• Alessandro Di Marzo

L'importanza di Joe Harris per il sistema Nets


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Jose Rohdin per New York Sports Nation e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 14 aprile 2021.



Joe Harris non è di certo il miglior giocatore di una squadra ricca di stelle come i Brooklyn Nets, né uno che sarebbe in grado di caricarsi una squadra NBA sulle proprie spalle per portarla alla vittoria. Tuttavia, il suo stile di gioco si unisce alla perfezione con il Big Three, motivo per il quale la sua presenza in campo acquisisce un valore altissimo per alimentare l’aspirazione al titolo della squadra.

Dopo aver firmato un contratto di 4 anni a $75 milioni durante la scorsa offseason, molti hanno pensato che la cifra fosse eccessivamente alta; Joe, però, ha impiegato pochissimo tempo a smentire tutti quelli che la vedevano in questo modo. Ad oggi, è il 68esimo giocatore più pagato della Lega. E ha dimostrato pienamente di valere almeno tutti quei soldi.


Il suo asso nella mancia risiede nella capacità di generare spazio per il trio Irving-Harden-Durant e sfruttare quello che viene creato per lui. Harris è senza dubbio uno dei migliori tiratori dell’NBA: nel 2018/19 ha vinto il Three-point Contest e ha terminato la stagione con la miglior percentuale dall’arco dell’intera Lega (47.4% con 5.1 tentativi da fuori a gara). Quest’anno, dopo un altro giro sopra al 40% (42.4%, 5.9 3PA) nel 2020, la musica non è cambiata: 47.8%, con una mole che continua a crescere di tentativi a partita (6.6).


Numeri del genere hanno attirato l’attenzione di molti, in primis del suo compagno Kevin Durant:

“Steph Curry e Klay Thompson sono i migliori tiratori con cui abbia mai giocato. Ma giorno dopo giorno, Harris si avvicina a quel livello”.

Giocare con scorer d'élite come Kyrie, il Barba e KD lo ha portato a prendersi tiri estremamente comodi: questi tre giocatori, infatti, attirano così tanto le difese che, solamente calcando il parquet, c’è una buona possibilità che il prodotto di Virginia si trovi sufficientemente libero per tirare (e segnare). Non a caso, il 100% delle sue 177 triple segnate sono assistite.


Col tempo, le difese stanno iniziando a riservargli sempre maggiori attenzioni, cercando di non lasciarlo mai solo sul perimetro; questo, però, comporta un aumento dello spazio disponibile per i Big Three, che possono dunque sfruttare spaziature più ampie per i pick&roll e/o beneficiare di maggiore libertà in isolamento.


Inoltre, come se le sue doti di tiro non bastassero, Harris gode di ottime letture quando si tratta di tagliare a canestro, riuscendo sempre a cogliere l’attimo giusto contro difensori disattenti o avversari ostacolati da buoni blocchi.


Harris è ottavo per Offensive Rating (129.1) in NBA, secondo solamente a Joe Ingles se si escludono i lunghi. Insieme ai tre già più volte nominati in precedenza, ha giocato solamente 139 minuti; in questi, tuttavia, il Net Rating di squadra è di +16.8, dato che dimostra, ancora una volta, quanto una lineup del genere possa risultare complicata da affrontare nei Playoffs. La ciliegina sulla torta: Harris risulta presente in tutte le migliori cinque 3-man combination di squadra (dati: Basketball Reference).


Il rendimento della scelta n. 33 al Draft 2015 è stato senz'altro il più costante e positivo del roster dei Nets nel 2021, complici anche le tante assenze (non ultima quella di Harden dopo la ricaduta dell'infortunio alla coscia).


Harris ha giocato tutte e 58 le partite stagionali di Brooklyn, giocando ogni sera a un livello tale da meritare, sul campo, i soldi che la franchigia ha investito su di lui.