• Marco Marchese

Certezze e incertezze sull'infortunio di Ben Simmons


Questo contenuto, prodotto da Rajpal Brar per 3CB Performance e tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game, è stato pubblicato in data 2 marzo 2020.





Ben Simmons, superstar e simbolo dei Philadelphia 76ers, ha subito un “infortunio nervoso lombare (zona inferiore della schiena) da conflitto”, come riportato da Shams Charania, e verrà rivalutato dallo staff medico dopo due o tre settimane dall’infortunio.



Cos'è un infortunio nervoso lombare da conflitto?


La spina dorsale è formata dalle vertebre incolonnate, suddivisa in quattro zone in ordine discendente (ad esempio, L4 è riferito alla quarta vertebra della zona lombare). Tra le vertebre sono situati dei dischetti cartilaginei la cui funzione è di assorbire gli impatti e gli urti, noti come “dischi intervertebrali” (immaginateli come delle ciambelle gelatinose, con una parte esterna più rigida e resistente detta “anello fibroso”, che racchiude al suo interno del tessuto morbido, simile alla gelatina, detto “nucleo polposo”). I nervi spinali attraversano verticalmente il canale spinale, posto tra il versante esterno e interno della colonna vertebrale, e a ogni disco è posto foro di uscita detto “foro occipitale”, che conduce alle periferiche nervose di braccia, gambe, eccetera.


Un infortunio nervoso lombare da conflitto incorre quando un nervo della regione lombare si infiamma, manifestandosi attraverso dolore, bruciore, intorpidimento, formicolio, rigidità muscolare e/o debolezza nella zona lombare e nelle gambe. Più a lungo durerà il disagio dovuto a queste sensazioni e percezioni, più grave sarà l’infortunio.


Atleti che sviluppano problemi simili, come Simmons, hanno un problema di fondo alla “radice nervosa”, che si trova vicino il foro occipitale.



Potenziali cause, riabilitazione e ritorno in campo


Al momento si sa che Ben verrà sottoposto a fisioterapia e riabilitazione per due settimane, e verrà poi rivalutato alla fine di questo ciclo di cure. Non sorprenderebbe se l'australiano fosse sottoposto a iniezioni epidurali per ridurre l’infiammazione o per sbloccare uno specifico nervo e ridurre i sintomi nervosi.


Secondo Woj, le già citate due settimane sono solo la data in cui verrà rivalutato, piuttosto che una data di effettivo ritorno in campo. Se Simmons non dovesse mostrare progressi, riduzione dei sintomi e miglioramenti nella funzionalità dei movimenti nell'arco di due settimane, allora lo staff medico dovrà determinare la causa scatenante di questi problemi per stabilire un appropriato programma di recupero.


Tra le cause principali che di solito generano un infortunio nervoso lombare da conflitto c'è l’ernia del disco, ovvero quando il nucleo polposo fuoriesce attraverso l’anello fibroso e irrita il nervo. Nei giovani atleti questa rottura dell’anello fibroso è spesso il risultato di un contatto acuto, come una caduta all’indietro o un colpo subito alla schiena.


Se la prima batteria di cure (ovvero la fisioterapia e la riabilitazione) e la seconda (cioè le iniezioni epidurali) non dovessero apportare miglioramenti, o si riscontrasse un progressivo peggioramento dei sintomi nelle successive 6 settimane dall’incorrere dell’infortunio, è consigliabile sottoporsi a un intervento chirurgico. La procedura è detta “microdiscectomia”, durante la quale il chirurgo rimuoverà la perdita di materia organica dal disco e riparerà la rottura dello stesso.


I tempi di recupero per atleti sottoposti a microdiscectomia si aggirano di solito attorno a tre mesi, e la ricerca mostra che i livelli delle performance post-operatorie si discostano di poco da quelli precedenti l’intervento, con nessuna incidenza rilevante sulla longevità della carriera. Inoltre gli atleti più giovani tendono a riprendersi più facilmente da questo tipo di infortuni.



Un'altra delle cause più frequenti per questo tipo di infortunio è la frattura da stress di vertebre lombari, la zona più comunemente nota come parte interarticolare, detta “spondiloide”; non è frequente in atleti giovani, specie se praticano sport che includono estensione e rotazione del tronco quanto nel basket. Queste fratture da stress sono spesso asintomatiche ma possono eventualmente manifestarsi attraverso dolore localizzato alla schiena e infiammazione, che dalla frattura può irritare il nervo. Tuttavia, appena il 15% di casi di spondilolisi progredisce in ciò che viene detto “spondilolistesi”, ovvero quando un segmento vertebrale si sposta verso quello inferiore, con ulteriore progressione e severità dei sintomi nervosi.


Il primo approccio di cura è anche in questo caso la fisioterapia, e se non dovesse risultare efficace occorrerà portare il busto toracico-lombare-sacrale per almeno tre mesi. Se quest’operazione non invasiva dovesse risultare inutile, allora bisogna ricorrere all’intervento chirurgico. Per gli atleti più giovani l’intervento più frequentemente effettuato è detto “riparazione della parte interarticolare”, di cui si ha prova di ottimi esiti, specie se combinato con appropriata riabilitazione post-operatoria, e comporta tempi di recupero che si aggirano tra i 4 e i 6 mesi (ed eventualmente raggiungendo livelli di performance pari a quelli precedenti l’infortunio).


Per atleti giovani come Simmons, non è importante calcolare la rapidità del ritorno in campo, ma che esso avvenga quando effettivamente l’infortunio è del tutto superato. Se non dovesse mostrare miglioramenti a breve è probabile che lo staff medico dei Sixers attui una procedura più decisa.



L'esito


In questo tipo di infortuni il deflusso dipende da una valutazione costante del dolore e del disagio percepiti dall'atleta. Se dovessero stabilizzarsi, ridursi o evolvere, si deciderà se passare, o meno, a metodi più invasivi.



Il punto cruciale per Philly è appunto la rivalutazione a due settimane dall'infortunio, quando lo staff medico stabilirà se ci saranno stati miglioramenti, e in caso quanto positivi possano essere da scongiurare l’intervento e procedere con la riabilitazione; oppure, se sarà il caso di sospenderla.


Non è ciò che vorremmo, ma per il talento australiano si tratta di attendere e valutare.


In ogni caso, se nella peggiore delle ipotesi Ben Simmons dovesse ricorrere all’intervento, sarebbe comunque pronto a partecipare al training camp di settembre coi Sixers.


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