• Alberto Pucci

J-Kidd e la Bay Area

Jason Kidd ha parlato dei suoi mentori e dell'importanza per la sua carriera NBA di essere cresciuto nella Baia.


FOTO: NBA.com

Questo articolo è stato scritto da Marc J Spears per The Undefeated e tradotto in italiano da Alberto Pucci per Around the Game.



Jason Kidd è nato a San Francisco e per tanti anni ha passato in questa città i propri mesi di offseason. Tuttavia, come ha raccontato a The Undefeated, il dieci volte All-Star è in realtà cresciuto in un altro dei centri della Bay Area.


“Ci siamo trasferiti ad Oakland quando avevo tre anni”, ha raccontato Kidd, con in testa un cappello proprio degli Athletics, la franchigia di baseball della città. “Chissà cosa sarebbe successo se non l’avessimo fatto...”


Forse non sarebbe diventato la leggenda NBA che conosciamo oggi.


L'attuale assistant coach dei Lakers, infatti, ha sempre ricordato come il suo trasloco a “The Town” sia stato cruciale per la sua carriera, in quanto la città è stata in grado di fornirgli una lunga serie di mentori sportivi a cui guardare e ispirarsi per raggiungere il proprio potenziale.

“É un posto speciale, è il posto che mi ha aiutato a diventare il giocatore che conoscete. Tutti sono concordi nel dire che riuscivo a sempre a trovare la strada per vincere, ed è proprio questo quello che mi ha insegnato Oakland: vincere. Sono stato molto fortunato a vivere vicino ad atleti professionisti e a poter seguire i miei sogni.”

Durante i suoi 19 anni in NBA, Jason Kidd è stato co-Rookie dell’Anno (insieme a Grant Hill, con cui ha condiviso anche l’introduzione nella Hall of Fame nel 2018), 10 volte All-Star, campione NBA con Dallas (2011), due volte campione della Eastern Conference con i Nets, quattro volte nell'All-Defensive Team e cinque volte nel primo quintetto All-NBA.


In questa intervista ha raccontato quali sono stati gli idoli che lo hanno portato da Oakland alla Hall of Fame, dalla Baia al Titolo NBA.



L’incontro con Sua Maestà


Quando Jason andava alle elementari, il suo padrino di battesimo - l’ex-NBA Jim Hadnot - lo ha presentato a una delle più brillanti stelle cestistiche originarie della Baia: Bill Russell.

“Non sapevo chi fosse, era alto e con una voce spaventosa. L’ho conosciuto a 9-10 anni. Immagina un bambino che vede lui e Mr. Hadnot, due giganti di oltre due metri, seduti nel tuo salotto. Di solito cercavo di passare dalla sala da pranzo per evitare di passare davanti a quei due... Ero di fronte a una leggenda, ma non lo sapevo. Poi, però, l’ho imparato.”

FOTO: NBA.com

Russell, con i suoi 11 titoli vinti, è da molti considerato il più grande sportivo americano di sempre. Nella Baia si è distinto con le canotte di McClymonds High School e quella dell’Università di San Francisco. La sua mentalità vincente è stata negli anni una grande ispirazione per il giovane Jason.

“Avevo davanti a me un grandissimo giocatore, uno che è riuscito a dominare in un’epoca in cui c’era ancora una tensione razziale fortissima. É un grande uomo, un aristocratico di questo gioco. Rappresenta tutto quello che si può desiderare di essere: un vincente.”


I Raiders


Due degli amici d’infanzia di Kidd sono i figli della leggenda del football Art Shell: Arthur e Christopher. I tre ragazzi andavano spesso insieme alle partite degli allora Oakland Raiders e passavano il tempo prima e dopo le sfide casalinghe all’interno dello spogliatoio.


Dei suoi mesi a contatto con la franchigia oggi a Las Vegas, J-Kidd porta ancora oggi dietro la grande professionalità di cui è stato testimone.

“Il mio migliore amico alle elementari era Chris Shell. Art, suo padre, era un uomo di poche parole. Usava soprattutto l’intimidazione.”
“In Regular Season mi permettevano di passare del tempo nello spogliatoio con i giocatori. Lì ho imparato l'importanza della professionalità e del rispetto dei ruoli.”

Le partitelle contro Mullin e Hardaway


Durante gli anni dell’High School ad Alameda, un’isola vicina a Oakland, Kidd è stato nominato tra i migliori giocatori liceali del Paese da diverse riviste specializzate. Per un caso del destino, nello stesso periodo i Warriors hanno iniziato ad allenarsi nel vicino campus del College di Alameda.


La franchigia, sempre bisognosa di sparring partner, decise quindi di invitare la giovane stella locale ad alcune partite amichevoli giocate durante l’offseason.

“Fu una combinazione perfetta, Marciulonis è venuto a scuola e abbiamo giocato. Lo stesso hanno fatto Mullin, Richmond, Peterson. Alla fine, Donnie Nelson Jr [figlio del leggendario coach] mi ha invitato al campus per giocare contro Rod Higgins e i ragazzi. Io, un ragazzino al terzo anno di liceo, che gioco contro dei professionisti. A ripensarci è folle”.
“Avevano due squadre di giocatori di rotazione, io giocavo nella terza. Prima di tutto, ricordo che Tim Hardaway era un mostro. E poi, in queste partite Mullin mi ha insegnato che non bisogna sempre andare a cento all’ora, ma che bisogna pensare in campo. Sempre. È stato veramente un periodo importante per me.”



I Bash Brothers


Kidd ha incontrato per la prima volta il manager degli Oakland Athletics, Tony La Russa, in occasione degli Oakland Tribune Sport Awards. Dopo la serata, La Russa ha invitato Kidd a giocare una partitella con i suoi ragazzi, vincitori di tre World Series consecutive tra il 1988 ed il 1990.

“Ho conosciuto e giocato con Jose Canseco e Mark McGwire mentre ero un liceale. Tony La Russa mi ha invitato perché sapeva che amavo il baseball. Vivevano tutti ad Alameda, così ogni tanto giocavamo. La Russa mi diceva ‘Jason, passa a trovarci’ - e io andavo. Mi dicevano di lanciare per primo e mi facevano giocare un po’ ".

Alla domanda su cosa gli abbiano insegnato le due stelle del baseball, Kidd non sembra avere dubbi:

“Mi hanno insegnato a credere nei miei sogni. Solo se lavori duro, ogni giorno, puoi diventare una star.”

GP e B-Shaw


Dal punto di vista cestistico, invece, ad insegnare molto a Kidd durante i suoi anni nella Bay Area sono stati due nativi di Oakland e guardie NBA: Gary Payton e Brian Shaw.


I due, entrambi campioni NBA, hanno preso Jason sotto la loro ala prima ancora che arrivasse in NBA, giocandoci anche insieme in una delle migliori squadre Pro-Am che San Francisco abbia mai messo in campo.

“Mi distruggevano. Gary era una combinazione esplosiva... Mi ha preparato a tutto. Tutte quelle umiliazioni in campo erano educative, loro due erano come i miei fratelli maggiori. Per questo li porto sempre con me, li ricordo come le persone che più di ogni altro mi hanno permesso di realizzare tutto ciò che ho realizzato. Mi trovavo nel posto giusto al momento giusto: Payton, B-Shaw, Greg Foster. Avevo giocato per il padre di Gary in AAU, poi sono passato da quello a giocare con suo figlio. Che storia.”

Kidd è fiero di essere parte della ricchissima storia cestistica di Oakland e non dimenticherà mai l’influenza che questa ha avuto su di lui.

“É una cultura cestistica ricca, profonda. Se ne dovrebbe parlare di più, si dovrebbe elevarla, perché non è facile creare un ambiente del genere. Ogni giorno si scrive qualcosa di nuovo nella sua storia.”

Oakland ha prodotto Hall of Famer come Kidd, Russell, Payton, Pollard e Shaw. Tra i giocatori non introdotti a Springfield, poi, troviamo anche Damian Lillard, Paul Silas, Antonio Davis, R Rider, Drew Gooden e tanti altri ancora.


Kidd oggi dà seguito alla tradizione restando in stretto contatto con Lillard, ma auspica di fare di più fuori dal campo, aiutando le aziende di Oakland e della Bay Area.

“Io sono arrivato pronto perché sono stato preparato da tanti campioni. Oggi, come veterano di questo mestiere, devo restituire alla comunità, facendo lo stesso con i giovani - cosicché anche loro, quando avranno dei giovani da istruire, sapranno come comportarsi.”