• Marco Marchese

Joel Embiid: The Process 2.0

Il gioco dei Philadelphia 76ers si sta plasmando sulle sue caratteristiche e Joel Embiid sta rispondendo con una stagione impressionante. In qualcosa, però, c'è ancora margine di miglioramento.


Questo articolo, scritto da Brian Haedrich per Philly Sports Nation e tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game, è stato pubblicato in data 3 marzo 2021.



È innegabile che Joel Embiid sia il miglior giocatore visto fin qui nella lega. Gli spazi aperti da Danny Green e Seth Curry hanno avuto un effetto molto positivo sul gioco di The Process. In media sta mandando a referto più di 30 punti a partita (career high), con un eccellente 65% dal mid-range e un dominio totale nel pitturato.


Il suo strapotere offensivo lo mette in condizione di dominare gli avversari un possesso dopo l'altro. Poco o nulla di nuovo rispetto al passato, ma adesso Joel riesce a gestire molto meglio i raddoppi. Il suo passaggio di uscita, in questi casi, è diventato molto più rapido e arriva con continuità al tiratore libero. Questa è una caratteristica che Embiid ha migliorato nel corso della scorsa offseason, con ottimi risultati per i Sixers.


L'effetto derivato dalla potenza offensiva che Joel ha a disposizione e dalla sua accresciuta capacità di punire (e quindi scoraggiare) i raddoppi, però, è simile a ciò che è stato visto a Houston durante la permanenza di James Harden. Una volta che la palla è nelle mani di Joel, gli altri quattro giocatori di Philadelphia tendono a occupare il perimetro senza muoversi. Numeri e colpo d’occhio lo confermano. Per NBA.com, i Sixers sono i primi per punti realizzati in post-up (17) e per FTA in post-up. Realizzano però un solo assist a partita proveniente da questa situazione, assestandosi al 21esimo posto nella lega.


Osservando il loro gioco, si nota come in presenza di un post-up di Embiid, intorno a lui scarseggino in particolar modo i tagli offensivi. Eppure, rispetto al passato Joel è molto migliorato quando viene raddoppiato e deve servire un compagno in una situazione dinamica (a volte perdeva banalmente dei palloni, in passato). Embiid ha chiaramente lavorato sulla sua tecnica di passaggio, e coach Doc Rivers ne dovrebbe cogliere ulteriormente i vantaggi.



Joel non è e non sarà mai tra i migliori assistmen dell'NBA. Non sarà mai Nikola Jokic. Tuttavia, sfruttare con diverse soluzioni il suo miglioramento come passatore renderebbe più difficile il lavoro delle difese avversarie. Oltretutto, i tagli a volte possono semplificare il passaggio per il giocatore sul quale avviene il raddoppio difensivo.


Servire i giocatori che tagliano negli spazi non è una cosa che Philadelphia deve fare ogni volta che The Process tocca palla, ma semplicemente un’ulteriore freccia nella faretra - in vista dei Playoffs, soprattutto - contro difese concentrate sul limitare Embiid.