• Alessandro Di Marzo

L'importanza di Jusuf Nurkic per i Blazers



Questo articolo, scritto da Thomas Lamming per Double Clutch e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 10 luglio 2020.



Lunedì 25 marzo 2019. È questo il giorno in cui la carriera di Jusuf Nurkic ha subito una svolta cruciale, il giorno in cui l’allora 24enne si è violentemente fratturato tibia e perone della gamba sinistra nel secondo overtime della partita casalinga dei Portland Trail Blazers vinta 148-144 contro i Brooklyn Nets.

Nel mezzo della sua migliore stagione in carriera, Nurkic quella sera aveva segnato 32 punti, preso 15 rimbalzi, fornito 5 assist e stoppato 4 tiri per i suoi Blazers, in ottima forma e al terzo posto nella Western Conference, con un record di 46-27. La squadra di Terry Stotts era lontana meno di un mese dai Playoffs, e in quel momento ha dovuto rinunciare al suo centro titolare: stagione finita per lui.


Come tutti sappiamo, l’altissimo livello di gioco di Damian Lillard e CJ McCollum ha guidato Portland alle Western Conference Finals, poi perse 4-0 contro i Golden State Warriors, al tempo duplici campioni in carica.


Fino all’11 marzo, giorno della sospensione dell’NBA, i Blazers erano stati, per così dire, una squadra piuttosto... turbolenta. Nonostante avessero dato alcuni segnali di ripresa nelle ultime settimane prima della pausa, avevano comunque vinto 29 partite perdendone ben 37; un record che li aveva piazzati momentaneamente al nono posto a Ovest, vale a dire distanti tre vittorie dai Memphis Grizzlies di Ja Morant.


Ciononostante, non è difficile comprendere che, quando Nurkic è disponibile, la squadra ne beneficia moltissimo. Da quando il centro dei Blazers è sbarcato in Oregon via trade nel febbraio 2017, infatti, la squadra ha raggiunto i Playoffs per tre stagioni consecutive, raggiungendo il terzo posto nelle ultime due.


16 mesi dopo il suo infortunio, il tanto aspettato ritorno di Nurkic è stato ottimo, facendo sembrare a tutti che il bosniaco non si fosse mai fermato. La sua prestazione al rientro (18 punti, 9 rimbalzi, 6 stoppate, 5 assist e 2 palle rubate in 33 minuti) è stata infatti di importanza cruciale per la vittoria di Portland contro Memphis all’overtime per 140-135.



Le incertezze sulla condizione di Nurkic dopo tanti mesi di inattività hanno fatto parte di molti discorsi sulle chance di Portland di raggiungere il play-in. Nelle prime 5 partite giocate nella “bubble”, però, Nurkic ha girato a 18.8 punti, 10.5 rimbalzi, 4.8 assist, 2.5 stoppate e 1.3 palle rubate ad allacciata di scarpe, con 31.8 minuti di media.


Eppure, per comprendere meglio l’impatto di Nurkic, le partite giocate a Disney World sono relativamente poche: meglio guardare al passato, precisamente alla scorsa stagione, in cui ha giocato 72 partite, tutte da titolare.


L’anno scorso il bosniaco ha registrato 15.6 punti, 10.4 rimbalzi, 3.2 assist, 1.4 stoppate e 1.0 palle rubate in 27.4 minuti a partita. Numeri che gli sono valsi la presenza nella top 15 dei centri in tutte le statistiche sopra menzionate; in particolare, si è piazzato nono per assist e decimo per steal. Il tutto giocando meno di chiunque si è piazzato prima di lui.


L’importanza della sua presenza si nota ancor di più se si considerano i dati di Offensive e Defensive Rating dei Blazers con e senza Nurkic. Secondo NBA.com, i punti segnati per 100 possessi sono 117.0 con il bosniaco in campo e 108.0 senza di lui; i punti concessi per 100 possessi, invece, sono 106.5 con lui e 110.2 senza.

Probabilmente, comunque, è la complementarità con l’esplosivo backcourt Lillard-McCollum a fare di lui un ottimo giocatore: il trio, infatti, è stato l’undicesimo per Net Rating nella Lega (10.6) nella scorsa stagione e ha avuto l’ottavo miglior Offensive Rating (117.9), dimostrando quanto si trovino bene a giocare insieme in campo.


Nurkic non è molto abile a tirare, ma essere circondato da tiratori d’élite lo ha aiutato molto, tanto da mandare a segno il 42.1% dei suoi tiri dalla distanza. Un’abilità molto utile, specialmente per alleggerire il peso dalle spalle del backcourt, offrendo migliori spaziature rispetto al suo compagno di reparto Hassan Whiteside.

Come notato in precedenza, il centro di 213 centimetri sa anche passare bene il pallone, e questo è un aspetto sottovalutato di lui, considerando anche che gioca da centro: sono infatti 3.2 gli assist di media durante il 2018/19 e 4.8 quelli forniti nelle prime partite a Orlando. Un’altra abilità utilissima, che si aggiunge al suo ottimo arsenale offensivo.



E in difesa?


Non è di certo Rudy Gobert, ma fa comunque sentire la sua presenza in maniera positiva: il Defensive Rating, senza di lui in campo, si è alzato infatti di 3.7 punti durante lo scorso anno. Inoltre, secondo basketballreference.com, Nurkic è stato uno dei soli 10 giocatori ad aver confezionato almeno 1 stoppata e 1 palla rubata a partita.


Se i Blazers sono arrivati allo spareggio per i Playoffs, malgrado il ritardo su Memphis al momento della ripresa, una parte dei meriti è anche di Jusuf Nurkic.



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