• Andrea Lamperti

Jokic e Murray ci stupiranno ancora?


FOTO: NBA.com

La stagione 2020/21 ci dirà molto su questi Denver Nuggets, che sono reduci da un’esperienza a dir poco positiva - oltre ogni aspettativa - nella bubble di Orlando; e che ora, tornando in Colorado e alla “normalità” (o quasi) delle arene NBA, saranno chiamati alla prova più difficile: ripetersi.


Riuscire a superare il risultato raccolto negli scorsi Playoffs sarà un’impresa molto difficile per i ragazzi di coach Malone, la cui corsa - a fine settembre (!) - è terminata alle Western Conference Finals, per mano dei Lakers futuri campioni NBA. Replicare una campagna simile in post-season sarebbe un successo per l’organizzazione, soprattutto se consideriamo che oltre alle due squadre di Los Angeles (che si presentano ancora come favorite) ci sono diversi team a Ovest che si sono rafforzati notevolmente - Suns e Blazers su tutti, ma anche Mavs e Jazz se teniamo conto del “plus” di esperienza accumulata e dei recuperi dagli infortuni.


La strada verso la prossima Regular Season (al via il 22 dicembre) è iniziata non senza difficoltà per Nikola Jokic, Jamal Murray e compagni, che in Free Agency hanno perso Jerami Grant, una delle migliori ali two-way della Lega (gli scorsi Playoffs parlano per lui), ma anche Mason Plumlee e Torrey Craig, che garantivano tanta energia alla second unit.


Oltre alla ri-firma di Paul Millsap, sono stati aggiunti al roster Facundo Campazzo e JaMychal Green, più le due scelte al Draft: Zeke Nnaji (pick 22) e RJ Hampton (24). L’impatto del supporting cast, sulla carta “impoverito” rispetto all’anno scorso, sarà tutto da testare.


Se Murray e Jokic hanno vissuto l’anno della consacrazione e ora sono attesi alla (non scontata) prova della ri-conferma, chi nei prossimi mesi è chiamato al salto di qualità è indubbiamente Michael Porter Jr - che, a detta delle due stelle, “è un ragazzo in cui i Nuggets credono molto”. MPJ ha messo in mostra tutto il proprio potenziale a Disney World, ma ora deve trasformare quei lampi di talento in qualcosa di più concreto e costante; e la propria difesa... in qualcosa di vagamente presentabile (o quantomeno “nascondibile”) per coach Malone.


Insomma, i Nuggets sono stati eccezionali negli scorsi Playoffs. Hanno dimostrato resilienza - rimontando due volte da 1-3, con Jazz e Clippers - ma anche maturità e solidità. Più di quanto chiunque si aspettasse. E ora? Riusciranno a sorprendere l’intera Western Conference, di nuovo, nel 2021? "Ora sappiamo cosa siamo in grado di fare", ha detto Jokic.


Di questo, e non solo, si è parlato insieme al Joker e a Murray durante la videocall per media internazionali (parte del Media Day dei Nuggets) cui abbiamo partecipato questa sera. Ecco alcuni degli estratti più interessanti emersi.


FOTO: Zoom Call / Media Day Denver Nuggets

Jokic sul suo stato di forma, dopo una stagione durata un intero anno solare e un’offseason più corta del solito:

“Mi sento riposato. Al momento il mio corpo è nella condizione in cui dovrebbe essere; e io, in generale, sono nella forma fisica in cui dovrei essere.”

Jokic su come è cambiato il roster nell’ultimo mese e sul sistema di gioco della squadra:

“Non credo che cambieremo rispetto all’anno scorso. Il nostro sistema ha funzionato, siamo arrivati alle Conference Finals. E anche se abbiamo perso Grant, Plumlee e Craig, il nucleo è sempre lo stesso. Campazzo è un ottimo giocatore, sono contento di poter giocare con lui. E JaMychal Green è un ottimo fit per noi... credo che sia quel tipo di giocatore – ‘that kind of dog’ - di cui abbiamo bisogno.”

Jokic sulle due favorite a Ovest, Lakers e Clippers:

“I Lakers ovviamente saranno forti. Ma mi interessa poco, onestamente. Siamo concentrati su noi stessi. (...) E ancora oggi sento parlare di come i Clippers abbiano perso quella serie, e non di come l'abbiano vinta i Nuggets. Ma sono chiacchiere, e mi interessano fino a un certo punto.”

Jokic sul suo matrimonio, organizzato quasi completamente dalla moglie:

“Ha fatto tutto lei... Io ero praticamente il testimone!”


Murray sulle tempistiche di questa offseason e sul suo minutaggio nella prossima stagione:

“Ci sono squadre che hanno avuto 10 mesi per riposarsi e prepararsi alla prossima stagione. Noi invece abbiamo avuto solo 60 giorni. Se il coach avrà bisogno che io stia in campo per 45 minuti, quest’anno, io sarò pronto e felice di farlo. Se invece vorrà farmi riposare in qualche back-to-back, per me andrà altrettanto bene. Dipende tutto dalle scelte del coach. Ma non credo che vorrà ‘spingere’ troppo con i nostri minutaggi, anche perché abbiamo un roster molto profondo.”

Murray su come ha passato la sua offseason:

“Prima di tutto mi sono dedicato ad allenare mio fratello, che ha 13 anni e gioca a basket. Ho passato del tempo con la mia famiglia in Canada, mi sono rilassato, ho mangiato del buon cibo… e ho tolto il dente del giudizio.”

Murray sulle prossime Olimpiadi, in cui rappresenterà la Nazionale canadese:

“Ho 72 partite che mi attendono, per ora. Sono concentrato su quelle. Quando sarà finita la stagione NBA, sarà il momento di pensare alle Olimpiadi. In ogni caso, rappresentare il mio Paese per me significa molto. Giocare per una Nazione è una cosa diversa rispetto che giocare per una squadra, in un campionato.”