• Claudio Biolchini

L'intervista: Kevin Knox


Il rookie sta crescendo e potrebbe essere una delle poche notizie liete per New York. E' stato a Milano per qualche giorno ed ecco cosa ha raccontato dei suoi primi mesi in NBA.

Ti aspettavi di avere successo così presto?

E' una stagione da alti e bassi. Ho lavorato molto, ho fatto del mio meglio, mi sono allenato d'estate: cose buone arriveranno. Sono partito un po' lento, ma ora ho preso ritmo e le cose stanno andando meglio.

Qual è la cosa più importante che dovrai imparare nella tua carriera NBA?

E' tutto un sali-scendi. Non ti devi rattristare, non ti devi esaltare. Quando fai una buona partita devi pensare a quella dopo, quando giochi una brutta partita devi cercare di andare oltre. Di base, non devi buttarti giù, ma continuare ad avere fiducia e non smettere mai di lavorare per migliorare.

Sei stato eletto il miglior rookie del mese di dicembre. Quanto conta per te?

E' un gran premio per me. Qualcosa di speciale da cui partire. Abbiamo molto lavoro da fare, molto deve migliorare, ma io continuerò a lavorare per avere altri riconoscimenti.

E' difficile per te giocare in una squadra come i New York Knicks?

No, davvero no. Il coach sta inserendo molti giovani per farci imparare, per insegnarci qualcosa ogni singola partita e in tutto questo giochiamo contro i migliori al mondo. Ed è una cosa buona per i giovani che devono solo andare lì e giocare.

Sei con qualcuno qui a Milano?

I miei genitori hanno deciso di non venire. Ho un fratello piccolo che gioca all'high school e mia madre lo segue. Sarà comunque una grande esperienza specialmente andare a Londra.

Sei eccitato per essere qui?

Milano è una bella città, ho girato un po' e ho tante cose da fare, ma mi guardo intorno... e mi sembra di essere a New York.

Dopo un anno e mezzo Kristaps tornerà, e dopo essere stato una scelta alta al draft sarà free agent. Cosa ti aspetti dalla prossima stagione?

Non penso alla prossima stagione. Sta lavorando duro sul campo, mi sono allenato con lui. Per il resto, dipende da cosa farà o da chi arriverà. C'è molto da lavorare già da quest'anno, ancora molte partite da giocare. Metà stagione è andata e io cerco di migliorarmi ogni giorno: non guardo avanti, cerco di pensare una partita alla volta.

Giocherete contro gli Washington Wizards.

Ci abbiamo giocato un po' di volte, sappiamo cosa sanno fare. Hanno giocatori come John Wall (fuori per infortunio) e Bradley Beal, stanno giocando un buon basket ora, ma abbiamo dei giovani che possono difendere. Dobbiamo solo fare la nostra partita: quando giochiamo bene, sappiamo cosa siamo in grado di fare.

Cosa significa per una squadra andare in altri paesi e affrontare una gara speciale, in una città nuova?

Sì, questo è grandioso. Un po' quello di cui abbiamo bisogno: un'altra opportunità per migliorarci, soprattutto per ragazzi giovani come me. Giocare a Londra, o comunque in Europa, conoscere i fan londinesi... sarà una grande esperienza.

Sei mai stato fuori dagli Stati Uniti?

Sì, sono stato in Argentina e in Spagna quando giocavo per la Nazionale giovanile statunitense.

A proposito di leadership, a chi ti ispiri o fai affidamento in squadra?

I più importanti sono Lance Thomas e Courtney Lee: hanno tanta esperienza, anche di partite di Playoffs. Specialmente Courtney ti aiuta, ti dà consigli: per qualsiasi cosa, dentro e fuori dal campo, è l'uomo da cui vado.

#kevinknox #NewYorkKnicks #kristapsporzingis

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