato particolarmente vantaggioso per Phila e per il suo futuro, a maggior ragione in virtù del fatto che le scelte al Draft consentono anche di "bloccare" talenti del genere in contratti molto economici per diversi anni.


Fino al suo terzo anno, Embiid non ha messo piede in campo, avendo quindi un apporto nullo per due intere stagioni, per poi giocare solo 31 partite nel suo terzo anno. Ma al quarto è stato chiamato all’All-Star Game, è stato eletto nel secondo quintetto All-NBA e ha contribuito a portare i Sixers a una stagione da 52 vittorie, il record migliore per Philly da quando Allen Iverson perse alle Finali del 2001.


In tutto questo, Embiid ha preso 6.1 milioni di dollari nel 2017/18. Questo contratto ha consentito ai Sixers, ad esempio, di firmare JJ Redick (con un contratto esagerato da 23 milioni in un anno) e di dare a Robert Covington un’estensione a cifre considerevoli, rimanendo comunque sotto il salary cap. Avere un giocatore del valore di 25-30 milioni e poterlo pagare solo 6 milioni è uno dei modi in cui si costruiscono grandi squadre.


Dopo la "corsa a perdere" dei Sixers, non certo una buona pubblicità per l'NBA ai tempi, la Lega ha apportato modifiche significative nel tentativo di limitare un tanking così forsennato.


La modifica più evidente ha riguardato le chance nella Draft Lottery. Dal 2019, infatti, la squadra con il peggior record ha molte meno chance di avere la scelta numero 1 rispetto a prima:


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Al primo anno dopo questo cambiamento, la scelta #1 è andata alla squadra con il settimo peggior record, i New Orleans Pelicans, che hanno chiamato Zion Williamson; e la scelta #2 è andata a quella con l’ottavo peggior record, i Memphis Grizzlies, che hanno preso Ja Morant.


L'NBA ha apportato anche un’altra modifica importante, aumentando gli stipendi per i rookie. La chiamata al Draft di Joel Embiid gli ha fatto guadagnare 20 milioni nei suoi primi 4 anni; con le nuove modifiche ai contratti, se fosse stato selezionato nel 2020, avrebbe preso molto di più.


Chiunque venga chiamato alla terza scelta tra qualche mese guadagnerà 37.5 milioni in 4 anni, quasi il doppio rispetto a Embiid. La scelta numero 1 prenderà 46 milioni in 40 anni, più di 20 milioni in più di Ben Simmons, scelto alla #1 nel 2016.


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Utilizzando le proiezioni pre-Covid dei salary cap per il periodo 2020-24, la scelta numero 1 del 2020 inciderà per il 43% in più sul salary cap della propria squadra. Se riducessimo i futuri salary cap del 10%, in relazione alla stima della perdita di guadagni della NBA, quella prima scelta inciderà del 58% in più rispetto a Simmons.


È difficile visualizzare quanto sia il reale valore di una percentuale del salary cap. Durante il suo contratto di rookie, Ben Simmons ha inciso in media per il 6,58% sul salary cap, mentre la scelta #1 del 2020 lo farà per il 9,14%. Ecco di seguito alcune incidenze simili, portando come esempio qualche unrestricted free agent dell'offseason 2019:

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Mettere dei nomi a fianco ai numeri aiuta a illustrare la differenza fra il contratto di Simmons e il nuovo previsto per i rookie.


Per far sì che il rookie contract della scelta numero 1 del 2020 abbia, dollaro per dollaro, lo stesso valore di quello della prima scelta del 2016, il giocatore in questione dovrebbe produrre per il 40% in più nei suoi primi 4 anni. in NBA Parlando in generale, è improbabile che i rookie saranno improvvisamente più produttivi di quanto siano stati in passato - anche se Luka Doncic ha fatto esattamente questo, a dire il vero...


Questo significa che, assumendo che genericamente i prospetti in arrivo dal college siano allo stesso livello di talento rispetto agli anni precedenti, i rookie sono diventati decisamente meno convenienti per la squadra nei primi anni di contratto. E quindi, come guardare a un Draft in cui i principali prospetti sono (sulla carta) peggiori rispetto a quelli degli anni precedenti?


Il Draft 2020, secondo gli analisti, potrebbe essere il Draft peggiore degli ultimi dieci anni almeno. C’è quindi il rischio - legittimo - che un certo numero delle prime scelte diventino asset negativi.


Kevin Pelton di ESPN negli ultimi 5 anni ha creato un sistema di proiezioni per i prospetti del Draft NBA prima che entrino tra i pro, che stima quante vittorie potrebbe generare un prospetto nei primi 5 anni di carriera, rispetto a un possibile sostituto. Usando questo dato assieme alla metrica dollari/vittorie generata da Steve Ilardi e Jerry Engelmann (due giornalisti ESPN che hanno anche lavorato per squadre NBA) possiamo stimare come potrebbe rendere la classe del 2020 in relazione ai contratti più alti.


Ecco di seguito le cinque prime scelte secondo l’ultimo mock draft di Sam Venecie di The Athletic, assieme al loro valore stimato lungo i loro potenziali contratti, calcolato secondo i parametri di Pelton, Ilardi e Engelmann:


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Ovviamente, non tutti i Draft con queste nuove regole porteranno a quattro delle prime cinque scelte con stime di valore negative. Il Draft 2021, ad esempio, dovrebbe includere uno dei migliori prospetti degli ultimi anni, Cade Cunningham, assieme ad altri giocatori di alto livello come Jonathan Kuminga, Jalen Green e Usman Garuba. Ma anche questi ragazzi avranno difficoltà ad apportare lo stesso contributo, dollaro per dollaro, espresso da Ben Simmons con il suo contratto.


Le squadre NBA devono oggi ripensare le loro strategie e la valutazione delle pick future, considerando sia le nuove probabilità in Lottery che i contratti dei rookie.


Andando avanti, sarà sempre più difficile ottenere la scelta numero 1. E sarà ancora più difficile trovare un giocatore in grado di rendere oltre il suo contratto.


Il tanking è morto.