• Alessandro Di Marzo

L'importanza di Jakob Poeltl per i San Antonio Spurs

Considerato pochissimo dai fan NBA, l’austriaco si sta dimostrando sempre più pronto per essere il centro di cui San Antonio ha bisogno.



Questo articolo, scritto da Dylan Carter per Air Alamo e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 12 aprile 2021.


Durante le prime due stagioni di Jakob Poeltl ai San Antonio Spurs è stato chiaramente LaMarcus Aldridge il lungo di riferimento della squadra, a discapito dell'ex Raptor, scelto proprio dalla franchigia canadese con la nona chiamata assoluta nel Draft 2016 dopo un ottimo anno da sophomore a Utah. Il suo sviluppo, finora, è stato graduale, e oggi Poeltl si sta rivelando un elemento importante per il post-Aldridge, passato ai Nets.

Da inizio Regular Season ha giocato 32 partite da titolare, con medie di 26.0 minuti, 9.8 punti, 9.0 rimbalzi e 1.8 stoppate a gara - numeri di certo non strabilianti, ma ciò che lo rende speciale è la qualità delle sue letture in campo, scelte sempre intelligenti e mirate a rendere il gioco più facile per i compagni.


Molti credono che i suoi compiti si limitino alla difesa e ai rimbalzi: queste sono indubbiamente qualità importanti del suo gioco, che tuttavia sta acquisendo sempre maggiori sfumature, rendendo il 25enne un giocatore alquanto diverso da quello dei primi tempi a Toronto.


Invece di reagire alle giocate, l’austriaco sta via via acquisendo la capacità di leggere in anticipo le intenzioni degli attaccanti e questo lo aiuta molto in difesa. La sua mobilità è migliorata nel tempo, permettendogli di reggere meglio anche contro ottimi ball-handler. Sta facendo vedere buone cose contro le squadre che cercano di farlo allontanare dall'area.



Offensivamente, Poeltl è diventato più pericoloso vicino a canestro. Non ha una spiccata verticalità, ma è comunque molto efficace nel pitturato.


Uno dei più importanti miglioramenti ha riguardato le sue doti di finishing: il numero #25 sta infatti diventando più coordinato e abile a gestire la pressione difensiva, con un lavoro di piedi e buone letture che gli stanno permettendo di subire meno stoppate. Da quando ha iniziato a giocare in quintetto con regolarità, ha la quinta miglior percentuale di conversione nella restricted area, punto del campo da cui fa partite la maggior parte dei suoi tiri, oltre a qualche occasionale floater dal mid-range.


Un aspetto da migliorare urgentemente, assieme al tiro dalla media distanza, dovrà essere quello dei tiri liberi, che segna con una pessima percentuale del 41.3% (50.9% in carriera).


Ad ogni modo, la capacità del sistema Spurs di mettere in luce le sue qualità e nasconderne le debolezze è notevole. Una dimostrazione è data dal suo miglioramento nella qualità dei passaggi: sono 14 le partite terminate con almeno 3 assist, di cui 2 consecutive con 5+ assist.


Non è un caso che Poeltl abbia il miglior on/off differential della squadra (+11.8 punti per 100 possessi): si sta integrando benissimo, lavorando duramente ed essendo consapevole dei compiti da svolgere su entrambi i lati del campo.


Insomma, Poeltl sta pian piano diventando uno “Sperone” a tutto tondo. La franchigia ha investito su di lui, e l'austriaco da titolare ha risposto postivamente (motivo per il quale bisognerà gestire saggiamente l'arrivo di Gorgui Dieng).