• Marco Romeri

L'importanza di Cam Reddish per il futuro degli Hawks



Questo articolo, scritto da Adam Spinella per The Basketball Writers e tradotto in italiano da Marco Romeri per Around the Game, è stato pubblicato in data 17 giugno 2020.



Otto squadre NBA non si uniranno alla corsa per il titolo in "The Disney Bubble". La loro offseason è quindi già iniziata, con l'attenzione che si è spostata sui possibili cambiamenti di roster e progetti in gran parte in fase di ricostruzione (più o meno avviata).


I giovani con talento sono l’elemento principale su cui investire e la bontà di un progetto vincente a lungo termine è fondamentale per ottenere il successo, soprattutto per quelle franchigie che non si muovono in big market come New York o Chicago.


E' il caso, ad esempio, degli Atlanta Hawks.


I numeri complessivi di Cam Reddish alla sua prima stagione erano piuttosto mediocri. Il rookie aveva una media di 10.5 punti, 3.7 rimbalzi e 1.5 assist con il 33.2% da tre punti; e il suo contributo (negativo) al numero di palle perse di squadra, oltre alle scarse percentuali all’interno dell'arco, sono stati ulteriori tasselli negativi.


Tuttavia, la stagione di Reddish mostra che stava iniziando ad avere una consapevolezza del suo gioco, tanto che nelle dieci partite dopo l'All-Star Break ha segnato in media 16.4 punti con il 50% da due e il 38.9% da tre. Ed è quello che ci si aspetta dall'ex Duke Blue Devil andando avanti, anche se Reddish non è il tipo di giocatore che può essere giudicato solo dai suoi numeri.



L'approdo in NBA per i giocatori del college è simile al percorso di uno che dalle superiori va ad Harvard. Questi ragazzi sono abituati a essere i pesci grossi in un piccolo stagno, travolgendo la concorrenza con il loro talento. Dopo il grande passo, però, ogni giocatore è un "pesce grosso", e i rookie non possono più fare affidamento sulle abitudini che hanno costruito al college: devono cambiare e migliorare, per adattarsi e avere successo.


All'inizio della stagione Reddish sembrava un ragazzo che cercava di fare esattamente quello che avrebbe fatto al liceo, o al college. Giocava troppo spesso con la palla, sfidando i difensori in uno contro uno, aspettandosi che questi cedessero come avevano fatto negli anni precedenti. Si aspettava che sarebbe volato verso il ferro in transizione e immaginava di poter gestire fisicamente qualsiasi contatto.


Con la stagione che andava avanti, però, il ragazzo ha iniziato ad adattarsi all'ambiente circostante e a mostrare le sue qualità. Le sue preoccupazioni erano concentrate sulla sua meccanica di tiro, poco naturale, ma la sua scarsa capacità di segnare in modi diversi e la rapidità di lettura del gioco erano le sue vere sfide mentali. Queste preoccupazioni hanno avuto la priorità nel suo sviluppo.


Reddish è coscienzioso e attento, audace ma onesto. Il suo allenatore dell’high school, Seth Berger, è tra i comunicatori più onesti e diretti che si siano mai visti in questo ambiente, e quei tratti si notano su Reddish nel modo in cui ha gestito le avversità finora. Il suo percorso è stato infatti intriso di ostacoli che avrebbero potuto mettere in dubbio le sue qualità.


Al college, era il terzo/quarto violino a Duke, un ruolo per il quale non era perfettamente attrezzato, ma che ha dovuto necessariamento ricoprire in presenza di Zion Williams e RJ Barrett. I suoi numeri riflettevano quel contesto non ideale, ma il suo potenziale lo ha portato agli Hawks con la decima scelta assoluta.



Certo, l'attacco è ancora in fase di miglioramento dopo il primo anno tra i professionisti, ma Reddish è stato preso per qualcosa di più dello scoring. È il complemento perfetto di Trae Young.


Reddish è 6'8” ed è un atleta con tremendi istinti difensivi, e ad Atlanta ha avuto un impatto immediato in questa metà campo. Il sistema di valutazione RAPTOR di FiveThirtyEight, infatti, lo indica come il miglior difensore del roster degli Hawks. Il che è notevole, per un rookie.


Coach Lloyd Pierce ha messo da subito Reddish in marcatura su giocatori in grado di segnare tanti punti. Ha difeso infatti su LeBron James, Khris Middleton, Kawhi Leonard e Devin Booker, spesso con discreti risultati. Come difensore sulla palla, l'ex Duke possiede la rapidità di piedi necessaria per poter stare con qualsiasi giocatore, o quasi; e le sue braccia sono sempre alzate, pronte a contestare il tiro con la sua apertura alare di 216 centimetri.


Di recente, abbiamo visto un aumento delle squadre che abitualmente giocano con due portatori di palla. I Charlotte Hornets hanno permesso a Devonte' Graham e Terry Rozier di stare spesso insieme in campo, mentre i Cleveland Cavaliers sperano che Collin Sexton e Darius Garland maturino fianco a fianco. Squadre come Portland, Denver, New Orleans e Toronto hanno avuto stagioni di successo con questa formula.


Ciò significa che ci possono essere spesso più minacce contemporanee di giocatori di piccola taglia. Ed è in queste situazioni che Trae Young deve essere "nascosto", e in cui Reddish si è rivelato molto utile.


Ha funzionato per lunghi tratti, quest'anno. Ad esempio, nell'ultima partita prima della sospensione, sul campo dei New York Knicks. Sotto di 9 punti con 2:30 sul cronometro dell'ultimo quarto, gli Hawks iniziarono in quella partita a mettere una forte pressione sul perimetro⁠ (una strategia abituale per le squadre che si trovavano sotto nel finale). I Knicks risposero con due portatori, Frank Ntilikina ed Elfrid Payton, insieme in campo. Con Payton che gestiva la palla, Trae fu fatto scivolare su Ntilikina, mentre Reddish avrebbe dovuto difendere (a tutto campo) sulla palla. Ebbene, gli Haws conclusero il quarto con un 13-4 di parziale per andare all’overtime, e questo fu possibile soprattutto grazie alla difesa di Reddish su Payton.


Il dilemma tra chi inizierà tra Reddish e Kevin Huerter è ora un punto importante da affrontare per il prossimo anno. Ma non necessariamente nelle situazioni di fine partita, quando le squadre spesso diventano più piccole e aggiungono più palleggiatori. Entrambi possono giocare insieme.



Cos'è che rende Cam Reddish così bravo in difesa?


Immaginate di essere difeso da qualcuno con un'apertura alare come quella di Reddish, che non vi concede nulla in rapidità. Come ti separi da lui? Reddish è ovunque, e il suo corpo lo consacra per una carriera da difensore di primo livello in NBA.


Tuttavia, non sono più gli anni '90. Difendere le guardie non significa solo disturbare il loro palleggio. Ora, i migliori marcatori ricevono hand-off, passaggi dentro l’area e blocchi per uscire nelle loro zone preferite, invece di crearsi necessariamente il vantaggio da soli.


La rapidità e la lunghezza di Reddish sembrano fatte su misura. Segue anche gli attaccanti più rapidi, leggendo le linee di passaggio con il suo grande istinto, negando gli angoli per effettuare hand-off e spezzando il ritmo dell'attacco.


Insomma, Reddish è fisicamente e mentalmente attrezzato per gestire gli incarichi più importanti della Lega in fase difensiva. Ed è già così importante per gli Hawks che starà sul campo a lungo nelle partite dell'anno prossimo. Pertanto, è assolutamente necessario che migliori il suo tiro, in questa (lunghissima) off season.




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