• Davide Corna

L'effetto Chris Paul


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Its Khaleel per The Bright Side of the Sun e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 4 aprile 2021.



I Phoenix Suns sono in ottima posizione, con un record di 34-14 e il secondo posto nella Western Conference. Certo, Devin Booker e il resto della squadra hanno molti meriti, ma in questo articolo ci concentreremo su un solo uomo. Prima di tutto, infatti, è stato l'arrivo di Chris Paul nella Valley a proiettare la squadra nei posti alti della classifica.


Il futuro Hall of Famer negli ultimi anni ha migliorato notevolmente ogni singola squadra in cui ha giocato, dall'istante in cui è arrivato. E oggi, nonostante la sua età, il 35enne continua a raggiungere traguardi e guadagnarsi chiamate all'All-Star Game.


Guardando le cifre, ciò che ha fatto Chris Paul a Phoenix è qualcosa di meraviglioso, quasi avesse il tocco di Re Mida. E no, non è la prima volta che questo succede.



New Orleans Hornets


Nella stagione 2004/05 gli Hornets vinsero un totale di 18 gare, arrivando ultimi nella loro Division. Dopo di che, scelsero al Draft una piccola point guard in uscita da Wake Forest, e ne risultò un immediato balzo in avanti, con 20 vittorie in più nella stagione successiva. Alla sua terza stagione in NBA, CP3 aveva già portato New Orleans a 56 vittorie, e in testa alla propria Division.



Los Angeles Clippers


I Clippers chiusero il 2010/11 con 32 vittorie, quarti nella loro Division. Con l'arrivo di Chris Paul passarono a 40 vittorie, 8 in più. Alla sua seconda stagione a Los Angeles arrivarono a 56 vittorie, primo posto nella Division. CP3 trasformò quei Clippers in una costante pretendente al titolo.



Houston Rockets


Certo, l'anno prima dell'arrivo di Paul, i Rockets di James Harden avevano 55 partite vinte. Tuttavia, ne vinsero 65 (miglior record della storia della franchigia) nella prima stagione con Paul, passando dal terzo al primo posto della Western Conference. Houston con CP3 arrivò anche a una sola vittoria - sì, quell'infortunio di Paul - dall'accesso alle NBA Finals (l'anno prima era stata sconfitta alle semifinali di Conference).


FOTO: The Dream Shake

Oklahoma City Thunder


In questo caso non si tratta del record in termini di vittorie, ma della trasformazione dei Thunder nella più grande sorpresa della stagione 2019/20. OKC ha iniziato l'anno con lo 0.2% di possibilità di andare ai Playoffs, prima di riuscire a qualificarsi e arrivare, nella bubble, a una sola vittoria dal secondo turno.



Phoenix Suns


I Suns hanno chiuso la scorsa stagione con 34 vittorie. Tuttavia, prima della loro magica esperienza nella bubble, con 8 vittorie in 8 partite, avevano vinto solo 26 gare, e alcuni avevano criticato il fatto che fossero stati invitati a proseguire la stagione a Orlando.


Quest'anno i Suns sono già arrivati a 34 vittorie in sole 48 gare e attualmente hanno il secondo miglior record della Western Conference. In più, hanno imparato a chiudere le partite, un aspetto in cui erano in gran difficoltà lo scorso anno. Erano 16-21 nelle gare con un distacco entro 5 punti negli ultimi 5 minuti; in questa stagione, sono 14-11 nel clutch time.


Alla squadra di coach Monty Williams mancano 3 vittorie per assicurarsi il primo record vincente dal 2013/14, ed è solo una questione di tempo per la prima apparizione ai Playoffs della franchigia dal 2010.


Charles Barkley, ex Suns e attualmente commentatore per TNT, ha addirittra menzionato Chris Paul come possibile candidato al premio di MVP. Pur concordando sul fatto che meriterebbe di essere preso maggiormente in considerazione, dubito fortemente che possa vincerlo - anche se è un peccato che non l'abbia mai fatto in carriera.


In tutti questi anni, comunque, l'effetto-Chris Paul è sempre stato qualcosa di assolutamente reale. E i Phoenix Suns ne sono "solo" l'ultimo esempio.






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