• Alessandro Di Marzo

Dove arriverà il percorso iniziato nel 2020 dai Knicks?



Questo articolo, scritto da Sam DiGiovanni per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 3 giugno 2021.



La stagione da sogno dei New York Knicks è giunta al termine.


Julius Randle è diventato l’idolo della città in poco tempo, quando durante la scorsa stagione quasi chiunque si sarebbe sbarazzato di lui. Derrick Rose è tornato, diventandovuno dei tasselli fondamentali della squadra. Tom Thibodeau, infine, ha costruito un gruppo partendo apparentemente dal nulla, rendendolo competitivo e guidando i Knicks ai Playoffs dopo 8 anni dall’ultima volta.

Nel primo turno, però, il loro percorso ha subito una brusca interruzione per mano degli Atlanta Hawks, guidati da uno scatenato Trae Young, che li ha eliminati in 5 gare. Francamente, dopo l’1-1 nella serie a seguito di Gara 2, si è vista una sola squadra sul parquet, capace di sfruttare tutti i punti deboli della difesa degli avversari e bloccando completamente il loro attacco.


Questo esito non ha comunque deluso coach Thibodeau, consapevole della quasi assoluta inesperienza del suo roster:

“Le esperienze sono una parte fondamentale dell’apprendimento. Speriamo di averne tratte abbastanza e di farne tesoro. Ora abbiamo bisogno di due o tre settimane di pausa per staccare e recuperare le energie; in seguito parleremo dei piani per l’estate e delle prossime mosse”. (Tom Thibodeau)

Le aspettative, una volta tornati operativi, saranno legittime. Quest’anno NY è stata vista come una rivelazione proprio perché nessuno credeva che sarebbero arrivati ai Playoffs in questo modo. Doveva essere un altro anno di sviluppo ricco di sconfitte, mentre è stato il contrario.


La determinazione e la mentalità sono state le chiavi di questa stagione, secondo Thibs:

“I ragazzi hanno dato tutto ciò che avevano, sono molto orgoglioso di loro. Abbaiamo costruito una squadra vera, con buone abitudini, che hanno portato a un miglioramento collettivo importante”.

Anche Randle e RJ Barrett, due dei giocatori chiave di New York, la pensano così. Il fresco MIP ha infatti spiegato come sia stato "riportato il vero basket in città", rendendo orgogliosi i tanti tifosi della Grande Mela.


Barrett ha poi affermato che si sente parte di questo progetto e che sarà fiero di poterlo valorizzare anche in futuro per portare la squadra a competere ai massimi livelli. La terza scelta assoluta del Draft 2019 non vorrebbe mai andarsene, e sentire questo da un giocatore di una franchigia che fa spesso fatica a trattenere i propri giovani più talentuosi può dare fiducia per il futuro.


I miglioramenti dell’ex Duke rispetto alla prima stagione sono stati evidenti, rendendo il numero #9 una solida spalle per Randle. Nonostante alcune gare non scoppiettanti, il suo impegno è stato uno dei fattori più determinanti per mettere al ripato i Knicks da un’altra stagione fallimentare.

“Credo molto in lui. Lo supporterò fino alla fine, così come tutti gli altri compagni”. (Derrick Rose)

D-Rose è in scadenza, ma anche lui vuole restare. Tuttavia, c’è da capire se la dirigenza sia disposta a ri-firmarlo. Non si conoscono ancora le volontà della franchigia per la free agency, ma la quesitone-Rose sarà di certo uno dei temi più caldi.


FOTO: NBA.com

Sarà proprio l’offseason a far capire se questa grande stagione sia stata solo una scintilla o un piccolo, grande passo per costruire qualcosa di veramente competitivo. Molti giocatori saranno free agent, arriveranno due giovani dal primo giro del Draft 2021 e ci sarà molto spazio salariale a disposizione. Insomma, le posibili strade da intraprendere sono molte.

Ora, comunque, un miglioramento è obbligatorio: niente più effetto-sorpresa, adesso la squadra è sotto gli occhi di tutti. Anche se bisogna ricordare che il fattore-infortuni è stato meno impattante per i Knicks rispetto ad altri team nel 2021, fatta eccezione per lo sfortunato Mitchell Robinson (a proposito di scelte da prendere in offseason, ne abbiamo parlato QUI).

A questo punto, in ogni caso, disporre di una squadra competitiva non è più utopia per i Knicks. L'identità e l'attitudine della squadra di Thibodeau hanno fatto sì che l'organizzazione sia riuscita a intraprendere un percorso credibile verso grandi obiettivi. E siamo solo al primo anno di Thibs, che in poco tempo è riuscito a costruire una solida base da valorizzare.


Fatto il primo passo, la domanda per il futuro a medio termine di New York è: riuscirà a trasformarsi, finalmente, in una contender?