• Andrea La Scala

Kyle Kuzma e il fit ideale per i 'terzi violini' di LeBron James


© The Lead Sports Media

Nell'odierna "corsa alle armi" in NBA, un fattore trascurato sulla strada verso il successo è l'efficienza. Sebbene le squadre possano accumulare risorse e creare la miglior squadra sulla carta, il talento non sempre porta a raggiungere vittorie e chimica di squadra. Al contrario, il ruolo di un giocatore all'interno dell'organizzazione e l'essere in grado di massimizzarne il potenziale hanno di sicuro più valore rispetto al gettare in squadra un giocatore dal gran talento, ma che mal si adatta al contesto.

Esattamente il tipo di problema che i Lakers si trovano ora a dover affrontare: valutare chi potrebbe essere questa terza star, dato che LeBron James e Anthony Davis da soli potrebbero non bastare per vincere il titolo.

Una nuova voce di trade che riguarda l'ultimo pezzo del precedente nucleo, Kyle Kuzma, viene ogni giorno architettata sui forum Reddit e su Twitter. Mentre alcuni fan azzardano l'arrivo di una superstar con scenari piuttosto forzati, altri hanno una visione più realistica. Io ho intenzione di guardare avanti e mi focalizzerò sulla storia di tre "terzi violini" che hanno giocato al fianco di LeBron.

Dopodiché, cercherò di creare dei parametri realistici che identifichino il tipo di giocatore (e la sua produzione) richiesto per questo ruolo di terza stella.

Star divenute terzi violini

Ci sono stati due giocatori su tutti che hanno interpretato quel ruolo in squadre risultate vincenti con LeBron James: Chris Bosh e Kevin Love. Entrambi hanno visto una drastica riduzione dello usage e dell'importanza del loro ruolo nella squadra, oltre che dover cambiare il proprio gioco per adattarsi a un contesto dove James fosse la prima punta.

Miami Heat, 2010-2014

Iniziamo da Bosh. Nella stagione 2009/10, ha prodotto una media di 24 punti i Raptors, prendendosi quasi 17 tiri a partita, attorno agli 11 rimbalzi e uno usage rate pari al 28.7%. Durante le sue quattro stagioni con James, i tentativi a canestro per partita di Bosh sono scesi a 13, prendendo solamente 7 rimbalzi a partita e avendo uno usage del 23.2%. Per contestualizzare questi dati facendo riferimento al presente, è come dire che il suo usage è passato da essere pari a quello di Devin Booker, a quello di Kendrick Nunn.

Dwyane Wade, il secondo violino della corazzata di James di allora, viaggiava ad oltre 16 tiri a partita, con uno usage pari al 30.2%. E facendo ancora riferimento alla stagione attutale, siamo in linea con giocatori quali Donovan Mitchell e Paul George.

Cleveland Cavaliers, 2014-2017

Dopo aver ottenuto i suoi anelli a Miami, James tornò a casa sua per compiere quanto precedentemente promesso: dare a Cleveland il primo titolo NBA. Nel processo, Love vide i suoi tentativi a canestro decrescere dai 18.5 della stagione precedente a 13.2. In linea con quanto avvenuto con Bosh, con cui condivise anche lo usage (pari al 23.2%), quando a Minnesota nella stagione precedente questo si era attestato al 28.7%.

Il secondo violino, Irving, faceva registrare 17.7 tentativi di tiro a partita e uno usage del 28.6%. E' chiaro che, con una sola palla in campo, esiste un modello ben consolidato su come una squadra possa ottimizzare il talento di James e le due star a supporto.

Los Angeles Lakers, 2018-2020

Dunque, impostati i parametri, stimiamo che LeBron prenderà attorno ai 18-20 tiri a partita. La seconda star, Davis, sta attualmente totalizzando 18.7 tiri a partita e uno usage del 29.9%. Storicamente, il terzo violino di un sistema James-centrico ottiene non più di 13 tiri circa a partita.

Attualmente Kuzma, la presunta terza star dei Lakers, ha una media di 11 tiri con una produzione di 13 punti e uno usage del 23.7%, quindi superiore sia a Bosh che a Love, quando erano affiancati a James. Possiamo quindi tranquillamente affermare che l'efficienza combinata non sta funzionando.

Per quelli che vogliono andare a vedere quanto sta facendo ora Brandom Ingram, bisogna tenere in considerazione l'avanzamento che ha avuto il suo ruolo all'interno dei Pelicans. Sebbene abbia giocato solamente 52 partite l'anno scorso coi Lakers, prendendo 14 tiri a partita e mettendone a referto circa la metà con uno usage del 23.2%, è risultato compatibile col prototipo di terza star senza che James abbia avuto un secondo violino sul quale fare affidamento.

In questa stagione quei numeri si sono gonfiati, raggiungendo uno usage del 29.3%, 19 tiri di media a partita e 26 punti a serata con praticamente gli stessi minuti. Come si sarebbe adattato nella squadra attuale? Sebbene il suo gioco sia chiaramente quello di uno a cui piace avere per tanto tempo la palla in mano, con un LeBron trasformatosi in point guard quest'anno è interessante chiedersi se il 40% con cui Ingram sta attualmente tirando da tre si sarebbe potuto mantenere anche con un numero inferiore di tiri e uno usage inferiore, dovuti alla coesistenza con LeBron e AD. Detto questo, è chiaro che si è trattato del pezzo più importante della trade per arrivare a Davis e che la cosa abbia funzionato in modo soddisfacente per entrambe le parti.

Dunque, ci sono altri nomi da analizzare e che potrebbero rappresentare un innesto positivo o negativo?

Se non Kuzma... chi?

Abbiamo visto diversi giocatori gettati nella mischia come possibili nuovi arrivi ai Lakers, come succede ogni anno. Detto questo, analizzerò alcuni dei nomi più importanti e la loro compatibilità col ruolo richiesto.

E' importante ricordare che non occorre una superstar per ricoprire quel ruolo in una squadra che aspira all'anello. Guardate attraverso il tunnel dello Staples Center per vedere quello che ragazzi quali Lou Williams e Montrezl Harrel stanno facendo per i Clippers. Sebbene escano dalla panchina, stanno dando il contributo di un terzo giocatore di impatto e cambiando completamente la squadra.

Alcuni possibili candidati

Il primo giocatore che spesso troviamo in queste liste è Derrick Rose. In quella che è una "comeback story", sta avendo una media di 15 tiri in 26 minuti con i Pistons, tirando dal campo con quasi il 50% e mantenendo uno usage rate del 31%. Sta disputando una stagione impressionante, ma il grosso problema del giocare in una squadra condotta da James, specialmente considerando che il Re sta passando sempre di più la palla, è che la sua percentuale da tre si attesta solamente al 31.8%, risultando deficitaria per un giocatore che dovrebbe attendere la palla sul perimetro in molti possessi.

Un altro nome intrigante è quello di Dennis Schroder, che sta uscendo dalla panchina ad Oklahoma City, una squadra che ha trovato l'oro con con Shai Gilgeous-Alexander, anch'esso una guardia dominante con la palla in mano. Nonostante ciò, il tedesco sta registrando una media di 15 tiri a partita in 30 minuti, con uno usage rate del 27.4%. Si tratta di un realizzatore ragionevolmente efficiente, con un 47% dal campo e il 36% da tre (suo career-high). Un team condotto da questo trio potrebbe offrire una produzione migliore rispetto alla triade James-Davis-Kuzma? Mi piace in modo particolare uno scenario in cui i Lakers possano aggiungere Schroder e continuare a fare affidamento su Kentavious Caldwell-Pope, il quale sta emergendo bene dopo una partenza lenta.

Sebbene non prevedo che una trade del genere possa avere luogo, soprattutto per via del problema del salary cap che la rende quasi impossibile, in questo discorso rientra anche un Bradley Beal piuttosto frustrato. Secondo The Athletic, Beal è arrabbiato e i Wizards devono trovare un modo per correre ai ripari. Aggiungere un'autentica superstar come lui metterebbe i Lakers in un'ottima posizione per ambire all'anello, ma da un punto di vista finanziario la trade è altamente improbabile.

Analogamente, con i Pelicans che si sono resi disponibili a cedere Jrue Holiday, ci sarebbero i presupposti per una trade che potrebbe far pendere l'ago della bilancia verso i Lakers nella corsa al trono dell'Ovest (e soprattutto di Los Angeles), grazie all'arrivo di una terza star con ottime capacità difensive, al momento quanto mai necessarie. Detto questo, riuscire a trovare la quadra con i salari in una trade con i Pelicans, che hanno già acquisito diversi giocatori e scelte dei Lakers, potrebbe essere molto complicato.

Un nome che ha riunito diversi rumors è quello di Robert Covington. "RoCo" può dare qualcosa che altri nomi fatti in precedenza non possono garantire: la difesa sul perimetro. Covington è uno dei difensori più arcigni e scaltri della Lega. La sua efficienza offensiva non è eccellente, ma è un giocatore da catch&shoot molto affidabile che fa registrare solamente un 18% di usage rate. Sicuramente potrebbe far parte di un ottimale quintetto da quarto periodo su entrambi i lati del campo.

Altri realizzatori affidabili includono Marcus Morris, che sta silenziosamente giocando la sua migliore stagione nella Lega ma che potrebbe non pagare gli stessi dividenti di Convington, che ha dalla sua un pedigree da All-NBA Defensive Lineup. Inoltre, le sue percentuali di tiro sono un pochino più basse, con uno usage decisamente superiore.

Bogdan Bogdanovic sembrerebbe un innesto naturale, essendo un tiratore da 14.5 punti ad allacciata di scarpe. Ma ha una bassa percentuale dal campo, sebbene abbia un'alta percentuale da tre. Attualmente partente dalla panchina a Sacramento, potrebbe invece essere un solido starter a Los Angeles e assumere il ruolo di terzo realizzatore in molte partite.

Un ultimo giocatore che i Lakers potrebbero voler acquisire, infine, è Davis Bertans. Autentica rivelazione di quest'anno, con i suoi 15 punti di media, un clamoroso 43% da tre (su oltre 8 tentativi a sera) e meno di 30 minuti a partita. Tuttavia, i Lakers dovrebbero valutare quanto alto sia il suo potenziale e dovrebbero decidere come agire ora, dato che la prossima stagione diventerà restricted free agent e di sicuro Bertans alzerà le sue richieste.

Ancora pochi giorni e scopriremo quale sarà la scelta dei giallo-viola.

© The Lead Sports Media

Questo articolo, scritto da Rahul Lal per The Lead Sports Media e tradotto in italiano da Andrea La Scala per Around the Game, è stato pubblicato il 18 gennaio 2020.

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