• Davide Corna

L'infortunio di Joel Embiid e i Playoffs dei Sixers


FOTO: inquirer.com

Questo articolo, scritto da David Murphy per The Philadelphia Inquirer e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 1 giugno 2021.



Per qualunque tifoso Sixers che creda in una qualsiasi entità ultraterrena, questo è il momento di pregare intensamente; chi non crede può almeno accendere dell'incenso, incrociare le dita o buttarsi del sale dietro la spalla.


Lunedì notte i tifosi dei 76ers hanno sentito cinque parole micidiali: Joel Embiid si è infortunato. C'era un'unica cosa che non doveva succedere in questo primo round di Playoffs, ed è accaduta in Gara 4.


Verso la fine del pimo quarto, il lungo di Philadelphia si stava già avviando sconsolato verso gli spogliatoi, con un paio di componenti dello staff medico al seguito. Dietro la panchina dei Sixers, il presidente e il General Manager hanno lasciato i loro posti. Quaranta minuti dopo è stato annunciato ufficialmente che Joel non sarebbe tornato in campo.


Ora si vedrà cosa riusciranno a fare i 76ers. Ogni partita che Embiid salta è una possibile sconfitta. Con lui possono vincere il titolo. Senza di lui, sicuramente no.


Questo è quanto deriva dal costruire una squadra attorno a un giocatore unico come Embiid. L'impatto della sua presenza rende più evidente la sua assenza, come si è visto negli ultimi tre quarti della partita persa per 114-122 lunedì notte.


Per tre partite consecutive i Wizards hanno giocato come se fossero morenti, spacciati. Poi, a 4 minuti e 43 secondi dalla fine del primo quarto, Embiid è atterrato.


La caduta è stata brutta, ma meno catastrofica di quanto sarebbe potuta essere. Embiid stava cercando di chiudere in layup quando una stoppata di Robin Lopez l'ha spinto a terra; l'impatto con il terreno è avvenuto fra l'anca e il fondoschiena.



Embiid, poi, ha giocato per altri quattro minuti. Durante una pausa di gioco, lo si è visto accovacciarsi a metà campo, mentre sembrava stesso dando un'occhiata al suo ginocchio. Dopodichè, è uscito dalla partita.


Quanto è preoccupante il suo infortunio? Il report ufficiale dei Sixers afferma che Embiid ha lasciato la partita a causa di "dolore al ginocchio". Anche l'head coach Doc Rivers non aveva molte altre informazioni, a parte l'aver programmato un risonanza magnetica ber Embiid.


"In realtà, non lo so," ha detto Rivers dopo la vittoria dei Wizards che ha portato la serie sul 3-1. "Vorrei potervi dire qualcosa, ma proprio non lo so. So che faranno probabilmente una radiografia domani, come precauzione. Per il resto non so... vedremo."


Quello che più importa è che Embiid sia in salute per l'inizio delle Semifinali di Conference. Con o senza di lui, i Sixers dovrebbero riuscire a vincere una delle prossime tre partite. Dopotutto, i Wizards continuano ad avere tutti i loro limiti. Sono pur sempre una squadra in cui uno come Raul Neto gioca parecchi minuti, e sono pericolosamente dipendenti da Russell Westbrook, che ha sbagliato 16 dei 19 tiri che si è preso in G4. E avrebbero sempre bisogno che Davis Bertans - che si è infortunato anche lui, out per il resto della serie - giochi come un giocatore da 80 milioni.


Non c'è dubbio che le quotazioni di Philadelphia siano infinatamente maggiori con Embiid in campo, e Washington ha molte più possibilità di restare nella serie, ora che il camerunese non c'è. Quando Embiid è uscito del campo, Philadelphia era avanti di 6, nei 29 minuti successivi, hanno segnato 20 punti in meno degli avversari. Ma tre partite sono tre partite.


Con o senza Embiid, i Sixers non hanno motivi per farsi prendere dal panico. In Gara 4 hanno dovuto reinvertarsi e "improvvisare", e ci sono quasi riusciti, pareggiando sul 110 a 2:28 dalla fine della partita. Hanno avuto un ottimo apporto dalla panchina da Furkan Korkmaz e Tyrese Maxey. Hanno già vinto diverse partite quest'anno senza Embiid, non c'è motivo di dubitare che possano vincere una delle prossime.


"Dobbiamo preparare la partita presupponendo che Joel non giocherà", ha dichiarato Danny Green. "Non sappiamo quanto sia grave. Speriamo non sia niente di serio ma, a prescindere da chi sarà in campo o meno, non possiamo perdere la nostra identità. Siamo già riusciti a vincere molte partite con quintetti diversi. Nell'ultima gara, siamo andati nel panico. Abbiamo perso la nostra identità di squadra".


È fondamentale che Embiid sia a disposizione per i turni successivi. Più si guarda avanti, più le previsioni diventano incerte.


Prendiamo gli Hawks, che sono attualmente sul 3-1 contro i Knicks. Contro Embiid, sono una squadra che può creare problemi con gli accoppiamenti in attacco, ma che può fare poco contro la taglia dei Sixers sull'altro lato del campo. Contro Dwight Howard e Mike Scott da 5, invece, è tutta un'altra serie.


I Nets? Non ne parliamo neanche. E lo stesso vale per i Bucks.


"Ovviamente, abbiamo bisogno di Jo per vincere", ha detto Ben Simmons. Ma serve ancora di più. Serve che Simmons segni i tiri liberi (5/20 nella serie), soprattutto ora che i Wizards hanno certificato l'hack-a-Ben come una valida strategia per i finali di partita.


Serve che i Sixers giochino bene in difesa, che abbiano un solido contributo dalla panchina e che prendano decisioni migliori in attacco. Ma niente di tutto questo conterebbe, se non dovessero avere Embiid. È talmente ovvio che dirlo sembra quasi ridicolo.


I tifosi dei Sixers possono solo sperare e pregare.