• Andrea Campagnoli

In difesa di Brad Stevens

La stagione di Boston finora è stata deludente. Ma il coach dei Celtics resta uno dei migliori dell’intera NBA.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Adam Taylor per Celtics Blog e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 19 marzo 2021.



Durante l’ultima settimana, è uscita la notizia dell’esonero del coach di Indiana University, Archie Miller. Nelle 48/72 ore successive, sui social ha iniziato a spargersi la voce che il coach dei Boston Celtics, Brad Stevens, fosse interessato a lasciare la NBA per allenare il college del suo stato di appartenenza.


Ovviamente, fans e addetti ai lavori hanno iniziato a fantasticare su questo rumor, cercando di capire quale sarebbe stato il futuro per i Celtics nel medio-lungo periodo. Stevens ha quindi deciso di chiudere la discussione dichiarando la sua fedeltà alla città di Boston e alla sua franchigia.



E qui c’è la cosa divertente. Stiamo parlando dello stesso Brad Stevens che si è preso l’intera colpa della stagione incerta dei Celtics, lo stesso Stevens che ha guidato la squadra a tre Conference Finals negli ultimi quattro anni e lo stesso Stevens che ha formato diversi giocatori che ora adoriamo.


Come è breve la nostra memoria, e come è ondivago il nostro sostegno.


Due anni fa Brad era visto come un Dio del basket, quasi senza confini. Era l’uomo che aveva preso veterani a fine carriera e li aveva riportati a livelli altissimi. Jordan Crawford divenne giocatore della settimana, Evan Turner fu voluto a tutti i costi da Portland, Isaiah Thomas diventò incredibilmente un candidato al premio di MVP. Tutto sotto la gestione Stevens.


Insieme all’abilità di rivitalizzare giocatori apparentemente finiti, il coach dei Celtics è stato in grado di imporre una filosofia che è diventata in breve il mantra di ogni tifoso di Boston. È stato in grado di farci apprezzare e farci vivere quella mentalità da underdog, da non si molla mai.


Poi, qualcosa ha iniziato a rompersi.


E quando durante la stessa estate, Kyrie Irving e Al Horford hanno lasciato Boston, più di una persona ha iniziato a chiedersi se Stevens fosse in grado di gestire personalità così importanti. Può una squadra con diverse stelle vincere, se l’allenatore non è in grado di gestirle al meglio?


Nonostante questo esodo nel 2019, i Celtics sono comunque riusciti a raggiungere le Eastern Conference Finals del 2020, prima di perdere contro i Miami Heat, squadra che nessuno si aspettava potesse arrivare alle NBA Finals.


Quando i Celtics vincevano le partite, cosa sentivamo su Stevens? Assolutamente niente. Appena Boston ha perso la serie, si è tornati alla solita narrativa del “Fire Brad”. Nessuna attenuante, nessun pensiero agli infortuni o al tempo trascorso nella bubble. Colpa di Stevens.


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Ci potrebbero essere qualcosa da dire a Brad riguardo alla sua gestione dei timeout quando il team è in difficoltà, e qualche volta le rotazioni non sembrano ottimali, ma è un allenatore giovane, che sta continuando a migliorare stagione dopo stagione.


Ricordatevi che Stevens ha mancato i Playoffs solo nella sua prima stagione alla guida di Boston. Ha un record di 338-266 nelle partite di Regular Season ed è al quarto posto per numero di vittorie con la franchigia. Per quanto riguarda la post-season, ha un record di 37-36 ed è al quinto posto tra gli allenatori dei Celtics. Tutto questo allenando roster molto differenti tra di loro durante questi otto anni.


Quando i Celtics avevano delle caratteristiche funzionali a questo gioco, avevamo visto l’introduzione di un sistema offensivo basato sulla transizione e sul tiro da tre punti nei primi secondi. Quest’anno qualcosa è cambiato. Boston non dispone di giocatori adatti ad applicare questa tipologia di basket e i ragazzi in panchina non sono sicuramente troppo tecnici. Per questo motivo, la situazioni più ricorrente in questa stagione è il pick&roll, e la circolazione di palla è abbastanza lenta. Questo significa che Stevens si è improvvisamente dimenticato come si allena? O forse tutto ciò è dovuto al fatto che il talento a sua disposizione è inferiore?


I Celtics non hanno più in panchina veterani del calibro di Aron Baynes, Marcus Morris o Kelly Olynyk. Si devono basare su Semi Ojeleye o Jeff Teague ora. Un allenatore deve lavorare con le risorse a sua disposizione - e se queste risorse non sono brillanti, non è facile ottenere ottimi risultati.


Ma quindi, da dove arriva questa diffidenza nei confronti di Brad Stevens? È la sua calma? Si pensa che manchi di personalità? Non è abbastanza autoritario? Non è "plateale" dopo ogni giocata della sua squadra, come ad esempio Nick Nurse? Non sa dare risposte pungenti ai media, come Gregg Popovich?


La risposta che mi viene da dare è un mix di tutto quello detto fino ad ora. Ma in fondo, non ci è stato sempre detto di stare attenti ai più tranquilli? Cosa vi fa pensare che Stevens non si sappia imporre con la propria squadra in spogliatoio?


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Boston è una città esigente, la cui filosofia intorno ai Celtics è: vincere a tutti i costi. Una città così abituata a vincere che ogni cosa diversa dal famoso banner da appendere al soffitto del palazzo è vista come un enorme fallimento. Sfortunatamente la Lega si è evoluta, il talento è aumentato e vincere è diventato sempre più difficile.


E siamo davvero sicuri che Stevens abbia perso il controllo sullo spogliatoio? I giocatori a volte camminano in campo, con l’allenatore che li sprona a spingere sull’acceleratore. Forse potrebbero esseresemplicemente esausti ed estenuati da una stagione che prevede che si giochi praticamente senza pause e senza recupero?


Certo, Stevens ha sempre predicato un basket fatto di movimento della palla, e la palla non si sta muovendo più di tanto quest'ann. Ma questo non vuol dire che i giocatori non lo stiano seguendo. Forse ci sono solo meno opzioni. Lo so, ci sono state partite in cui i Celtics sono sembrati fuori dal mondo, contro i Cavs ad esempio. Ma comunque sono casi sporadici, vediamo quasi sempre il team mettere in campo un grande sforzo su entrambi i lati del campo. E se ci fosse una spaccatura con il coach, state certi che non accadrebbe.


Ultima cosa. Quale allenatore sarebbe in grado di venire ad allenare i Celtics e fare un lavoro migliore di Stevens? Chi potrebbe essere in grado di far crescere la squadra, strutturare il lavoro dei giovani, competere nell'immediato e giocare un basket puù coinvolgente offensivamente? Non mi vengono in mente molti nomi, e tendenziamente siedono tutti su panchine NBA.


Sfortunatamente i Celtics del 2020/21 hanno dei limiti strutturali, e sarà inevitabile assistere ad altri momenti negativi durante questa stagione. Continueremo, dunque, a vedere il lavoro di Stevens screditato.


Si dovrebbe apprezzare quanto ha fatto per la franchigia e supportare quest'ultima nel suo percorso di crescita, senza che tutto il discorso dipenda dai risultati.