• Marco Cavalletti

Ja Morant, un rookie speciale


© FOTO: The Lead Sports Media

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Arrivando al Draft di questa stagione, Ja Morant era considerato la potenziale miglior point guard del futuro della NBA. Il suo atletismo e il suo playmaking gli sono valsi paragoni con star della Lega quali John Wall e Russell Westbrook. E finora, nella stagione, il giovane da Murray State sta rispettando le pur altissime aspettative.

Morant è una spanna sopra l’intera classe di rookie di quest’anno, che guida in punti e in assist. Nel corso della prima metà del suo primo anno in NBA, Morant sta disputando una stagione da matricola migliore di tutti quei giocatori a cui veniva comunemente paragonato.

Il suo inizio in NBA

Medie per partita: 29.7 minuti, 17.7 punti, 7.1 assist, 3.4 rimbalzi, 1.1 rubate, 0.3 stoppate, 3.1 palle perse, 49/39/78 al tiro.

Record della squadra: 24-25

Il gioco di Morant appare un po’ in stile "vecchia scuola", con la penetrazione, piuttosto che il tiro da fuori, a farla da padrone. La sua capacità di creare una volta che attacca il canestro è di primissima fascia. Paragonata a quello delle altre guardie al primo anno (con un minutaggio rilevante) nel corso dell’ultimo decennio, la percentuale di utilizzo del tiro da tre punti da parte di Morant è la più bassa in assoluto. Tuttavia, la sua effective field goal percentage (la più alta) e la sua percentuale al tiro da tre (39%) raccontano tutta un’altra storia.

Il suo playmaking si è rivelato ottimo come pronosticato, e la matricola è ormai il pezzo centrale del nuovo attacco dei Grizzlies. Solo tre rookie NBA hanno fatto registrare medie di 17+ punti e 6+ assist in questo secolo: Steve Francis, Damian Lillard e Trae Young.

Ja, poi, ha ricoperto da subito un ruolo da leader, e da lì ha prosperato. Ha guidato la squadra ad una striscia di 12 partite con oltre 110 punti segnati, contribuendo con 17.2 punti e 7.3 assist.

Tutta un’altra razza

Come già detto, Morant ha suscitato molti paragoni prima del Draft, la maggior parte dei quali erano con guardie super atletiche. Benché questa descrizione calzi perfettamente, non racchiude tutte le sfaccettature del suo gioco. Ecco, quindi, il confronto con le stagioni da rookie dei suoi predecessori.

Russell Westbrook

Medie per partita: 30.7 minuti, 14.1 punti, 5 assist, 4.2 rimbalzi, 1.5 rubate, 0.2 stoppate, 3 palle perse, 41/30/78 al tiro

Record della squadra a metà stagione: 8-33

I più guardano a Ja Morant e immediatamente vedono in lui Russell Westbrook. Ed è facile capire il perché. Entrambi sono atleti esplosivi che giocano con incredibile aggressività. Entrambi hanno un rimarchevole fattore “swagger” e non si tirano indietro di fronte a nessuno.

Benché Russ non fosse un grande passatore nel 2008, ora lo è diventato, e si è affermato più e più volte fra i migliori della Lega in termini di assist. Morant potrà anche non diventare la macchina da triple doppie che è Westbrook, ma è decisamente un prodotto più raffinato nella stagione da rookie, e il potenziale è molto simile.

Le cifre di Morant sono simili a quelle di Russ. Il divario più significativo si riscontra alla voce punti, dove Ja è avanti di 4. Inoltre, il rookie dei Grizzlies smista 2 assist a partita in più di quanto non facesse Westbrook. L’ex rookie dei Thunder giocò tutte e 41 le partite, mentre Morant ne ha giocate 35. I Grizzlies hanno un record molto migliore di quei Thunder. Tutto il resto è pressoché identico.

Tuttavia, quello che di più separa i due giocatori è l’efficienza. C’è una differenza significativa fra le loro percentuali dal campo e da tre punti. Vero, il gioco si è spostato molto di più verso il perimetro rispetto al 2008, e l’efficienza dalla lunga distanza non era un prerequisito fondamentale per le guardie. Morant, d’altro canto, è approdato in una Lega dominata dal tiro da tre punti, e sta lavorando sodo per mettere in mostra le sue capacità balistiche, specialmente quando viene lasciato solo dalle difese. Al momento, Morant sta tirando con il 39% su 2.2 tentativi a partita. Westbrook non ha mai superato il 34% in carriera.

Derrick Rose

Medie per partita: 37.5 minuti, 16.8 punti, 6.3 assist, 3.5 rimbalzi, 0.8 rubate, 0.2 rubate, 2.5 palle perse, 46/29/78 al tiro

Record della squadra dopo 41 partite: 18-23

Come affermato da Shannon Sharpe nel video qui sopra, l’atletismo di Morant ricorda molto quello del primissimo Derrick Rose. Le statistiche danno ragione a Sharpe, in quanto i numeri di Ja sono quasi identici a quelli di Rose. I due hanno uno stile di gioco molto simile. Rose, più di Westbrook, usava il suo palleggio per penetrare in area. Morant fa lo stesso, battendo spesso l’uomo in uno contro uno prima di esplodere verso il canestro.

Tuttavia, la cifra che di più risalta in questo raffronto è quella degli incredibili 37 minuti a partita di Rose. È un minutaggio alto per chiunque, figurarsi per un rookie. Morant, insomma, sta facendo poco più di Rose in molto meno tempo. I minuti della matricola dei Grizzlies vengono attentamente monitorati, benché siano meno ristretti adesso. Anche qui, il vantaggio principale di Morant è il tiro da tre punti. Nel corso della carriera Rose è migliorato sensibilmente sotto quell’aspetto, ma l’ex Bulls vanta una sola stagione sopra il 35%.

I Bulls di Rose sono la squadra con il miglior record al di fuori dei Grizzlies di Morant. Rose vinse il premio di ROY, e la squadra concluse con il record di 41-41. Approdarono ai Playoffs, pur perdendo al primo round. I Grizzlies di Morant, ampiamente grazie a quest’ultimo, sembrano essere sulla stessa lunghezza d’onda, con Memphis all’ottavo posto ad Ovest. Infine, anche Ja sembra essere il candidato principale per il titolo di rookie dell’anno.

Steve Francis

Medie a partita: 35.5 minuti, 18 punti, 7 assist, 4.8 rimbalzi, 1.4 rubate, 0.3 stoppate, 4 palle perse, 45/31/77 al tiro

Record della squadra dopo 41 partite: 16-25

Per quanto ai fan dei Grizzlies non possa piacere, Steve Francis potrebbe essere il miglior paragone statistico per Ja Morant. È incredibile quanto le stagioni da rookie dei due giocatori siano simili finora. I loro stili di gioco sono differenti, ma sembrano identici sulla carta.

Innanzitutto, sono stati scelti entrambi alla n.2 dai Grizzlies, solo in due città diverse. Francis, tuttavia, non giocò mai per la franchigia, e richiese di essere scambiato immediatamente. Morant, d’altro canto, ha da subito abbracciato la squadra e la causa di Memphis, portando i Grizzlies a nuove altezze.

Le statistiche di Morant sono pressoché identiche a quelle di Francis, anche se non sarebbe affatto peregrino pensare che Morant farebbe meglio di Francis se giocasse gli stessi minuti. Entrambi i giocatori hanno passato la loro prima stagione rivestendo i panni della giovane superstar in una squadra in ricostruzione. I Rockets di Francis venivano dai grandi anni ‘90, in cui avevano conquistato due titoli. I Grizzlies di Morant hanno appena concluso un decennio nel quale sono approdati ai Playoffs sette volte.

Benché sia difficile individuare grosse differenze statistiche, sarà la crescita di Morant nei prossimi anni che aiuterà di più a risolvere questo paragone. Francis è stato il centro della ricostruzione a Houston, ma non è mai stato in grado di portare la squadra al successo nei Playoffs, anche a causa degli infortuni che hanno compromesso la sua carriera. Se Morant riuscirà a condurre i Grizzlies al successo giocando con continuità fisica, sorpasserà Francis.

De’Aaron Fox

Medie per partita: 26.1 minuti, 10.1 punti, 4.1 assist, 2.7 rimbalzi, 1 rubata, 0.2 stoppate, 2.4 palle perse, 41/30/68 al tiro

Record della squadra dopo 41 partite: 13-28

Il giocatore più giovane in questa lista, De’Aaron Fox, è stato la quinta scelta assoluta nel 2017. La sua analisi pre-Draft è identica a quella di Morant: atleta da campo aperto di prima fascia con tiro limitato. Come affermato da Mike Schmitz nel video qui sopra, Fox e Morant sono molto simili anche come struttura fisica. Seppure il paragone stilistico sia sensato, Morant ha dimostrato di poter fare molto meglio di Fox a parità di sviluppo della carriera.

Statisticamente, Morant è meglio di Fox sotto praticamente ogni aspetto. Produce 8 punti e 3 assist in più, e ha migliori percentuali al tiro. Fox non è sempre stato titolare nel suo anno da matricola, ma ha giocato solo 3 minuti in meno a partita. Tuttavia, lo schema dello sviluppo di Fox è quello che sembra più probabile anche per Morant.

Fox è inoltre l’unico giocatore della lista ad essere approdato in NBA nello stesso periodo storico dominato dal tiro da tre punti. Anche Fox ha beneficiato dell’incremento nell’uso delle statistiche, e deve ancora superare i 32 minuti a partita nel corso di una stagione. I Grizzlies potrebbero “copiare” lo sviluppo di Fox con Morant, che come detto ha un punto di partenza ancora migliore. Fox ha aumentato efficienza, numero di assist e medie realizzative ogni anno, nonostante degli incrementi di minutaggio solo relativi.

I minuti controllati di Fox gli hanno permesso di massimizzare l’efficacia evitando allo stesso tempo gli infortuni, problema fin troppo ricorrente per le guardie estremamente atletiche. I Kings non hanno mai trascurato questo aspetto con Fox, e i Grizzlies stanno facendo lo stesso con Morant.

John Wall

Medie per partita: 37 minuti, 15.1 punti, 9.4 assist, 3.8 rimbalzi, 1.9 rubate, 0.4 stoppate, 3.9 palle perse, 40/29/80 al tiro

Record della squadra dopo 41 partite: 12-29

A chiudere la lista, John Wall. Wall è stato ritenuto un atleta e un playmaker pronto per la NBA, e lo ha dimostrato fin da subito. John ha chiuso la prima metà della sua prima stagione a quasi una doppia doppia di media, pur giocando solo 29 partite. La point guard dei Wizards ha giocato il minor numero di partite di tutti in questa lista, ma con la seconda media di minuti più alta.

Wall batte Morant nettamente in assist e rubate, e benché la differenza in entrambi i parametri possa essere attribuita al diverso minutaggio, dietro c’è molto di più dei semplici numeri. Wall è entrato nella Lega fisicamente più preparato di Morant, e ha un’apertura alare più ampia, due aspetti che hanno contribuito al divario nelle palle rubate. La differenza negli assist deriva dalle diverse opzioni offensive a disposizione delle due squadre: attorno a Wall, i Wizards avevano sette giocatori da doppia cifra, mentre i Grizzlies solo cinque.

I principali vantaggi di Morant sono l’efficienza, le capacità realizzative e le vittorie della squadra. I Wizards di John Wall chiusero la stagione con un record di 23-59. I Grizzlies di Morant hanno già raggiunto un numero superiore di vittorie a inizio febbraio.

Un aspetto che rende Wall simile a Morant, ma unico rispetto agli altri, è... l’utilizzo di internet per creare hype. Tutti i giocatori qui nominati erano molto attesi al loro ingresso nella Lega, ma l’hype intorno a Wall fu il primo ad essere costruito grazie alla rete.

L’HoopMixtape di Wall era diventato un video virale, cosa unica a quel tempo. Fu scritta perfino una canzone sul famoso ballo prepartita di Wall. Oggi, internet è la fonte principale di hype, e Morant ha suscitato un discreto interesse dopo questa schiacciata.

© The Lead Sports Media

Questo articolo, scritto da Richmond Bailey Caldwell per The Lead Sports Media e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 23 gennaio 2020.

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