• Marco Marchese

I Knicks sono pronti per un eventuale Play-In?

I New York Knicks, attualmente coinvolti nell’affollata corsa ai Playoffs della Eastern Conference, potrebbero doversi giocare tutto al Play-In Tournment. Sono preparati per uno scenario do-or-die?


Questo articolo, scritto da Sam DiGiovanni per The Knicks Wall e tradotto in italiano per Around the Game, è stato pubblicato in data 27 aprile 2021.



Negli ultimi anni i progetti dei New York Knicks hanno sempre avuto un pessimo timing rispetto ai cambi di regolamento dell'NBA.


Quando NY aveva deciso di puntare pesantemente sul tanking, per ottenere una pick di valore al Draft del 2019, la NBA ha deciso di cambiare le regole della Lottery e fare in modo che fosse più difficile, per le squadre in fondo alla classifica, ottenere buone scelte.


Questa stagione, in cui (finalmente) i Knicks paiono una seria candidata per un posto ai Playoffs, la NBA ha introdotto il Play-In Tournament, che allarga la possibilità d’accesso alla post-season fino al decimo posto, togliendo certezze alla settima e ottava della Conference.


I cambi di regolamento, in ogni caso, non hanno fatto tramontare le ambizioni dei Knicks. Nella Draft Lottery del 2019 hanno ottenuto pur sempre la terza scelta assoluta, e con i migliori auspici hanno selezionato l’ala di Duke, RJ Barrett, che attualmente è il secondo violino della squadra-rivelazione a Est.


Le vittorie che oggi separano i Knicks dal decimo posto sono 6.5, mentre soltanto 2 quelle di vantaggio sul settimo, occupato dai Miami Heat. Il rischio aggiuntivo del Play-In Tournament, ovviamente, è che sia la settima che l’ottava non possono più dormire sonni tranquilli, dovendosi giocare l’accesso ai Playoffs tramite gli "spareggi", cui partecipano anche la nona e decima classificata.


Settima e ottava si scontreranno tra qualche settimana per aggiudicarsi il settimo seed, mentre la perdente sfiderà la vincitrice della sfida tra nona e decima, competendo stavolta per l’ultimo posto rimasto. Sulla carta, quindi, non si tratta di una missione proibitiva per chi entra nel Play-In da settima/ottava, ma a differenza di una serie al meglio delle 7 gare, la partita secca nasconde sempre qualche insidia.


Il rischio per una squadra come New York, che non gioca partite di Playoffs da anni, è di uscire anticipatamente di scena, prima ancora di entrare in una serie.



Le recenti settimane hanno visto i Knicks in gran forma, con una striscia di 9 vittorie consecutive che ha permesso loro di appropriarsi momentaneamente del quarto posto nella competitiva Eastern Conference. La parte più difficile, però, deve ancora arrivare.


Con ancora diverse partite di Regular Season da giocare e con altre tre franchigie col fiato sul collo (Hawks, Celtics, Heat), New York no può rilassarsi. Del trip in arrivo di 6 trasferte a Ovest, cinque saranno contro squadre in corsa per i posti a Playoffs (Suns, Clippers, Lakers, Nuggets, Grizzlies), poi il calendario prevede le sfide contro Spurs, Hornets e Celtics per chiudere la RS. Un cammino tutt’altro che semplice, che potrebbe, se non vanificare, quantomeno compromettere la grande stagione di New York.



Potenziali avversarie nel Play-In


Philadelphia, Brooklyn e Milwaukee hanno un passo diverso - chi più, chi meno - da inizio stagione, osservando da lontano le altre concorrenti per i Playoffs. Anche se alcune delle loro superstar hanno patito degli infortuni saltando diverse partite, le Big Three della Conference hanno mantenuto salda la loro leadership ai primi tre posti della classifica.


Quindi, le possibili rivali dei Knickerbockers in ottica Play-In sono solo sei. Attualmente il quarto posto da essi difeso dista circa 8 partite dall'undicesimo (Wizards), e in mezzo si trova una folla di squadre che, in seguito a una striscia vincente o perdente, potrebbero cambiare completamente le proprie prospettive.


Le squadre che seguono NY in classifica, come detto, sono Atlanta Hawks, Boston Celtics e Miami Heat, racchiuse in appena 2 vittorie di distacco. I Knicks hanno un record di 12-7 contro queste compagini, incluse tre vittorie a discapito degli Hawks.


Le partite chiuse nel clutch time possono dirci qualcosa su come andrà a finire per i Knicks in una situazione da dentro o fuori. I Knicks hanno giocato ben 29 partite in cui lo scarto nel punteggio era di 5 punti a 5 minuti dalla fine della partita, e ne hanno vinte 15 (ovvero il 52%, dodicesimo posto nella lega).


I 131 minuti di clutch time giocati dei Knicks sono il terzo dato più alto della Lega. E in questi minuti, la squadra di Tom Thibodeau ha il miglior Defensive Rating dell'NBA e l'11esimo Offensive Rating. Numeri che lasciano ben sperare, ma il margine d’errore sarà molto ristretto in un eventuale Play-In.



Punti a favore


I Knicks hanno riadattato al loro roster una frase del campionario di Sinatra: “I faced it all, and I stood tall and I did it in my way”. Con Thibodeau, New York sta giocando a un ritmo più basso (pace: 96.3) rispetto a tutte le altre franchigie della Lega. Forzando le avversarie e giocare al loro ritmo, le costringeranno anche a mettere in campo la pallacanestro che più è congeniale ai Knicks, basata su una difesa dura a metà campo.


Il contributo di Reggie Bullock è stato ottimo finora, e la crescita di RJ Barrett particolarmente incoraggiante. Nerlens Noel attacca il canestro ed è una sicurezza in difesa. E anche i peggiori e di solito meno efficienti difensori presenti nel roster stanno tirando fuori il loro meglio per contribuire alla causa.


I Knicks hanno un Defensive Rating di 108.1 fin qui in stagione, il quarto migliore dell'NBA. E una difesa di questo tipo può mandare fuori giri qualsiasi avversaria, soprattutto in una gara da dentro-o-fuori.


Nonostante la fase offensiva non sia, nel complesso, delle migliori (20esima in NBA), sulle sponde dell’Hudson si vantano comunque delle valide opzioni individuali su cui poter fare affidamento quando la palla peserà di più. Julius Randle, con i suoi jumper dal palleggio e la sua forza travolgente; RJ Barrett, abile a battere l’uomo in penetrazione e anche affidabile tiratore in catch & shoot; Derrick Rose, Immanuel Quickley ed Alec Burks, che dimostrato di possedere la capacità di avere impatto immediato in uscita dalla panchina.



Insomma, con l’arrivo di Thibs ci si aspettava che NY divenisse una squadra che gioca e compete ogni sera. Lo sono stati da inizio stagione, e ultimamente hanno addirittura accentuato questo aspetto, con la volata-Playoffs entrata nel vivo (tre vittorie della recente streak sono arrivate dopo tempi supplementari).


Notoriamente ai Playoffs il gioco diventa più fisico, duro e a ritmi più bassi. Alcune squadre pagano questa transizione, ma non sembra il caso di New York. Per la squadra di Thibodeau, semplicemente, non sarà una transizione.



Punti a sfavore


Fin troppo spesso le carenze offensive dei Knicks non permettono di portare a casa le partite con tranquillità. Il sistema offensivo di Thibodeau quando la squadra ha bisogno di segnare dei punti è fin troppo basilare, se non rudimentale: palla a Randle, o al massimo ad Alec Burks, e letture del campo.


Oltre a Randle e Burks, nei momenti di pressione il team confida su D-Rose e Barrett. All’atto pratico gli scorer non mancano, ma l’organizzazione per metterli in condizione di segnare con continuità forse sì. Capita spesso, infatti, che l'attacco di NY diventi stagnante, con uno scarso coinvolgimento delle seconde opzioni offensive.


Nella recente vittoria contro Atlanta, i Knicks sono riusciti a rimontare una svantaggio di 11 punti nel secondo tempo, per poi andare a vincere all'overtime. Con qualche soluzione in più da parte dell’allenatore, però, NY avrebbe potuto vincere senza dover giocare extra time. Gli Hawks nel'ultimo possesso erano concentrati unicamente sul fermare Randle, che ha dovuto forzare un tiro a bassa percentuale:



Lo spazio creato da Quickley era invitante, ma un attacco statico semplifica sempre, e di molto, il lavoro difensivo. Un semplice blocco (magari dello stesso Quicley a liberare Barrett) avrebbe costretto la difesa ad aprirsi e dato un’altra opzione a Randle.


Staticità e carenza di idee nei possessi decisivi sono costate diverse partite, quest’anno. Anche nella sconfitta contro i Minnesota Timberwolves, ad esempio, l'ultimo possesso disegnato per Randle non prevedeva altro che il suo uno-contro-uno, nonostante una difesa posizionata per negargli un buon tiro. Il risultato è stata una pesante sconfitta da una delle squadre messe peggio della Lega.



Mantenere l’avversario a distanza nei minuti finali, per evitare di giocarsi tutto in possessi come questi, sarà importante per New York.


Dato che quest’anno i Knicks dovrebbero tornare (dopo fin troppo tempo) a giocare delle gare decisive, tra questo finale di Regular Season e le partite successive, la loro vera sfida sarà riuscire a segnare punti quando conterà davvero, e il pallone sembrerà un macigno.


Più che la loro difesa, a essere sotto esame sarà il loro sistema offensivo.