• Alberto Pucci

Le tante incertezze sull'estensione di Julius Randle

L’incredibile stagione permetterà a Randle di chiedere un'estensione importante. Ma quando: ora o l'anno prossimo? La scelta di Julius e dei Knicks non è scontata.


FOTO: The Knicks Wall

Questo articolo, scritto da Will Bjarnar per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Alberto Pucci per Around the Game, è stato pubblicato in data 28 giugno 2021.



Le prossime due offseasons potrebbero rivelarsi le più importanti della storia dei Knicks da quella del 1985, anno della scelta al Draft di Patrick Ewing. Per la prima volta nell’ultimo decennio, infatti, New York si presenta al via con una squadra interessante e di prospettiva.


Per rendere questo miracolo annuale un progetto a medio-lungo termine, però, bisogna decidere in fretta in che direzione muoversi nei confronti di Julius Randle: il prodotto di Kentucky rappresenta il futuro dei Knicks, oppure no?


A influenzare la decisione sarà soprattutto la fiducia che i membri del front office hanno nelle qualità del nativo di Dallas, dopo la stagione 2020/21; è difficile, infatti, stabilire se l'annata da All-NBA di Julius sia stata l’inizio di un ciclo o un lampo all’interno di una stagione particolarmente positiva.


C’è poi da considerare come le ottime cose viste in Regular Season non siano state confermate dal numero 30 nei Playoffs, come dimostrano il 30% dal campo, il 34.4% di effective Field Goal - uno dei peggiori risultati della Lega – e le 5 palle perse di media a serata contro gli Hawks. Certamente non numeri da All-NBA.

Tuttavia, penso che questi numeri non debbano rappresentare un eccessivo problema a lungo termine. Chi descrive la stagione di Julius come “fortunata” senza dubbio non ha visto molte partite dei Knicks, nel 2021.


Negli ultimi mesi Randle è cresciuto enormemente come tiratore, diventando capace di segnare canestri da fuori con insospettabile costanza; così come Julius è cresciuto come passatore, come confermano i 6 assist a partita (il precedente massimo in carriera era 3.6); ha guidato la Lega per minuti giocati, ed è diventato l'indiscusso punto di riferimento in campo della squadra, con 393 isolamenti giocati (secondo solo a Westbrook in NBA) e 83.6 tocchi a partita.


L'ex Lakers e Pelicans è diventato il perno dell’attacco di Thibodeau, costringendo gli avversari a scelte difficili difensivamente, considerando i suoi miglioramenti in tante aree del gioco. Ha segnato 160 triple in stagione, 8 in meno di quante aveva segnato nelle precedenti otto... sommate. Secondo Marc Stein, è diventato il primo giocatore nella storia NBA a iniziare una stagione con meno del 30% da tre punti in carriera e terminarla con più del 40%.


Le pessime prestazioni in post-season non sono, poi, da attribuire solo a Julius. Thibs non è riuscito a creare soluzioni per gli altri giocatori nel momento di difficoltà della sua stella, e Atlanta ha cambiato completamente rotta rispetto agli scontri diretti in Regular Season, in cui Randle aveva 37.3 punti di media.


Potrebbe sembrare un errore da parte della franchigia non prolungare il contratto di Randle dopo una stagione del genere, ma le incognite non mancano. Una prima opzione sarebbe esercitare la team option per la prossima stagione, per 20.7 milioni di dollari (di cui solo 4 sarebbero garantiti); altrimenti, ci sarebbe la possibilità di negoziare un'estensione, e qui la questione si fa più complicata.


FOTO: NBA.com

A non rendere scontata la scelta per le stagioni successive, sono le modalità con cui andrebbe firmata un’eventuale estensione. Già in questa offseason, i Knicks possono offrire a Randle un contratto di 4 anni a 106 milioni di dollari, meno del massimo, in quanto Julius non rientra ancora nei requisiti per il prolungamento - che si può elargire solo a partire dal terzo anno di un contratto lungo almeno quattro.


Logicamente, si potrebbe quindi pensare di aspettare e offrire il rinnovo durante la prossima stagione. Alla fine del 2022, però, Julius potrebbe diventare unrestricted free agent ed eleggibile per un contratto da 5 anni e 200 milioni, ragione per cui anche la strategia dell’attendismo appare impraticabile.


Altra soluzione potrebbe essere offrirgli un max contract di durata biennale, per 55 milioni di dollari oltre a quelli già messi in cascina nel 2021. Un rinnovo di questo tipo renderebbe Julius free agent nel 2024, anno in cui i Knicks teoricamente potrebbero offrirgli un supermax (5 anni, 250 milioni di dollari).


Chiaramente, la soluzione migliore per i Knicks sarebbe quella di firmare subito il quadriennale a 106: una giusta ricompensa per la grande stagione del #30, che lascia però ancora liberi tanti milioni di dollari nel Salary Cap, permettendo alla franchigia una certa libertà di azione nella pur scarsa free agency della prossima estate. I Knicks potrebbero cercare, con quei milioni risparmiati, una "scommessa da rilanciare" nella prossima free agency, oppure un giocatore di maggior esperienza che dia delle garanzie allo young core. Qualche nome: Lonzo Ball, Kyle Lowry, Tim Hardaway (sì, atto III), Spencer Dinwiddie.


Qual è, invece, la soluzione migliore per Randle?


Sicuramente il primo impulso per lui sarà aspettare e scommettere su sé stesso, in modo da meritarsi il mega-contratto da 200 milioni. Questa scelta, tuttavia, comporta dei rischi.


Randle, come detto, ha fatto enormi passi avanti nel 2021, e la sua riconferma a questi livelli non è cosa scontata. Ha guidato la Lega, poi, per minuti giocati; e tutti i leader per minutaggio della stagione 2019/20 (LeBron, Kawhi, Murray e Jaylen Brown), complice un'annata caratterizzata da ritmi folli a causa della situazione Covid-19, hanno avuto grossi problemi di infortuni in questa stagione. Più in generale, nessuno può "controllare" gli infortuni.


L'unione di queste incertezze potrebbe convincere Randle a desiderare un'estensione immediata. Meno vantaggiosa economicamente, ma al riparo da qualsiasi rischio. E sì, Julius in questo momento ha senz'altro il coltello dalla parte del manico, e allungare il suo contratto sembra la naturale conclusione di quanto visto nell’ultima Regular Season - ma i ragionamenti del front office dei Knicks saranno più approfonditi di quanto si potesse immaginare solo qualche mese fa.


Difficilmente Randle non comincerà la prossima stagione in magli Knicks, ma nessuno sa se sarà il leader della franchigia anche negli anni successivi.