• Pietro Campagna

L’impatto nigeriano sul Draft 2020

Un numero record di prospetti nigeriani, segno dei tempi che cambiano.


FOTO: NBA.com

Questo contenuto, tratto dall'articolo di Martenzie Johnson per The Undefeated (tradotto in italiano da Pietro Campagna per Around the Game), è stato pubblicato in data 19 novembre 2020.



Quando è stato chiesto ad Amadou Fall, presidente della neonata Basketball Africa League (BAL), perché ci fossero così tanti prospetti originari dalla Nigeria in questo Draft, l’ex giocatore senegalese ha risposto dicendo che il motivo è semplice: la Nigeria è il paese più popoloso del continente, e i suoi abitanti hanno un dono divino per quanto riguarda le abilità atletiche.


La Nigeria, paese che è stato una priorità per programmi della NBA come Basketball Without Borders fin dal 2003, è una nazione che ha prodotto atleti eccellenti in molti sport. Il calcio, la boxe, l’atletica leggera. Ma probabilmente il più grosso talento che il paese, che conta quasi 200 milioni di abitanti, abbia mai esportato è stato Hakeem Olajuwon, prima scelta assoluta del Draft 1984.


Olajuwon, che ha portato a due titoli consecutivi i suoi Rockets negli anni ’90, ha avuto anche un ruolo importante nell’espansione della NBA in Africa e, stando alle parole di Fall, nell’incoraggiare i suoi compatrioti a seguire lo sport. E insieme al lavoro che Fall e altri stanno facendo in Africa, questa potrebbe essere una delle ragioni per cui questo Draft è stato così segnato da un gruppo di atleti che condividono le origini di Olajuwon.


In questo Draft sono stati scelti Onyeka Okongwu, Isaac Okoro, Precious Achiuwa, Udoka Azubuike, Zeke Nnaji, Daniel Oturu e Jordan Nwora. Ben 7 giocatori nati in Nigeria o con genitori nigeriani - che non solo è il record di giocatori provenienti dalla Nigeria scelti in un anno, ma anche da tutta l’Africa.


FOTO: The Undefeated

La presenza in Africa della Lega tramite progetti come Basketball Without Borders e la NBA Academy in Senegal, simbolo di un grande investimento cominciato quasi vent’anni fa, inizia a dare i suoi frutti non solo per i nativi africani, ma anche per chi è migrato nelle Stati Uniti.


“Ci sono un sacco di nigeriani che sanno giocare, e sanno giocare bene” - ha detto Okoro alla stampa qualche settimana fa. “E ora il mondo scoprirà che ci sono tantissimi nigeriani, è una cosa speciale.”


La comunità cestistica se n’è accorta più di trent’anni fa, ormai, quando Olajuwon è stato scelto prima di Michael Jordan e Charles Barkley al Draft del 1984. 14 anni dopo un altro nigeriano è stato chiamato come prima scelta, Michael Olowokandi. Nonostante queste siano state le uniche due prime scelte dalla Nigeria, Fall sostiene che sono state il segnale del potenziale del paese.


Dal 2000 sono stati due i nigeriani scelti al primo turno: Josh Okogie (20esima scelta al Draft 2018) e Festus Ezeli (30esima scelta al Draft 2012). Con il Draft di quest’anno, però, la lista va decisamente aggiornata.


Entrando nel Draft 2020, erano 19 i giocatori provenienti dalla Nigeria (ma di un'altra nazionalità) nella Lega, inclusi i fratelli Antetokounmpo, Bam Adebayo, Victor Oladipo e Andre Iguodala:





Vedere così tanti giocatori del proprio paese può far realizzare che la NBA è un obbiettivo realistico, sia per chi vive in Africa che per chi vive negli States.


Okongwu, che ha giocato la sua unica stagione di di College Basketball a USC lo scorso anno, e i cui genitori si sono trasferiti in USA nel 1999, si ispira agli altri africani della Lega.

“Se sei africano ami il gioco, ci metti molto orgoglio. Molti giocatori sono africani, come Siakam, Ibaka, Adebayo e Anunoby. Ci teniamo molto al nostro sport. Mi ispiro a loro, sia nel gioco che nel modo di vivere. Vorrei riuscire ad avere lo stesso successo che hanno avuto loro.”

Antetokounmpo è sicuramente il giocatore che ha avuto maggiore impatto su questi giovani, sia che vivano in Africa sia che vivano negli USA. I suoi genitori si sono trasferiti dalla Nigeria alla Grecia tre anni prima che Giannis nascesse, ma, come ci ha raccontato, è cresciuto in una casa tipicamente nigeriana.


Giannis, che ha partecipato al primo NBA Africa Game nel 2015, è l’immagine che la Lega vuole promuovere per accrescere l’interesse verso lo sport da parte di un pubblico più giovane. “Volevamo dare un’opportunità ai giovani di talento di partecipare ad uno sport dinamico, energico e adatto a quel tipo di pubblico. E Giannis è l’incarnazione perfetta di tutto questo” - ha dichiarato Fall, che ha poi comparato il fenomeno-Olajuwon con il fenomeno-Antetokounmpo.

“I giovani giocatori di tutto il continente oggi vogliono essere come Giannis, non solo quelli che vengono dalla Nigeria.”

Prendete l’atletismo e il fisico dei prospetti con origine africana, e mischiateli con "la resilienza e l’ambizione che caratterizzano il popolo nigeriano", stando alle parole di Fall, e il risultato è un cocktail niente male. Anche se nell’aprile del 2019 Okoro, ai microfoni di DraftExpress, ha dichiarato che “ci deve essere qualcosa nel cibo nigeriano”...


In ogni caso, è un momento davvero unico per gli africani in NBA, illustrato perfettamente dalla disponibilità dei media per Achiuwa. Il nativo di Port Harcourt (sud della Nigeria) ha risposto a una domanda di un giornalista, anche lui nigeriano, in Igbo, la lingua dell’omonimo popolo: “Ibu onye Igbo?” (“Sei Igbo?”)


Il background culturale ha anche legato alcuni di questi giovani talenti.


“Io e Daniel Otoru abbiamo giocato nella stessa squadra nel circuito AAU. Lui è del Minnesota e i suoi sono nigeriani” - ha detto Nnaji, scelto alla 22 dai Nuggets. “Anche con Onyeka Okongwu siamo amici. Abbiamo spesso giocato contro, sia al college che nel circuito AAU.”


FOTO: The Undefeated

Mentre il basket accresce i suoi consensi nel continente, gli sport più seguiti rimangono il calcio e il rugby. Riuscirà il basket a superarli?


Fall sottolinea che l’obbiettivo della Lega in Africa è diffondere il basket tra i giovani, espandere la presenza della NBA e usare lo sport come motore per una crescita economica dei paesi coinvolti nella BAL.


La BAL sta raggiungendo molti dei suoi obbiettivi, diventando una rampa di lancio per la NBA e dando la possibilità di rimanere nel continente per giocare come professionisti, invece di doversi spostare in Europa, come ha fatto ad esempio Biyombo, originario della Repubblica Democratica del Congo, che ha giocato i suoi primi anni da professionista in Spagna. Oggi le gare NBA sono trasmesse in tutta l’Africa, in diverse lingue.


Competere con il calcio comunque, non è una priorità. O almeno, non ancora.


“Per quanto ci riguarda non è una competizione, ma credo in quello che stiamo facendo, perché il nostro sport parla ai giovani e promuove uno stile di vita che vogliamo costruire qua”, ha dichiarato Fall.


Quale dei giocatori scelti quest’anno è più curioso di vedere in campo? Fall ha educatamente risposto che non vuole avere preferiti. La sua preoccupazione è portare quanti più Okoro, Okongwu e Azubuike a giocare come professionisti.


“Vogliamo vedere più giocatori possibili provenienti da tutte le parti del continente entrare nella Lega, costruire la loro carriera e restituire poi alla comunità.”





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