• Lorenzo Lecce

Jalen Green ha scardinato il sistema NCAA

Potrebbe essere l'apertura a una rivoluzione epocale, in grado di cambiare le carte in tavola per gli atleti in uscita dall' high school


FOTO: fiba.basketball

G-League.

G-League, avete capito bene.


Il giocatore, indicato da tutti come il miglior prospetto della classe 2020, ha deciso di saltare il college e diventare un professionista.


Jalen Green, tuttavia, non ha deciso di attraversare l'Oceano come molti altri suoi colleghi, come Brandon Jennings aveva fatto a suo tempo venendo in Italia, o come LaMelo Ball e RJ Hampton che sono andati in Australia. No, Green ha deciso di farlo nel suo Paese, andando contro a un sistema potentissimo come quello della NCAA, che, offrendo borse di studio a studenti spesso in precarie condizioni economiche, genera un indotto di oltre un miliardo di dollari senza sborsare un centesimo per gli stipendi di chi rende effettivamente possibile tutto ciò, ovvero gli atleti.


Per comprendere appieno la portata della decisione di Green è necessario sapere chi sia. Se non ne avete mai sentito parlare si tratta di una guardia di 196 cm per 82 kg, valutata dalle tre principali fonti per lo scouting (ESPN lo colloca al primo posto del ranking 2020, Rivals al secondo e 247 Sports al terzo) come un "5 star recruit", ovvero il massimo della valutazione.


Eccovi un assaggio delle sue capacità.



Jalen Green ha un curriculum notevole nonostante la giovanissima età: ha vinto due Central Division II Championship nei tre anni di permanenza a San Joaquin Memorial e il Grind Session Championship nell'anno da Senior a Prolific Prep. Escludendo l'anno da Freshman, siamo oltre i 30 punti e 7 rimbalzi di media a partita a livello di high school. Ha inoltre vinto numerosi premi individuali, tra cui MaxPreps National Sophomore of the Year e Sports Illustrated All-American Player of the Year. È stato selezionato anche per giocare il McDonald's All American Game, il Jordan Brand Classic e il Nike Hoop Summit (ma tutti e tre gli eventi sono stati cancellati a causa del Coronavirus). Green, infine, ha già in bacheca anche tre medaglie d'oro con la Nazionale americana, vincendo il Mondiale U18, di cui è stato eletto MVP, il Mondiale U19 e i FIBA Americas Champhionship U16.


Sua madre ha origini filippine e ciò lo rende eleggibile per rappresentare le Filippine nelle competizioni internazionali, qualora non dovesse continuare il suo cammino con Team USA. La fanbase filippina è impressionante e là è già un eroe nazionale - il suo soprannome, infatti, è semplicemnte "Idol".


Jalen Green ha tutto. Talento, atletismo e seguito internazionale, e invece di scegliere Auburn o Memphis è andato in G-League, con grande soddisfazione di Adam Silver, che da ora potrebbe mettere le mani su qualcosa che è sempre stato di esclusivo utilizzo della NCAA. Il commissioner potrebbe approfittare della decisione di Green per "rubare" sempre più talenti alle più prestigiose università americane, rendendo la G-League una vera e propria Devolopment League, non solo per undrafted e "scarti" della Lega, ma anche per giovani talenti che tutto il mondo guarderebbe. Per farvi un esempio della perdita che subirebbe la NCAA, pensate che Georgetown registra una media di spettatori ben più alta dei Washington Wizards.


E se 15 mila persone invece di andare a vedere una partita di college andassero a vedere un'ipotetica South Bay Lakers - Rio Grande Valley Vipers? E se questa ipotetica partita, in cui si sfidano i due migliori prospetti, fosse trasmessa in diretta nazionale? Sarebbe uno smacco da milioni di dollari per la NCAA...


FOTO: Chooks to Go

Green ha deciso di andare in G-League anche per via dell'incredibile offerta che gli è stata proposta: stipendio annuo di 500mila dollari e una borsa di studio collegiale garantita, che può utilizzare quando vuole. La squadra in questione è appena nata e si collocherà a Los Angeles, con la particolarità di essere un team appositamente pensato per lo sviluppo e la preparazione dei giocatori per il salto in NBA.


Il programma è stato strutturato da Adam Silver, Shareef Abdur-Rahim e Rod Strickland, le più alte autorità di NBA e G-League, per dare ai giovani giocatori una preparazione tecnica e psicologica senza rivali. I giovani saranno guidati da veterani NBA e staff che preparerà loro alla vita nella National Basketball Association. L'incremento di salario (da 125mila a 500mila) offerto ai giocatori di high school ha poi giocato un ruolo fondamentale e costituisce già una forma di retribuzione totalmente assente in NCAA.


Jalen Green è stato il primo, ma non sarà l'ultimo. Un secondo caso, anzi, è già stato registrato. Isaiah Todd, altro "5 star recruit", ha annunciato che non andrà a Michigan, con cui pare avesse un accordo verbale, ma firmerà in G-League.


Quando nel 2005 fu introdotto il limite di età per accedere al Draft NBA, si voleva arginare il fenomeno delle high school star - come Kobe Bryant e Kevin Garnett - che andavano direttamente nella Lega saltando il college. Ora, forse, è stata trovata la migliore soluzione possibile.


Aprile 2020 verrà sicuramente ricordato, in America e nel resto del Mondo, come il mese in cui il Covid-19 ha colpito più duramente; ma tra qualche anno potrebbe anche essere ricordato come l'inizio di una nuova era per la NBA, la G-League e tutti quei ragazzi che non vogliono sottomettersi a un sistema ingiusto come quello della NCAA.





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